tutto quello che ci portiamo dietro è una memoria distorta

i libri di storia sono carichi di tempo, raccontano del tempo,
della storia umana
ma di questa storia non abbiamo imparato molto
perchè non c’è pace,
sui libri non abbiamo portato in salvo cosa sia la pace,
eppure tante volte noi uomini l’abbiamo capito e abbiamo pregato e ci siamo commossi ,
e la pace è stata con noi ma il tempo non è carico di questo,
perchè si conserva solo ciò di cui si fà memoria,
l’opera dell’uomo non è carica di questo, l’opera dell’uomo non è carica di memoria.

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non c’è nessuno ormai che non scrive un libro o personaggio noto che non voglia farlo
da quando ormai l’uomo ha imparato a scrivere ha una gran voglia di scrivere ,
abbiamo tutto il tempo che abbiamo percorso ma senza la pace. così non sappiamo dove abita ..
altrimenti tutti andrebbero lì a frequentarla per imparare così.

la storia che mi raccontano è senza giudizio,
giacchè ci siamo dimenticati di caricare il sacro nella storia giudicandolo inutile,
disattenti ai segni ed alle tracce.
volutamente ci siamo dimenticati di caricare il sacro
lasciandolo a terra volgendo lo sguardo altrove delusi dal suo volto comune.

abbiamo individuato i protagonisti nei vinti e nei vincitori,
abbiamo tratto così comprensione dai fatti così stabilito principi e tratto ispirazione,
ma con il tempo tanto semplificato da trarne più alcun insegnamento .
abbiamo tanto semplificato da trarne complicazione ,
abbiamo tanto semplificato e complicato da trarre disinteresse nei nostri figli,

abbiamo semplificato e caricato i figli del  tempo muto di cose passate fatte da altri,
abbiamo dato ai nostri figli i principi morali,
abbiamo detto che per capire oggi bisogna conoscere il passato
ma non abbiamo parlato di una speranza aperta all’uomo, a tutti li uomini.
di questa storia non abbiamo imparato nulla.

e non c’è pace tempo senza memoria, carico di simboli di unità e appartenenza in clan,
di sistemi per addomesticare la gente, per farla diventare un’altra cosa,
da quella che è,
da quello che dice il cuore,
da quella terra da dove è partita,
al posto del cuore bandiere da stadio
dovumque per incanalare le superficialità e le reattività e gli istinti e dargli una qualche dignità,
un posto nel palco d’onore, e simboli di unità perchè serve che il popolo si unisca in unità nazionale,
popolo che si unisce solo davanti ai reality o a fatti dolorosi, catastrofi naturali che dimentica ben presto
perchè non si può rimanere in tensione così a lungo,
quando è tempo di ricominciare le proprie ordinaria occupazioni,le proprie ordinarie dissoccupazioni,

finchè questo non sarà un popolo ,
nella necessità di dare un ordine la guerra sarà priorità assoluta,la pace priorità assoluta,.
Ma anche con “mandati democratici e costituzionali” non si saprà chi sono i buoni e chi i cattivi.
finchè nella pace la giustizia e la verità non sarà priorità assoluta non ci sarà pace,
perchè la verità e la giustizia non la si possiede non la si teorizza , la si vive, ci si nutre,

finchè l’uomo avrà fame non si potranno distinguere buoni e cattivi,
saremo tutti cattivi finchè non vorremo capire.
la verità la conosciamo, la giustizia non la faremo mai ,
non la faremo mai con le nostre mani,
ma non è questa la memoria che ci portiamo dietro ,

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nelle nostre istituzioni la memoria sono le rievocazioni dei progressi democratici, storici e tecnologici,
e gli eroismi che pur ci furono non appartengono a nessuno ,
quando questo accadde fu il cuore umano che venne fuori, venne fuori un suo sogno, una sua paura ,
una sua ribellione , una sua libertà ,
una cosa che puoi trovare nella morte che in certi momenti non fà più paura perchè è più congeniale che la menzogna,
che in certi momenti non è la cosa meno desiderabile,

mentre alcuni decidevano del male minore usano gli eroismi e fasti del passato,
per giustificare i privilegi di alcuni nel presente per tenere imbrigliati i popoli,
sventolare le bandiere proclamare feste di unità nazionale e feste della breccia di porta Pia ,
mito del risorgimento, solenni vittorie e corone ai morti che fanno da contorno davanti a platee annoiate,
prestigio nazionale così simile al sentimento di appartenenza di una tifoseria di una partita di calcio nel derby di ritorno,
sportivi dello sport maggiore sportivi dei partiti del cuore tifosi da sky e patatine e birra, politici da patatine e birra,
bandiere sventolanti bandiere sventolanti nelle feste nazionali, senza uomini in giro.

nella festa nazionale non si lavora e la nostra memoria delle cose è in ferie ,
perchè “non si può parlare sempre di cose importanti” e bisogna accontentarsi, certo c’è chi sta peggio…
mentre nel piccolo c’è chi ci uccide e nel grande c’è chi ci uccide
e nel piccolo noi prendiamo vita per dare morte
noi che sappiamo dare di più la vita che la morte per non pensare e riscrivere la storia
per dare una qualche logica mentre logica veramente non c’è,
per dare un qualche ordine proclamiamo feste nazionali e poi feste di halloween
dovremmo capire che non abbiamo in mano la storia
dovremmo capire che non abbiamo in mano la vita
ma tutto quello che ci portiamo dietro è una memoria distorta , un carico solo di tempo di libri nel tempo aumentati ..

non c’è nessuno ormai che non scrive un libro da quando ormai l’uomo ha imparato a scrivere
la storia che mi raccontano è senza giudizio carica solo del tempo stesso
di questa storia non abbiamo imparato molto.
ma io penso che delle cose importanti ci si nutre e si guardano
e si fà memoria per capire e amare
la cosa importante siamo noi stessi fatti di vita e morte : è quello che già c’era, è un paragone tra noi e i milioni di anni di tempo,
ed i milioni di anni luce delle stelle sono le misure infinitamente grandi e infinitamente piccole.
la storia è la compagnia di Dio.
Che il tempo ora racconta e svela nel presente. Perchè il sacro ha lasciato una sua Presenza e un suo Segno.
Non ha lasciato il suo simbolo ma si è fatto incontrabile e sperimentabile, si è fatto compagnia, si è fatto esperienza.

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