STEFANO ORSI – Aggiornamento dai fronti siriani del 12-2-2020

Aleppo

Proseguono i violenti combattimenti nel sud di Aleppo, fronte più acceso è quello tra i villaggi di Kafr Halab e Urma as Shugra dove si attestano anche truppe turche nel vicino El Atarib e Ibbin dove l’esercito turco ha dispiegato per la prima volta anche i carri armati in prima linea.
Proprio grazie all’uso delle artiglieria turche, i miliziani qaedisti, altrimenti dfefiniti Mammelucchi, hanno tentato un contrattacco verso Kafr Nouran, al momento ancora conteso tra le due forze in campo e Kafr Halab ancora saldamente controllata dai Siriani.

Ignorando bellamente le minacce turche, l’esercito siriano, guidato in questo settore dalla 25° Brigata Operazioni Speciali ( Unità Tigre) prosegue la marcia verso la cittadina di Al Atarib.
La marcia siriana in questa direzione, non serve, come ha ipotizzato qualcuno per raggiungere il confine turco, mossa direi inutile, ma a creare un fianco meridionale per una sacca in cui minacciare di chiudere tutti i miliziani ad est della linea immaginaria tracciabile tra Al Atarib e Zaharaa, ovvero cercheranno di far sloggiare tutte le formazioni jihadiste dall’ovest di Aleppo per mettere in piena sicurezza la città.
Così la vedo io questa mossa e così, per me, sarebbe logica.

Qamishli

Scontri anche violenti tra la popolazione del villaggio di Khirbat Hamo che hanno prima fermato una pattuglia di soldati per protestare contro la loro presenza in Siria, i soldati USA hanno sparato uccidendo un ragazzo di 14 anni e da li è nata una sparatoria con la popolazione che ha tenuto in scacco le forze USA per diversi minuti.

Son poi intervenute unità russe con blindati per tirare fuori d’impiccio le pattuglie USA ed evitare un eventuale bombardamento americano sui civili. I militari USA, avevano inizialmente tentato di oltrepassare un check point delle truppe NDF siriane, le NDF ricordo che sono le truppe della Guardia nazionale” siriana e sono spesso truppe di volontari delle comunità locali che si prestano per mantenere l’ordine e se necessario difendere le loro comunità come hanno fatto per anni contro l’ISIS o Al Qaeda.

https://www.youtube.com/watch?v=Z8dngq1MQ1Q

Stefano Orsi