SIRIA – A 10 anni dall’inizio della guerra siriana, i media occidentali risfoderano ancora le loro fumose narrative

Da mesi i militanti anti-governativi, riconosciuti internazionalmente come terroristi, hanno rotto sistematicamente la tregua, attaccando gli insediamenti civili e le posizioni dell'esercito siriano.

13 MARZO airstrike in area of Irhab (N. of Atareb, W. #Aleppo)

I terroristi dell’Hayat Tahrir Ash-Sham avevano appena bombardato i quartieri residenziali di Aleppo, ferendo 17 persone ed uccidendone 2. La metà dei feriti sono in gravi condizioni. In risposta, lo stesso giorno, il 21 marzo, le forze aeree russe hanno bombardato una sede di comando dell’HTS, dove, secondo le informazioni si trovava il capo dei miliziani, che ha ordinato l’attacco su Aleppo.

Secondo il canale Voenkory Telegram che riporta le informazioni dei militari russi, la struttura dei militanti si trovava a sud-ovest di Aleppo. La distanza dalla linea del fronte era di circa cinque chilometri. I mezzi di informazione russi hanno diffuso il video degli attacchi aerei e delle loro conseguenze.

Inoltre, sempre ieri, HTS oggi hanno bombardato le aree di Maarat al Numan – Maarshurin – Khan al-Sibel – Sarakib ( I colpi di mortaio sono stati registrati in Siria dal territorio controllato dalle forze armate turche). Di conseguenza, un primo luogotenente e un membro dell’esercito siriano sono stati uccisi e altri 5 sono stati feriti. In risposta, l’esercito siriano ha bombardato le postazioni di HTS in Arikha e Rami-Binin.

Il minimo comune denominatore è che l’esercito governativo ha sempre rispettato la tregua in vigore, mentre i gruppi capeggiati da HTS non l’hanno mai rispettata mietendo vittime civili e militare continuamente. Inoltre l’autostrada M4 non è stata riaperta, contrariamente agli accordi per i continui assalti dei militanti.

Le notizie dalla Siria sono costantemente riprese dai corrispondenti di guerra di Anna News e da altre fonti siriane ed arabe con ampie documentazioni fotografiche e video, ma la stampa nazionale italiana preferisce riprendere le informazioni dell’organizzazione caschi bianchi finanziati da Cia e dallo United States Agency for International Development e legati all’organizzazione terroristica Tharir al Sham (alias al Nusra) e a SHOR che è una fonte dei ribelli siriani, ora non più esistenti ma il cui megafono – appunto il SHOR -, continua a funzionare perchè finanziato dal Foreign Office britannico (vediWired).

L’unico membro dell’organizzazione SOHR è Rami Abdulrahman, che dalla sua abitazione a Coventry. Egli però dice di avvalersi di attivisti locali per le informazioni (ovvero spettatori non imparziali e non meglio identificati). In una intervista del 2015 egli ha affermato che ha visitato l’ultima volta la Siria 15 anni prima.

Tutte le agenzie di stampa internazionali si basano su SOHR per i propri bollettini. Evidentemente non perchè non potrebbero fare meglio da sole ma per unificare la narrativa e perchè ciò che dice Rami Abdulrahman rispecchia la posizione dei governi occidentali ostili alla Siria (vedi  Cos’è l’Osservatorio Siriano per i diritti umani a cui si riferiscono tutti i media ).

Con questo non voglio dire che non ci siano stati degli eccessi, ma qui sta accadendo da anni qualcosa di diabolico. Si sono invertite le parti: ove l’aggressore è diventato vittima (e viceversa).

Ciò dovrebbe preoccuparci perchè anche noi non siamo al riparo, se questo metodo venisse adottato anche qui da noi per riferire quanto succede.

Le grandi testate continuano con nuovo slancio l’ opera di disinformazione sulla Siria

Comunque – sul caso specifico della reazione all’aggressione dei terroristi di HTS – , tutte le testate principali italiane hanno riportato la stessa notizia con la stessa angolazione di giudizio di SOHR.  Inoltre, tutte hanno usato lo stesso titolo con minime variazioni, verrebbe da dire “neanche a ‘sprecar energie’ per cambiarlo”.

Ad esempio il Secolo XIX ha usato ancora una immagine del piccolo Omran che a suo tempo si era dimostrata un fake (per maggiori infromazioni vedi qui e qui), fatta esplicitamente per sollevare disapprovazione da Aleppo media center , che si trovava in una località turca e svolgeva una delle tante fumose emanazioni con cui si combatte la guerra della propaganda, (per maggiori informazioni a riguardo potete vedere qui) .

Poi ancora accuse ai russi di bombardare ospedali, anche questa volta senza la minima verifica, effettuando poco professionalmente il ‘copia incolla‘ delle agenzie , a loro volta legate a doppio filo a coloro che hanno ideato il colpo di stato in Siria, i vecchi ‘amici della Siria’. Solo pochi giorni fa, ho dedico un articolo sull’argomento (E riecco nuovamente la fake dei russi e dei siriani che “bombardano gli ospedali). In questo ci si riferisce ad un episodio riferito dalla stampa turca e ripreso da Sohr che denuncia attacchi di artiglieria contro l’insediamento di Al-Atarib a Idlib che avrebbe ucciso cinque civili, incluso un bambino.

La Turchia ha accusato il governo siriano di aver “nuovamente commesso un crimine contro l’umanità, colpendo un ospedale, come un risultato che sono stati feriti anche altre 10 persone“, ma non ha dato ulteriori dettagli o utili documenti. Atarib, una cittadina di circa 10 mila abitanti nella campagna occidentale di Aleppo, Governatorato di Aleppo Situato a 25 chilometri a ovest della città di Aleppo e 25 km a sud-est di Reyhanlı nella provincia di Hatay amministrata dalla Turchia

Quest’ultima notizia è stata riportata quasi tutte le testate italiane, trasformandola come un attacco a tutto campo che ha riversato ogni responsabilità sul governo siriano. Anche Avvenire  il 14 marzo ha fatto un  suo ‘articolo meme’ “10 anni di guerra in Siria Seduto su un trono di sangue e argilla”, addirittura anticipando i titoli di oggi.

Ciò che nessuno però ha detto è che lo stesso giorno della risposta russo-siriana, i gruppi terroristi radicali nella zona di de-escalation di Idlib, avevano effettuato “31 attacchi dalle posizioni del gruppo terroristico Jabhat al-Nusra (secondo la parte siriana, 29 attacchi), di cui nella provincia di Idlib – 13 attacchi, nella provincia di Latakia – 11 attacchi, nella provincia di Aleppo – due attacchi, nella provincia di Hama – cinque attacchi ”, secondo dati del Centro di riconciliazione russo in Siria.

Ovviamente nessuno dice che la guerra deve finire e nessuno esercita lo stesso fervore usato contro Assad, nel far terminare il conflitto (il che in questo stadio sarebbe semplicissimo).
S’intende , sarebbe semplicissimo se non trovasse il netto rifiuto degli Stati Uniti e degli alleati (che hanno già ripreso ad armare ed addestrare alcune milizie e dato il proprio parere sulle elezioni siriane , giudicandole inutili).

In questa situazione estremamente drammatica che ci giudica, l’informazione italiana continua a dimostrarsi non solo nemica del popolo italiano ma anche di quello siriano ed in genere, dei popoli. Nemica dei cambiamenti a casa nostra ed a favore delle rivoluzioni sanguinarie ed ‘amanti della libertà’ , in casa altrui.

patrizioricci by @vietatoparlare


nota: Hayat Tahrir al-Sham è una coalizione di gruppi islamisti guidati dai militanti di Jabhat al-Nusra. Creato il 28 gennaio 2017. Il gruppo conta fino a 20mila militanti che controllano la maggior parte della provincia di Idlib.

 

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