Siria – Cristiani nel mirino di bande armate islamiste

Damasco (Agenzia Fides 30 marzo) – Bande armate islamiste, che inquinano l’Esercito di Liberazione Siriano, hanno preso di mira alcuni fedeli cristiani nel conflitto in corso in Siria: è quanto dicono diverse fonti di Fides nella comunità cristiana in Siria, di varie confessioni. Nonostante le assicurazioni da parte del Consiglio Rivoluzionario di Homs e del Consiglio Nazionale Siriano sul fatto che “non sia in corso una guerra confessionale verso i cristiani”, giungono a Fides storie e testimonianze allarmanti che mostrano come i gruppi islamisti, salafiti e wahabiti, cerchino di impadronirsi o di strumentalizzare l’opposizione siriana.

Alcune famiglie cristiane confermano a Fides di essere state cacciate da Homs perché “considerate vicine al regime”. Oltre 10mila cristiani sono fuggiti dalla cittadina di Kusayr, al confine con il Libano, in seguito alle pressioni di gruppi islamisti sunniti, dice a Fides un sacerdote locale. Secondo le fonti di Fides, dopo i primi mesi di combattimenti, all’esercito dell’opposizione “si sono unite bande armate di islamisti, mercenari, militanti sunniti libanesi”.

I cristiani che non vogliono unirsi alla sollevazione popolare sono sempre più emarginati e poi “considerati nemici” della rivoluzione. Non solo: le bande islamiste hanno scacciato dal quartiere Hamidiya di Homs dei cristiani dichiaratisi favorevoli all’opposizione, perfino presenti dentro il coordinamento locale dei gruppi di opposizione. Come racconta una fonte di Fides, i militanti hanno fatto irruzione nella loro casa e hanno detto loro: “Tutti vostri beni devono essere per l’islam; andatevene, altrimenti vi uccideremo”.

Intanto molte abitazioni, strade, edifici nel quartiere cristiano di Homs sono attualmente disseminati di mine e di esplosivi, per impedire un eventuale avanzata dell’esercito regolare siriano. La settimana scorsa un rappresentante della comunità siro-cattolica ha cercato di incontrare membri dell’esercito siriano di liberazione per chiedere di salvare un patrimonio storico e culturale (edifici storici e luoghi di culto) che da secoli testimonia le tracce della fede cristiana in città. (PA) (Agenzia Fides 30/3/2012)