Settanta anni di pace?

(…ricevo e non posso non pubblicare…)

Egregi firmatari dell’Appello per l’Europa, CIGL, CISL e UIL

Padova 28/04/19

la lettura dell’Appello da voi firmato insieme alla Confindustria mi ha fatto riflettere molto oltre a crearmi una sensazione d’imbarazzo e forte preoccupazione. Cercherò di spiegare il perché di queste sensazioni, ma prima di tutto vorrei scrivere due parole su di me e sulla forma di questa lettera.

Sono un operaio metalmeccanico, da anni iscritto al sindacato, cittadino italiano, anche se in possesso di un diploma conseguito nel mio Paese d’origine. Non essendo di madrelingua italiana mi scuso per gli errori grammaticali e dell’ortografia che sto per fare scrivendo questa lettera. Ho rinunciato a chiedere l’aiuto a chi della scrittura si intende meglio di me per un motivo semplice: vorrei dire le cose a modo mio, come le vedo e sento, senza badare troppo alla forma (che purtroppo visto i tempi nei quali viviamo, di solito, per l’importanza supera il contenuto).

Ora torniamo al dunque.

Il vostro Appello inizia con una menzogna: “l’Unione europea ha garantito una pace duratura in tutto il nostro continente.”

Non so quale sarebbe il vostro continente, ma tutti sanno che il continente europeo non coincide con le frontiere dell’Ue e che si estende ai Balcani ed oltre. Ora, avendo rispolverato le nozioni di geografia, vorrei ricordarvi che ci sono state guerre nei Balcani venti anni fa. Per non crearvi altri imbarazzi lasciamo stare l’Ucraina. Nel caso ci sia qualcuno che voglia cacciare via i Balcani dal continente europeo vorrei ricordare che dopo la distruzione di un paese sovrano (chiedo scusa per aver usato questa parola), due pezzi dello stesso ora fanno parte dell’Ue.

Vi ricordate che i cacciabombardieri partivano dal suolo italiano per andare a bombardare un paese allora confinante?

Io sì. Se questa è la pace che cosa è la guerra? Andate a chiederlo ai famigliari di migliaia delle vittime dei bombardamenti della Serbia da parte della NATO. Si comincia con la menzogna e si finisce con il tradimento.

Il vostro Appello prosegue con le parole, molto usate dalle persone per bene, e altrettanto abusate da vari dittatori e mascalzoni che l’umanità ha partorito durante la propria esistenza. Parole come: diritti umani, democrazia, libertà, solidarietà e uguaglianza.

Che l’Ue abbia unito i cittadini intorno a questi valori mi sembra un’affermazione poco veritiera, perché detta in questo modo vuole convincere che i cittadini europei prima della nascita dell’Ue fossero divisi su questioni tanto importanti. Dalle testimonianze sulla democrazia che ci hanno lasciato i due popoli antichi l’Ue potrebbe imparare molto, se lo volesse.

Si dice che volere è potere, direi piuttosto che i burocrati dell’Ue con tutto il loro volere lavorino per aumentare il proprio potere e che della democrazia non gli interessa nulla.

Il vostro Appello, a giudicare dalle frasi e parole usate, si direbbe sia uscito dalla tastiera di uno di quelli intellettuali che scrivono libri e articoli sui giornali con l’intenzione di confonderci idee sulla realtà delle cose, desiderosi di entrare nei salotti del Potere per riuscire a vendersi al miglior offerente. Il fatto di essersi venduti non gli fa perdere la voglia di pavoneggiarsi in TV. Loro sì che sono capaci di penetrare nelle profondità delle cose, capaci di vedere lontano e le loro previsioni sono sempre azzeccate. Basterebbe leggere cosa scrivevano prima della crisi del 2007.

Noi operai purtroppo non abbiamo queste capacità e di conseguenza necessitiamo che qualcuno ci spieghi il significato di alcune parole e frasi. Per esempio, cosa vuol dire “stile di vita europeo”? E in che modo “ l’UE è stata decisiva nel renderlo quello che è oggi”? Poi trovo che dobbiamo ringraziare l’Ue di aver “favorito un progresso economico e sociale senza precedenti” e per il fatto che “favorisce la crescita”. Scopro non senza sorpresa che l’Ue si riserva il ruolo del garante dei “benefici tangibili e significativi, per i cittadini, i lavoratori e le imprese in tutta Europa.” Dove sono questi “benefici tangibili e significativi” per noi lavoratori, scusate? Saranno come quelle divinità celesti che ci sono ma non si vedono e che ogni tanto si fanno sentire tramite le loro opere, cioè varie catastrofi naturali, le cavallette ecc. Noi lavoratori negli ultimi due decenni siamo impoveriti e il nostro potere d’acquisto si è abbassato, altro che crescita e progresso, e voi cari signori lo sapete molto bene.

Il vostro Appello mi fa pensare alle favole che finiscono male.

Il vostro mondo, che dovrebbe essere anche il nostro, è fatto di giganti e di nani. I giganti cattivi stanno di là, noi nani buoni di qua e se non ci uniamo rischiamo di grosso. Oltre a metterci la paura ci togliete qualsiasi alternativa, “perché gli interessi economici nazionali, oggi, possono essere perseguiti, in una dimensione continentale, solo attraverso politiche europee”. Mi sono sbagliato dicendo che ci avete tolto la possibilità di scegliere, se ci penso meglio un’alternativa c’è sempre: nel nostro caso, se ho interpretato bene il messaggio, l’alternativa all’Ue è la morte di fame.

Come fanno a vivere i cittadini della Corea del Sud senza l’Ue stando tra i due giganti in un Paese che per la grandezza e numero della popolazione somiglia all’Italia non ci è dato di sapere. Il vostro Appello continua elencando “enormi sfide” tra le quali “una globalizzazione senza regole, il risorgere di nazionalismi, tensioni internazionali, ecc.” Di sicuro vi siete impegnati in tempo nel renderci consapevoli del pericolo di una globalizzazione senza regole.

Io non me lo ricordo.

Mi ricordo che molti si sono schierati con chi aveva spalancato le porte facendo entrare la globalizzazione senza regole dicendo che era una cosa inarrestabile, indispensabile, non bella ma necessaria, un po’ bruttina ma utile, cercando di convincerci che si trattava dell’unica alternativa. Saranno gli stessi che hanno aperto i porti all’immigrazione irregolare scatenando la guerra tra i poveri (chi ha letto Furore di Steinbeck sa di cosa parlo), facendola passare come un gesto umanitario dando dei fascisti e nazionalisti a chiunque dotato di buon senso criticava questa politica vedendone il lato negativo?

Io la risposta la so. E voi?

Poi c’è la questione del Regno Unito, un’altra conferma che l’Ue è antidemocratica. Il popolo ha fatto una scelta democratica. Lasciarlo andare? Perché no? Che unione è se non permette ad uno dei membri di lasciare? Volete creare gli Stati Uniti d’Europa? Davvero siete convinti che i lavoratori desiderano la creazione di uno Stato del genere? Questa sarebbe un’unione forzata e le unioni di questo tipo finiscono molto male. La Storia ce lo insegna.

Il vostro Appello ci sta dando una risposta che non è una risposta qualsiasi, è una risposta che non teme nessuna domanda: “la risposta non è battere in ritirata ma rilanciare l’ispirazione originaria dei Padri e delle Madri fondatrici, l’ideale degli Stati Uniti d’Europa.

” Peccato che appena abituati al genitore uno e genitore due dobbiamo tornare a usare le parole tanto vecchie e obsolete. Rilanciare l’ispirazione originaria dei Genitori uno e dei Genitori due fondatrici degli Stati Uniti d’Europa. A me questa frase suona molto più moderna rispetto all’altra. E a voi?

Si scherza, naturalmente. Nonostante le difficoltà quotidiane e la fatica di arrivare a fine mese abbiamo ancora la voglia di scherzare. Non so se i regolamenti europei lo permettono ma finché non viene vietato ce la godiamo questa libertà.

Ci state esortando ad andare a votare alle elezioni europee e noi ci andremo “per sostenere la propria idea di futuro e difendere la democrazia”.

Però qui c’è una cosa che trovo poco chiara. Il Progetto europeo è un dogma? Se non lo è, allora perché non possiamo metterlo in discussione? Se lo è, perché dobbiamo accettare un dogma per un Progetto?

Gli Stati nazionali prima del Trattato di Maastricht non erano isolati e tutte le altre cose da voi elencate: “barriere commerciali, dumping fiscali, guerre valutarie” le abbiamo già.

Carissimi, su una cosa siamo d’accordo ed è la necessità di andare a votare. Mi avete suggerito chi votare, ma purtroppo non posso accontentarvi. Sono ancora troppo forti i ricordi del salvatore Monti che invece di salvarci ha distrutto il mercato interno. In rete ci sono i video facilmente rintracciabili dove lo dice esplicitamente. Pensare solo che possa tornare uno come Prodi che sembra vantarsi mente pronuncia la frase: “Voi non potete immaginare quanto beneficio ha portato la moneta unica alla Germania”.

E Italia?

C’è un partito che si vanta di aver lavorato per interessi europei e non per interessi italiani. Noi siamo lavoratori italiani e il partito che si batte per interessi europei che non coincidono con i nostri non è il partito a cui dare il nostro voto. Sento ancora l’eco delle voci dalla TV che ci chiedono i sacrifici perché ce lo chiedeva Europa. Chiedevano i sacrifici a noi mentre l’unico sacrificio da parte loro erano alcune lacrime che abbiamo visto in TV: vere o false, sono comunque un sacrificio. Voi, cari, nei momenti tanto difficili ci avete girato le spalle, avete preso ruolo del sacerdote che al moribondo promette la vita migliorare aldilà, e questo non va bene.

Non va bene perché siete pagati con i nostri soldi guadagnati con sudore e fatica a proteggere i nostri interessi. I vostri e i nostri interessi non coincidono, ovviamente.

Avete tradito i lavoratori.

Pensate davvero che i lavoratori siano incapaci di accorgersene?

Ora siete usciti allo scoperto e per questo vi ringrazio.

Non vi suggerisco chi votare. Io ho già deciso.

Distinti saluti.

(…non credo di aver molto da aggiungere. E voi?…)

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