Siria – il punto di vista dell’Incaricato d’Affari ad interim in Siria

dal profilo facebook di Mirella Emiliozzi l’interessante attività della nostra Commissione Esteri per ricucire i rapporti con la Siria e l’auspicio della rimozione delle sanzioni:

Questa mattina in Commissione Esteri, c’è stata l’audizione dell’Incaricato d’Affari ad interim in Siria, Cons. Massimiliano D’Antuono.

Italia e Siria sono legate da un’amicizia che si fonda sul reciproco rispetto e sulla condivisione di una cultura millenaria. La figura di Khaled Al-Assad, l’archeologo giustiziato dall’Isis, al quale l’Italia ha dedicato premi e attività, è un ponte di collegamento importante.

L’occasione di questa mattina quindi, per me che sono in commissione esteri e mi occupo di cultura, è servita per capire cosa sta succedendo in Siria e per sollevare questioni importanti, che caratterizzano questa situazione complicata.

La prima questione riguarda lo stato delle relazioni tra Italia e Siria. A otto anni dall’inizio del conflitto in Siria, possiamo affermare che le prospettive di una stabilizzazione siano ormai in fase di definizione. Sicuramente permangono aree ancora interessate dal conflitto ma ormai non possiamo ignorare che a Damasco e nelle principali città siriane la vita quotidiana ha ripreso a scorrere.

Considerato che la situazione sul terreno è sensibilmente migliorata, ad oggi ci sono le condizioni perché l’Italia ristabilisca al più presto la propria missione diplomatica a Damasco e ripristini le relazioni diplomatiche con il governo siriano, azione che porrebbe il nostro paese nella condizione di contribuire al processo di pacificazione e di ricostruzione della Siria.

Il secondo punto riguarda le sanzioni.
Il 17 maggio 2019 il Consiglio ha prorogato fino al 1º giugno 2020 le misure restrittive dell’UE nei confronti del governo siriano. Le sanzioni europee hanno imposto alla Siria l’embargo del petrolio, il blocco di ogni transazione finanziaria e il divieto di commerciare moltissimi beni e prodotti. E come sempre accade quando parliamo di sanzioni, benché siano state rivolte a carico del governo siriano, queste hanno avuto un impatto devastante sulla popolazione civile, stremata da anni di guerra. Secondo recenti dati ONU, delle 11,5 milioni di persone che necessitano urgente assistenza in Siria, 7,2 milioni vivono in aree controllate dal Governo di Damasco e, quindi, subiscono le conseguenze delle sanzioni.

La rimozione delle sanzioni rappresenterebbe un altro importante passo verso la normalizzazione del Paese.

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