Servizi segreti siriani: è in preparazione un altro attacco chimico per incolpare Assad

Servizi segreti siriani: è in preparazione un altro attacco chimico per incolpare Assad 2

Dopo che Putin ha detto al presidente italiano Mattarella durante l’ultima sua visita a Mosca avvenuta l’11/4/2017 che sono in preparazione altri attacchi chimici ad opera dei cd ribelli per poi incolpare Assad, arrivano altri segnali che quel momento si avvicina.

Del resto, ogni volta che si è avvicinato la data di un negoziato, si è registrata una intensificazione di attentati e un aumento della violenza terroristica in Siria. I colloqui ad Astana cominceranno domani e quasi sicuramente qualcosa in base ai precedenti, dovrebbe purtroppo avvenire.

L’intelligence militare siriana (Mukhabarat) ha comunicato a giornalisti russi che nel villaggio di Saraqib situato nella provincia di Idlib i miliziani hanno rastrellato civili e li hanno radunati in unico luogo per la simulazione di un attacco chimico.

Saraqib è sotto il controllo della coalizione islamista “Tahrir al-Sham ‘(guidata da “al Nusra “, il ramo siriano del “Al-Qaeda “.

Ieri , l’agenzia di stampa iraniana “Farsnews”  e la rete TV ‘Alalarm’ ha riferito che sono in loro possesso  informazioni sulla preparazione di provocazioni con armi chimiche nella provincia di Idlib da usare come pretesto per giustificare un ulteriore attacco occidentale e l’ulteriore degenerazione del conflitto.

Secondo FarsNews, l’Organizzazione,” caschi bianchi “sta per creare un altro falso scenario ‘false flag’, simile a quello che hanno realizzato a Khan Shaykhun nei primi di aprile”.

Alcuni informatori hanno rivelato che alcuni membri del “Caschi Bianchi”, insieme ad un gruppo di civili,  compresi bambini, sono arrivati ​​nel villaggio Ariha, nella provincia di Idlib.

E’ evidente che queste esercitazioni non servono a nulla perché non si dotano i civili di dotazioni di tute e maschere antigas anti-nbc. Servono solo per proporre falsi scenari e filmarli preventivamente come è stato fatto a Khan Shaykhun.

A proposito dell’attacco di Khan Sheikhun del 5 aprile, a tutt’oggi manca un indizio semplice che rivela una malafede enorme: nessuno si è curato di dare un nome ai bambini visti nei video che li ha mostrati morti, nessuno ha spiegato chi sono i genitori o li ha intervistati, nessuno ha detto cosa ci facevano in una cava, nessuno ha detto da dove provenivano.
Queste semplici evidenze nessuno le ha sottolineate. Continuo a dirle affinché qualcuno raccolga.

Divulgo queste news  sperando che contribuiscano a sollevare dubbi a coloro che sono in buona fede ma preda inconsapevole della informazione mainstream. Solo una maggiore consapevolezza forse fugherà ulteriori brutalità e ingiustizie. Intanto le voci si moltiplicano:  è stato immesso proprio oggi in rete anche un tweet di un giornalista vicino alle ‘Tiger Force ‘ siriane che confermano queste indiscrezioni.

 

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