Serbia, ed ecco improvvisamente l’esigenza di destinare fondi governativi USA per sostenere la società civile serba

Le Ong funzionali al sistema globale cercheranno di prendere piede in Serbia, al fine di trasformare il paese giudicato ‘parzialmente democratico’ in una piena democrazia. Il problema è che oggi non si vedono piene democrazie e che quelle che dicono che lo sono, prendono di mira accoratamente paesi terzi solo quando questi ultimi hanno un qualche tipo di rapporto o affinità storica con i competitors globali dell’occidente, ovvero Russia e Cina.

Inoltre, è alquanto singolare che da parte degli Stati Uniti e dei partner atlantici, in cima a tutte le preoccupazioni,  ci sia costantemente la ricerca della democrazia, quando all’interno delle nostre società occidentali ormai la democrazia ed i diritti civili e politici, sono un lumicino, ricordo di un passato ormai lontano.

Infatti, in questo momento storico viviamo in una democrazia sospesa in un costante stato di ‘eccezione’, eppure milioni di dollari affluiscono verso altri paesi perchè la ‘società civile’ sia trasformata e remi verso un modello ultraliberista che diventa sempre più autoritario.

Così, dopo l’attenzione alzata con le ultime tensioni tra Serbia e  Kosovo, gli Stati Uniti non hanno gradito e si sono attenzionati nei confronti della Serbia.

In linea, vengono posti i primi semi.  Il copione è straordinariamente sempre quello: le Ong statunitensi generano un clima nel paese. All’uopo entra in ballo il soft-power, si danno opportunità a imprese e classe media,  si forma una nuova generazione dii giovani dalla quale potrebbe svilupparsi il caso simbolo in stile Navalny (non importa se sia numericamente rappresentativo o meno), quindi le proteste e poi giù , verso la rivoluzione colorata di turno (o almeno le sanzioni internazionali e l’indebolimento della leadership).

serbia
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Ebbene, il compito di “rafforzare” la società civile in Serbia è stato dato alla Onlus Freedom House, quasi interamente finanziata dal governo degli Stati Uniti. Per Freedom House la Serbia è uno “Stato parzialmente libero”, così si prevede di stanziare fino a 9 milioni di dollari. L’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale è pronta a stanziare questo importo insieme all’Agenzia svizzera per lo sviluppo e la cooperazione.

Essenzialmente, Freedom House non punta il dito sulla democrazia in sé ma sull’informazione , che non sarebbe ‘idonea’ ma sulla comunicazione:

L’ambiente di libertà di Internet in Serbia rimane relativamente aperto, caratterizzato da alti livelli di accesso a Internet, blocco limitato dei siti Web e forti protezioni costituzionali per i giornalisti. Tuttavia, mentre il panorama dei media online è vario, c’è stato un aumento della disinformazione diffusa dai siti di notizie progovernativi, alcuni dei cui proprietari sono collegati al partito al governo (…) (https://freedomhouse.org/country/serbia/freedom-net/2021)

Insomma sembra proprio una situazione simile a quella che noi tutti viviamo, ove  è costantemente censurato chi non risulta in linea sui temi principali  generalmente in prime time sui media mainstream (il tema sanitario, del clima etc).

Comunque, secondo i documenti di gara, Freedom House per realizzare il programma avrà un un budget totale da $ 8 milioni a $ 9 milioni. Questo piano dovrebbe essere attuato in cinque anni. Nello stesso tempo, si sottolinea che l’importo del finanziamento e la durata del programma possono essere modificati.

Il rapporto della ONG americana indica che in Serbia, presumibilmente, la concentrazione del potere nelle mani del partito di governo è in aumento, la situazione nella sfera dei diritti civili e delle libertà politiche si sta deteriorando, “le istituzioni democratiche e la libertà dei media restano debole, e c’è un declino del pluralismo.”

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A questo proposito, gli Stati Uniti e la Svizzera intendono cambiare la situazione nel Paese con l’aiuto di una nuova iniziativa.

“Obiettivo generale: una società civile che è diventata più resiliente di fronte alla riduzione dello spazio civico ed è più in grado di adempiere alle sue funzioni di controllo [pubblico], protezione e partecipazione civica grazie alla creazione di un ambiente più favorevole”, afferma il documento.

Possono presentare domanda di partecipazione al concorso organizzazioni statali, private, commerciali e senza scopo di lucro, nonché istituti di istruzione superiore e altre organizzazioni non governative.

Guardando come questi settori nel nostro paese hanno sgomitato per partecipare al riconoscimento delle élite globali durante l’attuale campagna informativa sanitaria, c’è da scommettere che l’iniziativa sarà di successo. A meno che nella società serba non ci siano elementi che la rendano irriducibile a cambiamenti esterni, sollecitati per introdurre la democrazia come mezzo per inglobare il paese di turno, a prezzo di sovranità ed indipendenza.

Vp News

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