Senato dice sì a processo per Salvini, dopo lo stop alla democrazia chiesta anche la testa del leader dell’opposizione

Dopo la pubblicizzazione delle chat Palamara  mi aspettavo che il motore della vicenda Salvini fosse palesato nel suo movente.  Gli stessi magistrati lo avevano ammesso per sè stessi: “Salvini ha ragione”. In quel periodo – lo ricorderete abbiamo visto cose incredibili – la Guardia Costiera che seguiva altri ordini rispetto all’indirizzo politico anti-immigrazione a cui avevano votato gli italiani, Procure, Tar e magistratura scatenati per bloccare l’attività politica che era eseguita come da programma elettorale. Ciò che quindi è accaduto e continua ad accadere è l’annullamento delle elezioni “in qualche modo”.

E di questo operare  ‘in qualche modo’ che vi vorrei parlare.

Personalmente di questo operare da parte delle istituzioni “in qualche modo”, io sono ‘mortificato’. Sì sono mortificato prima che indignato o preoccupato. E’ per me mortificante vedere il parlamento ridotto ad una arena di regolamento di conti, ove la dialettica democratica è cancellata da un governo evanescente che si sottrae continuamente.

In questa arena avviene da mesi un pro-forma, discussioni in risposta e informative del governo che ha deciso tutto in altri ambiti con le sue task force non elette.

‘Snellimento delle procedure burocratiche e la semplificazione’ sono state le parole che hanno contraddistinto il primo ministro Conte sin dall’inizio del suo primo mandato. Ma non sapevamo che per “snellimento delle procedure burocratiche e semplificazione” lui indicasse il liberarsi di quelle che oggi sono considerate come ‘inutili pastoie della democrazia’ , ovvero il Parlamento e la Costituzione.

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Il suo personaggio può riscuotere o meno consensi per il suo modo di fare. Ma questo elemento sentimentale non può offuscare che l’unico peccato di Salvini è che riceve troppi consensi. Inoltre, la politica immigrazionista è come se fosse ineluttabile. E’ come se fosse una linea da seguire indipendentemente dal governo in carica, ove si giocano oscuri intrighi internazionali.
Su taluni argomenti (come l’immigrazione ma non solo)- che godono dell’appoggio anche delle linee guida europee e degli organismi internazionali -, è di fatto tollerato il superamento di ogni confronto politico sulle decisioni da prendere anche su etica e morale.

Non importa quando questo sia palesemente irragionevole e pericoloso. In altri termini,  lo stesso criterio della scientificità e del pool di esperti è stato esteso anche in ambiti che non appartengono al criterio scientifico ma a quello morale e religioso.  Questo – se fosse capito dai tanti cattolici e di gran parte dei responsabili religiosi -, sarebbe un bel passo avanti per evitare di fare Harachiri. Ma di questo ce ne occuperemo più diffusamente un’altra volta.

Ieri abbiamo visto in maniera plastica e simbolica come l’ordine di Palamara sia  andato avanti ugualmente nonostante fosse svelata l’intrigo politico della vicenda.  Ci si sarebbe aspettato un provvedimento ed un indagine ed una riforma della magistratura ma invece le parole di Palamara diventano esecutive in barba ad ogni altra considerazione di giustizia ed autonomia dello stato di diritto.

Non credo che a questo punto la questione sia focalizzare l’attenzione su cosa abbia o non fatto Salvini, il punto è che – come al solito – quando la sinistra italiana non riesce a sconfiggere l’avversario in sede elettorale, cerca di farlo in modo giudiziario. Se fosse altrimenti, vedremmo piuttosto sotto processo l’attacco italiano alla Libia in spregio completo alla nostra costituzione ed alla nostra dignità di rispettare il patto di non aggressione preso due mesi prima. Oppure, sarebbe sotto processo anche il ministro dell’Interno correntemente in carica , perchè ha fatto peggio: ha trattenuto per 14 giorni i migranti non per motivi di sicurezza nazionale, ma per non nuocere alle elezioni in Umbria.

Naturalmente in tempi di illegalità diffusa tramite le leggi, ogni opinione contraria diventa fastidiosa. Infatti, in maniera sempre più precisa e sistematica, la mannaia Orwelliana stata constatando che-  nonostante il bombardamento continuo dell’ informazione mainstream (che legge solo le veline del potere) –  tracce di libertà sopravvivono .

Perciò il potere si sta mettendo in opera per ‘proteggerci’ con l’istituzione di una fantomatica ‘Commissione parlamentare per le ‘fake news’‘. C’è una frenetica attività che occupa le commissioni ed il parlamento affinché  qualche algoritmo o qualche altro ‘pool di esperti’ ci privi degli ultimi ambiti dove esprimere la nostra opinione.

Credo che i motivi della illogicità della richiesta di autorizzazione al Senato siano stati interamente ed efficacemente espressi dallo splendido intervento della senatrice Buongiorno della Lega . Dal suo intervento – che rilancio a seguito – ,  sono rilevabili madornali disparità di trattamento e un accanimento politico contro il leader dell’opposizione.  Questi elementi mostrano in maniera trasparente non solo l’uso politico della  magistratura ma anche la connivenza di interi settori dello stato di ”garanzia” .

Ciò è veramente mortificante per noi italiani. Vuol dire che la normalità sono gli intrighi e le disonestà di palazzo, supportati dalla magistratura e dagli altri organi dello stato.

Questo accadeva anche in passato ma rispetto al passato la novità è che adesso non ci si cura che il fatto sia pubblico, perchè esistono i citati supporti esterni al nostro paese (come del resto accade negli USA contro Trump).

In questo contesto, quando gli organi di controllo istituzionale sono per la maggior parte asserviti ad una classe politica che da decenni mette sotto ricatto il normale funzionamento delle istituzioni, sembrerebbe che ben poco vuol dire andare a votare e ben poco può fare la Costituzione quando non ha abbastanza uomini, mani e gambe e voci al suo servizio.

Ovviamente, ciò a cui punta la sinistra è l’incandidabilità di Salvini per metterlo fuori gioco alle prossime elezioni. Che tutto questo avvenga dopo la proroga di uno stato di emergenza (su una emergenza attualmente insistente), rende definitivamente chiaro che ci troviamo sì in uno stato di eccezione autoritario dalle regole democratiche.

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Il contesto e lo svolgersi degli eventi attuali sollecita anche una grave constatazione: è  chiaro che gli stati di emergenza, prima la crisi, poi il terrorismo, poi l’emergenza sanitaria sono continui ed è difficile immaginare che essi siano stati casuali.

Il quadro è ben delineato anche se la cornice non è del tutto definita. Come ha scritto il sen. Paolo Savona stamattina in un tweet: Salvini verrà condannato ed è il prezzo da pagare per chi non vuol stare dalla parte dei traditori.
Sappiamo tutti benissimo che il sen.Savona non ha usato la parola ‘traditori’ significando che tutto il male è concentrato nella sinistra, si tratta invece di attingere all’esatto significato letterale di questa parola: non si è traditori perchè si è piddini o fascisti o comunisti ma perchè si è venduta la propria patria ad un altare ideologico o a una potenza straniera.

L’altro fatto rilevante è la riproposizione dello stato di emergenza , in cui il processo a Salvini si inserisce. L’intento è quello di spazzare via ogni ostacolo che allontani il nostro paese dal bene . Ma per tutte le dittature la giustificazione è stata sempre identica.

La realtà costringe a volte anche ad essere involontariamente satirici: è accaduto quando Meloni tempo fa ha detto  “è strano che debba essere io [accusata spesso di fascismo] a dovervelo ricordare”. Più seriamente, ha sottolineato che i normali strumenti di lettura degli eventi sono inefficaci quando ci troviamo in mezzo a eventi che non hanno precedenti.

Vale veramente la pena riportare anche il suo intervento del 29 luglio sulla contrarietà e anticostituzionalità dello stato di emergenza, qualora vi fosse sfuggito.

patrizioricci by @vietatoparlare

 

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