SIRIA – I curdi lasciati soli dagli USA!? Ma che sciocchezze!

Si rincorrono interpretazioni inesatte (pubblicate su varie fonti) circa una invasione turca e che i curdi di questa invasione sarebbero vittime e sarebbero stati ‘lasciati soli’ dagli USA. I media che dicono questo, sembrano ignorare parecchie cose. Innanzitutto sembrano ignorare che dagli anni 70′, 80′ vige un accordo tra Turchia, Iran e Siria: secondo tale accordo, le forze armate turche possono inseguire e distruggere le milizie armate curde anche in territorio siriano , nella zona a ridosso della frontiera.

Inoltre, sembrano ignorare che la regione curda autonoma  stabilita unilateralmente al nord della Siria, è illegale. Il Rojawa – così si chiama questo territorio – non è stato creata con un accordo con Damasco, anzi tale zona – come tutte le altre in mano ai curdi – è stata interdetta al governo centrale.

Ma non solo: gli Stati Uniti si sono impossessati di tutti i campi petroliferi del nord della Siria e se li sono spartiti con i curdi che hanno armato e foraggiato (a patto che non restituissero il territorio depredato al governo siriano). Stessa sorte ad ogni genere di risorsa presente sul territorio.

Quindi, semmai, la forzatura in corso è compiuta dagli Stati Uniti che sono presenti in territorio siriano senza alcun mandato dell’Onu e senza alcuna richiesta da parte di Damasco.

Tutto questo avviene mentre le sanzioni, durissime, colpiscono tutta la popolazione siriana ma non i curdi. La regione ad est dell’Eufrate è diventata a tutti gli effetti, una provincia americana con delega curda.

E’ paradossale che mentre le elezioni del 2016 di Assad erano state definite ‘non credibili’, nulla si dica sul territorio detenuto dai curdi, un territorio a maggior araba dove esiste una repressione costante delle altre componenti etniche e dove di appuntamenti elettorali democratici, neanche se ne parla.

Allo stesso modo, nessuno dice che lo spauracchio dell’ISIS è stato usato ad intermittenza. Eppure è un fatto sostanziale che starebbe bene affiancato ai fatti che avvengono oggi, per scoprirne le pieghe e facilitarne la comprensione.

Anche se i media si ostinano a tacere, non c’è nessuna incertezza nella lettura dei fatti accaduti in Siria. Cito solo – come esempio – il New York Times che nel 2016 rese pubblica una registrazione (vedi qui ) in cui il segretario di Stato USA Kerry svelò che l’amministrazione Obama auspicava che Daesh fosse stato in grado di rovesciare lo stato siriano al posto degli Stati Uniti. Nella stessa occasione, Kerry confermò che l’amministrazione Obama ha fornito a Daesh (o ISIS)  le armi per rovesciare lo stato siriano.
Questa registrazione dissipa il mito di una cosiddetta rivoluzione siriana e ugualmente il mito secondo cui l’Occidente sta combattendo Daesh.

Quindi l’ISIS è stato usato a zig-zag ora per infliggere ulteriori danni allo stato siriano, ora per giustificare l’ingresso statunitense in territorio siriano: questa è la vera vergogna che ancora persiste e che rischia di essere rilanciata. L’ingresso delle forze armate turche ora sono additate con orrore ma è solo perchè Erdogan sta collaborando con russi e iraniani . Nulla per molto tempo la comunità internazionale ha detto, quando Ankara ha appoggiato l’ISIS e i jihadisti in Sira. Allora i turchi erano ‘bravi ragazzi’.

Sul comportamento dei curdi in Siria poi, è meglio soprassedere.  Il loro comportamento è stato sempre contrassegnato dall’ambiguità, mentre lo stato siriano li ha sempre protetti e tutelati come tutte le altre parti in Siria.  L’ultima brutta pagina di questo filone sta forse per essere scritta adesso: sì, perché già i curdi fanno capire (neanche troppo velatamente) che se la comunità internazionale permetterà di scalzare lo stato de facto costituitosi al nord della Siria con il placet americano, loro rilasceranno circa 20.000 terroristi ora detenuti nel campo di prigionia di al-Hol (e magari li riarmeranno, per ricominciare l’opera di destabilizzazione che a quanto pare giova a molte potenze regionali e non).

Quindi, tra le due prospettive, la permanenza americana in Siria è la peggiore. Senza la presenza USA, tutta la Siria sarebbe riconciliata con un sistema multipartitico e democratico. Senza la presenza statunitense non esisterebbe più neanche il problema dell’ISIS, che – ricordiamocelo – per lungo tempo ha prosperato solo in territorio curdo/USA.

L’operazione turca  ‘Peace Spring‘’  è invece solo una operazione limitata nel tempo e nello spazio, circoscritta com’è a soli 30 km dal confine e indirizzata solo contro le milizie curde (che hanno di fatto stabilito uno stato curdo senza alcuna consultazione elettorale). Tale zona dovrebbe servire – secondo quando afferma Erdogan – per rimpatriare circa 3 milioni di profughi siriani, ora  ospitati in Turchia. Ankara si è impegnata al mantenimento e della costruzione delle necessarie infrastrutture per realizzare il progetto. ‘Peace Spring’ dovrebbe anche servire a dare una qualche collocazione alle milizie filo-turche idonee a partecipare al processo diplomatico in corso (e che si perfezionerà dopo il prossimo completamento di una nuova Costituzione).

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Damasco e la Russia non avrebbero mai autorizzato questa operazione se non si fossero trovati in condizione di scegliere due sole opzioni: il mantenere alleata la Turchia (e quindi mediare diplomaticamente le richieste tra le parti) o rinunciare per sempre alla zona ad est dell’Eufrate.

patrizio ricci by @vietatoparlare

 

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