Rita Sorrentino: Vivo in Sua compagnia

Stasera per me e per gli amici di Samizdatonline è venuta a mancare una amica carissima, Rita , una dei soci più attivi.
Vorrei salutarla semplicemente  così, riportando una sua lettera che mi ha scritto  qualche mese fà:

sono lieta e commossa che hai voluto condividere con me le circostanze liete
e dolorose che stai vivendo.

Quanto dolore che vivono le persone…
A volte dico a Gesù: ma quanto hai reso capace il cuore umano di soffrire?
E come mai non moriamo, non soccombiamo ai drammi che attraversano
la nostra vita?

Perché questa tremenda libertà che puo’ arrivare a non riconoscerTi,
addirittura a rifiutarTi?
Egli ci ha messo nel cuore come una schizofrenia,
un desiderio inestinguibile di felicità, di infinito,
di qualcosa che nemmeno sappiamo dire.

Carròn parla di anestesia del cuore… la sofferenza
ci sveglia, ci rifà sentire bisognosi, incompleti, impotenti, fragili e deboli;
solo così puo’ scaturire il grido dell’anima che domanda, mendica Cristo.

Se ci pensi, facciamo lo stesso itinerario del Signore; c’è l’osanna di Gerusalemme
e il crocifigge del Calvario,
 proprio lo stesso percorso.
Ma sempre in Sua compagnia, alla Sua Presenza.

Mio caro amico, ultimamente sono sconvolta, letteralmente, dalla tenerezza del Padre che,
 come diceva Santa Caterina,
è più dolce del primo bacio
che la Madonna diede al Suo Bambino.

La felicità ha un prezzo enorme, costa la vita, e bisogna essere pieni
di una speranza coraggiosa per assaggiarla e gustarla,
ma spesso c’è la smemoratezza di quello che è accaduto e di Chi ci si è fatto incontro.

 (...)

Ah, beata semplicità! I semplici sono più amati dal Signore perché non oppongono resistenza,
non dicono mai “se, ma, però…” accettano le cose per quelle che sono, come i bambini.
E non conoscono l’invidia ma solo il desiderio di avere le stesse cose belle.

Come l’amicizia che nasce tra alcuni; si puo’ desiderarla anche per se, chiederla,
ma con umiltà; niente ci è dovuto.
Che belle cose che mi racconti… Che miracoli avvengono nel cuore di chi conosciamo,
e che tenerezza e misericordia scaturisce nel nostro,

di cuore, a guardare queste persone lottare per non morire, per proseguire la vita.
Dove attingono la forza?
Dal cuore stesso di Dio che, silenzioso,
opera, anche attraverso noi. Pregherò per te e per tutte le persone che ti stanno a cuore.

Ti voglio bene, e ti ringrazio che me ne vuoi! A presto…
Mi piace leggerti e scriverti; sei un uomo libero! Ti abbraccio con affetto. Rita

 ps: sto bene, a parte il fisico che è un po' arrugginito
e ha bisogno di un'oliata di antinfiammatori!

;-D Il resto va... Vivo in Sua compagnia..
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