Siria – Marat al Numan è in mano all’esercito siriano

Marat al Numan è presa. La città strategicamente importante è stata liberata praticamente senza battaglie di strada e senza la distruzione completa del centro abitato, già comunque colpito dalle artiglierie e dall’aviazione a giudicare dai primi video. Tuttavia la popolazione civile era sfollata altrove, in zone dove non infuriava la battaglia, ovvero specialmente verso il confine turco e – in misura minore – verso i corridoi umanitari aperti dall’esercito siriano.

Ma’arrat al-Nu’man by Oleg Blokhin from r/syriancivilwar

E’ solo l’inizio della vita che dovrà ricominciare. Solo con la fine del pericolo latente rappresentato dai militanti jihadisti, il paese potrà respirare. Il paese attende la fine della guerra per ricostruire. I mezzi sono pochi, sono quelli che sono. Per giunta, la comunità internazionale ostacola in tutti i modi, sanziona i combattenti, sanzionano le famiglie, sanziona le donne e i bambini. A cosa miri la comunità internazionale, è tuttora un mistero e forse è un mistero anche per i leader che la compongono.

Ma lasciamo perdere queste considerazioni e vediamo la presa di Marat al Numan. I jihadisti si sono ritirati a a nord, verso Sarakib e Ariha, l’esercito siriano è potuto entrare in città. Sono in corso ora le bonifiche dalle trappole esplosive e dalle mine. Sembra che in città siano rimasti anche un piccolo gruppo di jihadisti irriducibili (vedi qui).

Sembra che Mosca fosse giunta ad un accordo con Anakara  sul fatto che l’esercito siriano avrebbe preso Marat al Numan, ma nello stesso tempo la Turchia si opponeva categoricamente alla liberazione di Sarakib, data la sua vicinanza alla stessa città di Idlib che dista 12 km. (mentre da a Maarat en-Numan ad Idlib sono 28 km).

I turchi avevano persino minacciato di bloccare l’autostrada M5, ma la risposta sia di Damasco che di Mosca è stata che l’operazione sarebbe continuata. Per questo motivo, Erdogan ha iniziato a sollevare la questione della chiusura dei formati dei negoziati sulla Siria.

Ovviamente ciò di cui si preoccupa Erdogan è che nel caso l’esercito siriano continuasse ad avanzare come un treno, egli avrà meno capacità negoziale nelle trattative che serviranno per preservare i militanti asserragliati a Sarakib e come base negoziale per accordi di pace.

A quanto pare l’esercito siriano e gli alleati proseguono. E la prossima metà è proprio Serakib. Lo annuncia il portavoce del Ministero della Difesa siriana:

Il 28/01/2020, la città di Maarrat-en-Nuuman è stata liberata dall’esercito arabo siriano. Grazie al supporto dei nostri alleati, è stato possibile liberare una struttura strategicamente importante. Quindi, nel 2012, non avevamo abbastanza riserve, forze, aviazione, perché l’esercito era sfinito da operazioni militari, la banda occupava l’insediamento.
Ora, di fronte a affidabili alleati, stiamo fissando un nuovo obiettivo: la città di Serakib.