Si vive come se la morte non esistesse..

Si vive come se la morte non esistesse, tanto,  , con l’aiuto della scuola e di tutto l’apparato mediatico e commerciale, si è artificialmente inserita in prossimità della ricorrenza della solennità dei morti la festa celtica e pagana di Halloween, per sdrammatizzare e favoleggiare  uno dei pochi momenti dell’anno dove ci ritroviamo a ricordare i cari che sono morti.

Di nuovo sarà tutto uno scherzo, e questa possibiltà di ridare spessore e significato alla vita, il fatto di non negare la morte, diventerà molto labile, trascurato evanescente, dimenticato nel fondo, quasi da malattia mentale.

Ma la morte è già adesso con la dimenticanza e con il giocherellare con la vita.  Ormai è invalso l’incapacità di approfondire i grandi temi dell’esistenza, o relegarli in certi momenti staccati dalla vita quotidiana.

La stessa religiosità , per i più si esprime come momenti paralleli alla vita concreta. La religiosità seguita e masticata  è quella dei “caratteri” che prevalgono su tutto, sui sentimenti, sugli stati d’animo, sulle decisioni importanti, sul lavoro,  sul farsi famiglia, sugli amori, sui rapporti.

Sembra che l’esercizio del potere sia sempre  sostituire tutto con il nulla. Anche se ha la faccia dello “scherzetto o dolcetto”…

Ed il senso del Mistero svanisce ricacciato in fondo al cuore, ci si aspetta che qualcosa accada , ma si è troppo occupati nelle proprie occupazioni per accorgersene , e quando non si occupati si è troppo intenti a divertirsi e a non pensare per accorgersene.

Si può vivere così? Si può vivere senza mai entrare in rapporto con il reale per quello che è, si può vivere sempre nella paura per poi angosciati sfuggirla, come schiavi che non vedono allora il tempo di andare in ferie?

Patrizio Ricci – Vietato Parlare