Siria. La Turchia è pronta a invadere il Rojava (Kurdistan siriano)

il 5 ottobre, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che nei prossimi giorni (presumibilmente tra 1-2 gg) dovrebbe essere avviata un’operazione militare denominata ‘Operazione Peace Spring‘ nelle aree al confine con la Turchia nel nord della Siria.

L’obiettivo di questa operazione sarebbe la ”pulizia” del territorio siriano dalle forze di autodifesa dei curdi siriani e la creazione di una zona di sicurezza che dovrebbe fungere a due scopi: la sicurezza della Turchia dalle forze curde e dare una terra ai milioni di rifugiati siriani che ancora sono ospitati in Turchia.

Nello stesso tempo nella zona cuscinetto si dovrebbero stabilire i membri delle milizie filo-turche ostili al governo siriano ma che sono contemplate negli accordi di Sochi.

Intanto le forze democratiche siriane sponsorizzate dagli americani hanno minacciato la Turchia con una “guerra totale”.

Da parte loro i militari statunitensi hanno iniziato a lasciare le aree della presunta operazione delle forze armate turche in Siria, che Erdogan ha annunciato il 5 ottobre.

Un convoglio di auto e veicoli blindati sono stati mostrati dall’agenzia di stampa araba ANHA mentre smobilitano le loro basi al confine turco-siriano e si dislocano più a sud.

Trump si trova ad affrontare – per la decisione di dare campo libero alle forze turche – una ampia opposizione interna e le rimostranze dello stesso Pentagono.

dislocazione delle forze USA in Siria – infografica Agenzia turca Anadolu

La Turchia ha fatto avanzare veicoli corazzati verso il confine siriano.L’artiglieria turca ha iniziato a bombardare le posizioni curde al confine nella regione della Malikia con artiglieria e mortai.
L’intenzione turca sempre essere quella di interrompere o almeno limitare i rifornimenti ai curdi provenienti dall’Iraq. In tal senso l’aeronautica turca ha attaccato un convoglio curdo di rifornimenti proveniente dall’Iraq (Semelka) e ha lanciato attacchi aerei provocando la distruzione di due ponti al confine tra Siria e Iraq (fonte stazione radio siriana FM Sham) . Questi ponti garantivano i rifornimenti dall’Iraq alle forze curde ovvero alle Syrian Democratic Force (SDF), si trovavano nella zona di responsabilità USA e ivi transitavano la maggior parte dei rifornimenti USA. E’ stato inoltre distrutto, un quartier generale delle forze curde a Malikiyah nella provincia di Hassakah nord est del Paese.

Attualmente la Turchia non riceve più alcuna informazione dalla forze NATO della coalizione che fanno voli di ricognizione a nord della Siria.

La parte curda ha richiesto – come era accaduto prima dell’invasione turca nel cantone siriani di Afrin –  a russi e siriani di intervenire e impedire l’ingresso turco nella zona occupata dai curdi. Tuttavia difficilmente queste richieste saranno ascoltate , visto che i curdi non hanno mai accettato di fare concessioni a Damasco circa la restituzione del controllo amministrativo della zona a nord dell’Eufrate (con annessa la maggior parte dei campi petroliferi presenti nel paese).

L’invasione turca – sempre che ci sarà – circoscritta a una fascia di sicurezza di 20 km dal confine, potrebbe finalmente indurre i leader curdi ad un maggior dialogo con il governo centrale di Damasco, in una zona a maggioranza araba.

patrizio ricci by @vietatoparlare

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