The Times chiama un prete ‘apologeta di Assad’ e lui ricambia il giornale, “apologeta di al Qaeda”

by Patrizio Ricci – Vietato Parlare

E’ straordinario come il governo britannico spari bordate anche contro i preti. Ovviamente non direttamente ma tramite i media, che ci cimentano spesso nella comunicazione orwelliana. D’altra parte è ben conosciuto che i ‘media center’ in Turchia che coprivano la guerra di Aleppo erano finanziati dal Foreign Office, come anche le agenzie di PR assoldate per migliorare l’ immagine dei cosiddetti ‘ribelli’ e l’Osservatorio Siriano per i diritti umani‘.

In questi giorni nel mirino è il rev. anglicano Andrew Asdown che ha visitato il Medio Est regolarmente negli ultimi 30 anni, inclusa la Siria prima e durante la guerra. Il reverendo ha lanciato molte critiche attraverso video e interviste in cui afferma che la narrativa dei media mainstream occidentali sulla guerra in Siria è stata estremamente fuorviante.

Per i suoi giudizi ed i suoi frequenti viaggi in Siria, per molti giornali britannici il Rev Andrew Ashdown è un pericolo, ‘supporta’ il presidente siriano Assad e diffonde ‘propaganda’ contro la  Corona britannica.


Rev Andrew Ashdown e il presidente Assad a Damasco

Ma chi ha conosciuto correttamente  la vicenda siriana ed il deplorevole  comportamento degli 80 paesi che nel tempo si sono uniti nello sforzo per aggredire e ‘dividersi le vesti’ della Siria, non è affatto meravigliato che un sacerdote dopo un primo viaggio in Siria e ci torni, essendosi innamorato di questo popolo e della fede dei cristiani che vivono nei luoghi che Gesù ha percorso.. Però la divisione tra gli uomini spesso è di ordine spirituale e difficilmente si supera il fossato del preconcetto, che in questo caso è cosciente e ‘professionale’.

Proprio in questi giorni – nonostante non sia un evento di cronaca, non sia quindi propriamente una ‘breaking news’ –  – il Times si è occupato nuovamente del reverendo, in particolare criticando aspramente gli ultimi suoi due viaggi in Siria.

They say the trips are for research purposes, but first and foremost a show of solidarity with the Syrian people. Previous meetings have seen them take tea with the man at the heart of the conflict, President Bashar Al Assad, while others have transported them to the frontlines of the conflict.
(The National)

Il primo lo ha compiuto in aprile del 2018 durante il bombardamento della coalizione in rappresaglia della ‘false flag’ di Ghouta, quando il governo siriano è stato accusato di aver usato armi chimiche.

In quell’occasione anche  il Telegraph , ed altri giudicarono negativamente quella visita – compiuta insieme all’editorialista e sacerdote Giles Fraser, la Baronessa Cox, Lord Dykes, e Michael Langrish, ex vescovo di Exeter.  ‘The National‘ lì chiamò  ‘The Crazy club’, The Newsweek ‘le pedine di Assad’: incontrare Assad  e girare in Siria per rendersi conto di prima mano (e criticare la disinformazione ed i white helmet) vuol dire da certe latitudini, “sostenere il regime di Assad”. Il secondo viaggio poi  rev Ashdown, lo ha fatto 3 mesi fa, a luglio ed anche quell’occasione ha ricevuto gli stessi strali , anche se per la verità  non ha fatto niente che non rientri nella sua missione spirituale.

Sulla sua bacheca facebook il sacerdote dice che è amaro che ‘The Times’ lo etichetti come “il peggior tipo di apologeta di Assad” ed osserva che questo è il trattamento standard riservato a chiunque dissenti dalla narrativa ufficiale su Assad . Ma in fondo si potrebbe definire – chi mette in pratica questo tipo di comportamento – ‘apologeta di al Qaeda”.

Il Regno Unito ha  sopra le mani il sangue dello Yemen… e  della Siria, dell’Iraq, dell’Afghanistan, della Libia, della Palestina, e altro: vende miliardi di armi e intrattiene rapporti con  dittatori, e sostiene i jihadisti, ma critica e cerca di screditare le persone che ascoltano quelli che cercano il percorso impegnativo della pace. (…)

Tre articoli su “The Times” oggi. Perché tanta attenzione? E anche su vecchie notizie! Quindi le visite in Siria che ho contribuito a organizzare “minano” la politica estera britannica! Dato che la politica estera britannica è stata e continua ad essere catastrofica per la Siria e il Medio Oriente, questo si sente un traguardo di cui essere orgogliosi. Che patetico che il Foreign Office   ricorra per indicarmi ad una espressione infantile: ” il peggior tipo di apologeta di Assad.” Chiunque usi questo termine ed asseconda le tattiche di bullismo da parco giochi infantili, forse potrebbe essere etichettato “apologeta di Al Qaeda””.  Ma che sciocchi wordgames  senza senso… (…) nelle accuse i media come sempre non contestualizzano le circostanze, né citano il vero scopo della delle mie visite siriane.

Rev Andrew Ashdown

Andrew qui condivide le sue preoccupazioni per i siriani e le comunità cristiane in Siria e si pronuncia contro le sanzioni:

Andrew Ashdown on sanctions against Syria from Stephen Sizer on Vimeo.

Qui condivide le sue preoccupazioni per i siriani e le comunità cristiane in Siria:


Rev Ashdown a luglio 2018 in Aleppo Est -precedentemente visita Aleppo anche
nel dicembre 2017 in tale occasione dice che i siriani considerano i russi ‘eroi”
mentre Londra ‘supporta i terroristi’.

Andrew Ashdown è un sacerdote anglicano. Ordinato diacono nel 1990. Sacerdote nel 1991

Così racconta il suo percorso vocazionale:

Sono stato allevato nello Zimbabwe da genitori missionari durante la guerra di Rodi. Dopo aver completato la mia formazione in Inghilterra, ho trascorso un po ‘di tempo a lavorare nel settore bancario nella City di Londra, prima di passare 2 anni come insegnante volontario in una scuola cristiana in una zona remota dell’India centrale. Questa è stata un’esperienza molto formativa di ulteriore incontro con altre culture e altre fedi. Tornato in Inghilterra, ho studiato Teologia al King’s College di Londra prima di iniziare gli studi per l’ordinazione.

Da quando sono stato ordinato nel 1990, ho prestato servizio nelle parrocchie dello Yorkshire, del Surrey e dell’Hampshire, e ho anche lavorato per un periodo come Ufficiale regionale per l’Asia meridionale, per conto dell’Anglican Mission Agency USPG. (Società Unita per la Propagazione del Vangelo). Nel corso degli anni, ho viaggiato molto in Asia, Africa, Medio Oriente ed Europa, e per un certo periodo ho avuto la responsabilità dei legami diocesani con l’Africa occidentale.

Ma negli ultimi 20 anni ho avuto una particolare passione per il Medio Oriente e la sua gente, conducendo regolarmente gruppi nella regione e visitando privatamente. Alcune di queste esperienze sono illustrate nel mio libro pubblicato nel 2007 da Christian Aware: ” The Stones Cry Out: Riflessioni da Israele e Palestina.’ Le mie più ampie responsabilità hanno nutrito un profondo interesse per le questioni inter-religiose e sono stato membro di reti interconfessionali nell’Hampshire e nel sud dell’Inghilterra.

Dal 2014 ho effettuato 5 visite in Siria: viaggiando per il paese; incontro con i leader della fede e della comunità e incontro con i membri di ogni sezione della società. Nel 2016, ho guidato un gruppo di leader di Pari e Fede in una visita nel paese e sono diventato il primo gruppo britannico a visitare Aleppo dall’inizio del conflitto.

Dopo 25 anni nel ministero parrocchiale, mi sono fatto da parte per intraprendere ricerche di dottorato sulle relazioni tra cristiani e musulmani in Siria. Questa ricerca comporterà diverse visite prolungate in Siria. Nel frattempo, continuo ad assistere con i servizi in tutto l’Hampshire, e nel mio beneficio locale.

Nel mio ministero, ho un forte senso della presenza di Dio e amore per tutte le persone. Credo che siamo chiamati, da tutto ciò che siamo e facciamo, a testimoniare la presenza e l’amore di Cristo, e la speranza e la luce che egli ci invita a ricevere, in particolare dove è difficile vedere o è sconosciuto, sapendo che ha sempre siamo arrivati ​​prima di noi! Nel cuore di essere rafforzato per questo ministero che appartiene a tutti i cristiani, c’è il culto e la preghiera di sostegno della comunità di fede, la Chiesa, ed è sempre un privilegio essere parte di quella comunità mondiale di fede, ovunque essa sia.

 

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