SIRIA – La Russia invita la comunità internazionale a prendere posizione sul campo profughi di Rubkan

Il Ministero della Difesa russo sta concentrando la sua attenzione su ciò che sta accadendo nell’area di Al Tanf, area posta in territorio siriano ma che da tempo è illegalmente sotto il controllo degli Stati Uniti. I russi denunciano chele forze statunitensi stanno ostacolando il ritorno dei profughi del campo di Rubkan nei luoghi di origine, anche se il paese è in gran parte pacificato e non sussiste più la necessità di un campo profughi.

Il problema denunciato dalla Russia è che gli USA non collaborano affinché avvenga questo ritorno e ciò nonostante si siano approntate tutte le strutture per facilitare l’evacuazione del campo. Ma gli USAsono contrari perchè il campo di Rubkan è una scusa perfetta per mantenere proprie forze armate lì, a ‘difesa dei rifugiati’.

Ciò che invece sta accadendo è esattamente l’opposto: gli USA non stanno proteggendo alcunché: sono proprio gli USA ad impedire ai rifugiati di lasciare l’area .


12 ottobre 2018: manifestazione di protesta nel campo di Rubkan

Secondo la Russia  gli USA vogliono preservare il territorio intorno al Tanf perché esso costituisce l’ambiente ideale in cui si possono nascondere le milizie da loro addestrate. Esse hanno il compito di destabilizzare l’area compiendo incursioni nelle aree circostanti e per poi scomparire nuovamente nel campo di 30.000 profughi di Rubkan.

Insomma il campo profughi funge da “camouflage” usato per alimentare le fila dei ribelli filo-USA e come base . In questo contesto i profughi  hanno la funzione di essere usati come scudo umanitario per giustificare la presenza USA .

La Federazione russa nei giorni scorsi ha sviluppato – con l’aiuto della croce rossa – un dispositivo per accogliere i profughi e farli fuoriuscire  dal campo di Rubkan e spostarli in aree sicure fornendo tutto il supporto, compresi l’assegnazione di alloggi secondo il piano nazionale in atto.

Precisamente la Russia aveva aperto due corridoi umanitari negli insediamenti di Djleb e Jabal al-Ghurab al confine della zona di 55 chilometri occupata dagli Stati Uniti (al TANF)

Ora, come si vede nel video di News Front, i checkpoint di Djlebe e Jabal al-Ghurab sono sotto la protezione della polizia militare russa

A fronte di tutto questo, gli USA hanno obiettato che non possono garantire la sicurezza del convoglio , ovvero che non escludono  che i ribelli nell’area (i ribelli protetti da loro stessi), non attacchino il convoglio. Questa scusante è inconcepibile perché i cosiddetti ‘ribelli’ sono nient’altro che le formazione di militani “Magavir Jaish al-Thawra” , e “Kuwat Shahid Ahmad Al-Abdo” (Brigate dei Martiri di al-Abdo) e una serie di altri gruppi armati presenti ad al Tanf che fanno parte della cosiddetta coalizione internazionale “anti-terrorismo” degli Stati Uniti. Quindi rispondono direttamente al comando USA.

Quindi quella americana è una ennesima scusa sfacciatamente chiara per rimanere in Siria. Proprio in questi giorni sono state trovate fosse comuni a limitare del campo di Rubkan, di cui una con trecento corpi. Probabilmente si tratta di profughi morti di stenti . Rubkan è una sorta di girone infernale posto nel deserto, dove chi vi soggiorna non ha praticamente nulla se non i saltuari aiuti umanitari e senza assistenza sufficiente.

Esiste in Siria un lager, una vera prigione a cielo aperto dove chi vi si trova non può più uscire.

@vietatoparlare