Tornare alla moneta sovrana e spendere finalmente per i cittadini

fonte Maurizio Mottola da “cado in piedi

Parlamento

La storia delle monete moderne ha avuto un punto di svolta fondamentale il 15 agosto 1971 quando, per la decisione unilaterale degli Stati Uniti, tutte le monete moderne sono state sganciate da qualsiasi bene reale, cioè una moneta sganciata dall’oro e che veniva inventata dal nulla.

A quel punto lo Stato, per la prima volta, aveva l’opzione di usare questa moneta inventata dal nulla (quindi senza necessità di accaparrarsi nessun bene materiale) come bene finanziario per arricchire al netto la propria cittadinanza, senza sostanzialmente limiti, creando ospedali, scuole, aziende, infrastrutture ed altro.

Ciò avrebbe arricchito la cittadinanza, i cittadini comuni, in maniera inaudita rispetto a quello che è stata la nostra storia, formando una cittadinanza forte, ricca, quindi una forte democrazia! Far sì che la maggioranza della ricchezza vada alla cittadinanza significa però sottrarla alle èlite finanziarie, che hanno adottato strategie per “finanziarizzare l’economia” (cioè passare dal capitalismo produttivista -quello che investe il denaro per la produzione di merci traendone profitto- al capitalismo dei mercati finanziari -quello che lucra denaro per mezzo del denaro-), procurando sofferenze per milioni di persone e crisi economiche continue.

Uno dei fantasmi, degli spauracchi che sono stati inventati da queste correnti ideologiche e finanziarie è che uno Stato che stampa propria moneta crea un alto tasso di inflazione.

Non è vero, in quanto questa emissione di moneta, inventata dallo Stato, viene utilizzata per sostenere chi produce lavoro e beni materiali, la qual cosa fa sì che la società abbia una produzione elevata, che aumenta sempre più. Questa elevata produzione pareggia l’immissione di denaro.

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