Tentativo di golpe con soli 30 militari!? Cosa sta accadendo in Venezuela?

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A gennaio il presidente del parlamento Juan Guaido si era proclamato capo di stato provvisorio. Aveva prestato giuramento di fronte ai suoi sostenitori durante una manifestazione di massa a Caracas e aveva detto che avrebbe adempiuto ai suoi doveri con l’appoggio delle forze armate per preparare nuove elezioni.

A seguito della sua autoproclamazione , gli Stati Uniti e molti stati alleati agli USA hanno riconosciuto Guaydo come legittimo rappresentante del Venezuela. Contro il Venezuela gli Stati Uniti hanno deciso sanzioni ed al presidente Maduro la minaccia è stata quella di fare la fine di Gheddafi. Inoltre al paese sono stati confiscati o congelati tutti i beni all’estero, compresi le riserve detenute in altri paesi che sono ora indisponibili in un momento di estremo bisogno.

Poi è arrivato quello che potremmo chiamare un piccolo tentativo di golpe: il 30 aprile  Juan Guaydo è apparso in un video attorniato da uomini in divisa e descrivendo quella in atto come la “fase finale” della presidenza di Nicolás Maduro.

Il leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaydo, ha pubblicato un video su Twitter che invita i militari della repubblica a scendere in strada per “porre fine all’usurpazione” nel paese. Un gruppo di circa 50 persone (30 secondo il ministro degli esteri venezuelano) e il leader del partito di opposizione  Leopoldo Lopez , che dovrebbe essere agli arresti domiciliari, si vedono insieme a Guaydo in un video che ha fatto il giro del mondo:

Il video di tre minuti  stato programmato per coincidere con un raduno anti-governativo pianificato oggi. Guaydo in precedenza aveva affermato su Twitter che avrebbe incontrato ” le principali unità militari ” dell’esercito venezuelano come ” l’inizio della fase finale dell’Operazione Libertà “.

Ciò che è strano di quanto è accaduto ieri è che il cosiddetto tentativo di colpo di stato di Guaydo poteva contare su soli 30 militari, tra Ufficiali, sottufficiali e soldati.

Alla fine tutto si è concluso come un fuoco di paglia: le forze di sicurezza venezuelane hanno lanciato lacrimogeni contro il manipolo di militari che avrebbero dovuto cambiare la storia del Venezuela. In questo video si vedono i militari delle forze pro-Guaydo mentre sono arrestate.

I militari pro-Guaydo si arrendono senza combattere. Durante il giorno, almeno 25 persone sono rimaste ferite durante le rivolte, in base a rapporti non confermati, una persona è morta. C’è stato anche un episodio  in cui le auto blindate della polizia hanno iniziato a schiacciare la folla e hanno guidato in particolare attraverso di essa. Spari si sentono di tanto in tanto in città. Il numero di soldati ribelli e di guardie nazionali è stimato in circa da 50 a 70 persone con armi di piccolo calibro. I nastri blu sono usati come segno distintivo. 25 militari ribelli si sono nascosti nell’ambasciata brasiliana.

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le schermaglie con scambio di lacrimogeni, prima dell’arresto:

E’ da rilevare che mentre Maduro ha descritto quello di oggi come un tentativo di colpo di stato, il leader dell’opposizione Carlos Vecchio – che si è fatto portavoce di Guaido  – ha descritto alla stampa gi fatti di oggi solo come un inizio di una ‘nuova fase’, negando che si sia trattato di un colpo di stato:

Questo è solo l’inizio … Questa è un’operazione che si sta sviluppando proprio ora. Vedremo più eventi nelle ore e nei giorni a venire.

Questo è un processo costituzionale guidato dal popolo venezuelano sotto la guida di un civile – il presidente ad interim del Venezuela Juan Guaidó . Chiede il ripristino della nostra Costituzione e, naturalmente, il ripristino del nostro sistema democratico … “

Il Venezuela è pronto per un cambiamento. È necessario facilitare la transizione nel nostro paese. Devi permettere al popolo venezuelano di ristabilire il sistema democratico. Il momento è adesso. Il Venezuela è pronto per un cambiamento. Nessuno lo fermerà. “

È però singolare che si invochi il ripristino della democrazia pensando né più ne meno un colpo di stato alla vecchia maniera, esortando l’esercito a prendere le parti di una fazione del paese sostenuta dagli USA, con il rischio che si scateni una guerra civile.

Gli USA da parte loro hanno descritto questi fatti come legittimi contro il Venezuela , ”un governo controllato da Cuba”:

US national security advisor John Bolton has called for “change of the regime” in Caracas, and accused Cuba of controlling the current government of Venezuela, while backing an opposition politician’s attempt at armed coup.

Bolton called on senior officials in the government of President Nicolas Maduro to switch their support to the US-backed opposition leader Juan Guaido, “if the Cubans will let them do it.” (Reuters)

In tutto questo contesto la diplomazia della Russia appare quella più lungimirante ed attenta al diritto internazionale. Mosca ha dedicato una risposta molto equilibrata al tentativo di golpe, invocando una presa di posizione delle Nazioni Unite. Queste le parole del ministero degli Esteri russo :

L’opposizione radicale in Venezuela si è di nuovo trasformata nella volontà di scontrarsi con l’uso della forza. Invece di una risoluzione pacifica dei disaccordi politici, è stato scelto un corso che ha lo scopo di incitare al conflitto, provocando perturbazioni dell’ordine pubblico, scontri che coinvolgono le forze armate.

Esortiamo [i venezuelani] a dire no alla violenza. È importante evitare turbolenze e spargimenti di sangue. I problemi che il Venezuela sta affrontando in questo momento devono essere risolti attraverso un processo responsabile di colloqui senza condizioni preimpostate. Qualsiasi azione deve essere intrapresa esclusivamente nell’ambito del campo legale, nel pieno rispetto della Costituzione e senza alcuna distruttiva interferenza esterna.

Confermiamo la nostra posizione di principio a sostegno dei modi politici e civili di risolvere i disaccordi interni da parte dei venezuelani stessi. Facciamo appello a tutti i membri della società internazionale, compresi i vicini più vicini di questo paese, con l’impulso di affermare la loro adesione alla Carta delle Nazioni Unite, le norme e i principi del diritto internazionale e di sostenere il ritorno del Venezuela su un percorso stabile e incrementale sviluppo attraverso un dialogo che includa tutti i poteri politici responsabili all’interno del paese “.

Si può essere posizionati come si vuole ma è innegabile che la posizione russa è molto più pacifica e legale di quanti in virtù del proprio arsenale bellico, rullano i tamburi di guerra.

Il rischio è grande: Guaido da solo non riesce a fare alcunché ed è sempre più dipendente di una iniziativa esterna che sollecita e che sembra annunciare.

Se la crisi Venezuelana – qualsiasi siano le ragioni (legittime o meno ) – andrà in un altro modo differente rispetto al solito copione sperimentato in Siria ed in Iraq, vorrà dire che il mondo sta cambiando.

@vietatoparlare