Statua ai migranti in piazza San Pietro, il nuovo culto

In piazza San Pietro è avvenuta una cosa molto singolare. L’occasione è stata la giornata mondiale dei rifugiati promossa proprio dai think thank mondiali che reclamizzano ‘società aperte’, i diritti LGBT e i nuovi diritti. Siamo parlando di organizzazioni come l’Open Society, l’Onu e la UE – a cui si aggiungono una pletora di organizzazioni – che incentivano il fenomeno della migrazione modellando le proprie politiche sull’obiettivo di creare ‘società aperte’ e dei diritti LGBT. Questi progetti sono agli antipodi dell’umanesimo cristiano anzi ne sono nemici.

Interconnesioni tra progetti immigratori della Open Society e organismi internazionali- fonte Luca Donadei

Eppure, la maggior parte delle autorità della Chiesa sta sempre più abbracciando le nuove tesi dell’Unione Europea e dell’organizzazioni internazionali che sembrano dare la tabella di marcia alla chiesa su clima, popoli e migrazioni.

Papa Francesco che neanche una settimana fa ha detto di voler rendere l’Europa un meticciato di popoli – e che da settimane ha mostrato esplicitamente la sua contrarietà contro i ‘populismi’ e ‘sovranismi’ –  ha inaugurato a San Pietro una scultura raffigurante un barcone stracolmo di migranti con espressione ieratica.

Vatican News riferisce che dopo la recita dell’Angelus (…) il Pontefice ha inaugurato una scultura intitolata “Angels Unwares”, Angeli Inconsapevoli, realizzata dall’artista canadese Timothy Schmalz, grazie al suggerimento di padre Michael Czerny sottosegretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che verrà creato cardinale nel Concistoro del 5 ottobre prossimo. Il tema di quest’opera rimanda alla Lettera agli Ebrei in cui si legge: “Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli”.

“Non possiamo rimanere insensibili, con il cuore anestetizzato, di fronte alla miseria di tanti innocenti, non possiamo non piangere”, ha detto il Papa. Dunque ha ricordato come è necessario “non escludere nessuno né lasciare fuori nessuno”. E d ha aggiunto:

“La preoccupazione amorosa verso i meno privilegiati è presentata come un tratto distintivo del Dio di Israele, ed è anche richiesta, come un dovere morale, a tutti coloro che vogliono appartenere al suo popolo”.

Ma l’accoglienza sembra che non sia solo il frutto della carità cristiana, esprime invece un preciso giudizio politico. Neanche una settimana fa infatti, il Santo Padre aveva detto:

“Si vuole bloccare quel processo così importante che dà vita ai popoli e che è il meticciato. Mescolare ti fa crescere, ti dà nuova vita. Sviluppa incroci, mutazioni e conferisce originalità”.

Quindi non è affatto temerario dire che la statua dedicata ai migranti – visti i continui richiami e le continue manifestazioni a favore dell’immigrazione clandestina , giudicata in tutti i casi buona –  è come se fosse un nuovo oggetto di culto.

Non c’è spazio dunque, nella sua visione del mondo, per chi semplicemente è attaccato alle proprie radici, come memoria della propria cultura senza per questo odiare nessuno. Anzi è esattamente vero il contrario, perché soltanto se si mantiene la propria identità culturale si è in grado di confrontarsi con le altre. Altrimenti, di fronte al globalismo che vuole un solo unicum umano, non c’è più nulla di diverso, non esiste più un altro da sé con cui relazionarsi. In definitiva è la nascita di un mondo così buono in cui è inutile essere buoni.

Affermare questo non è essere prevenuti o essere ‘contro papa Francesco‘, questo è un modo sbrigativo di vedere le cose. Invece dolersi per simili eccessi, parte dal fatto che è a cuore qualcosa e questo qualcosa è la missione della chiesa che è testimoniare Gesù Cristo, cioè che gli uomini si convertano e si salvino.

Senza togliere niente al riconoscimento di tante sofferenze che devono essere affrontare con realismo e senza ipocrisie, dico sinceramente che il nome dell’opera “Angels Unwares”, Angeli Inconsapevoli non mi piace, soprattutto perché non dice molte verità e che cioè non è la sofferenza e la povertà che necessariamente fa santi. E’ invece un riconoscimento.

Da tempo invece con il pontificato di papa Francesco le migrazioni sono incoraggiate e la chiesa ne ha fatto un parametro di cattolicità. La deposizione della statua in piazza San Pietro chiarisce definitivamente che un buon cristiano non può assolutamente obiettare in alcun modo di fronte alle tesi molto semplicistiche che vengono poste dalla Chiesa, con buona pace della ragione che dovrebbe coniugarsi con la fede.

Quindi ciò che si va sempre più delineando, è una nuova verità di fede che non ammette critiche o un giudizio diverso.

Rimane naturalmente il dubbio di come le tendenze di oggi si possano coniugare con quanto detto da autorevoli cardinali come il card Sarah o il compianto card. Giacomo Biffi e la stessa conferenza episcopale africana, di posizione diametralmente opposta, ma inascoltata.

La domanda è molto semplice, quanto preoccupante: ”Angels Unwares” è dunque un oggetto di venerazione, una nuova verità di fede? Non era più opportuno un monumento ai cristiani perseguitati o a un Santo che elevi al sacro e alla Speranza invece che un monumento, dedicato alla sofferenza, ai migranti, molti dei quali islamici che che rigettano il nostro modo di vivere e provenienti da paesi che non adottano il criterio di reciprocità?

Ed ancora: se la Chiesa ha detto in varie occasioni di non voler entrare in questioni eminentemente politiche – come esprimersi chiaramente mobilitandosi su tempi come la difesa della famiglia naturale, il matrimonio cristiano, i gender, la bioetica, il family day oppure sul’aborto (che conta più di 80.0000 non nati ogni anno in Italia), – come mai invece  tanta enfasi su questo tema, di per sé ambiguo?

patrizio ricci by @vietatoparlare