prof. Diego Picano – Abbiamo l’indispensabile ed il superfluo, questi tempi ci fanno attendere l’essenziale

Pillole di cultura: intervista a Diego Picano

Diego Picano – Un momento di ‘crisi’ è l’occasione di riflessione nel senso greco del termine. In questi giorni di coranavirus mi manca soprattutto il contatto con i ragazzi, perché didattica è rapporto. E la didattica è il fuori programma. Ovvero la vera mancanza , la più grande distrazione per un allievo è la mancanza di attrazione. I miei allievi hanno bisogno di compagnia, di adulti che attraverso il lavoro che svolgono diano un senso alla lavoro che svolgono.

L’insegnate , il Magister , chi ne sa di più, è chi guarda in maniera più profonda, l’orizzonte di ciò che sta accadendo. La scuola attraverso la disciplina deve aprire gli occhi del ragazzo su ciò che accade. La disciplina è una lente di ingrandimento sulla realtà. Gli autori del passato per questo fanno compagnia.

La seconda domanda fatta al professore è sui Promessi Sposi. Risposta: I Promessi Sposi non sono da prendere come una fiction altrimenti annoiano. E’ invece il romanzo della vocazione. Il messaggio è un messaggio di un realismo eccezionale. Realismo perché permette a chi legge permette di affrontare il senso della storia che il Manzoni vedeva ‘provvidenzialistico’.  Il problema non è la peste di allora o il coronavirus , l’uomo è fatto per accorgersi del vero bene , le difficoltà non sono altre che condizioni che permettono l’uomo di comprendere il bene. Solo dal male l’uomo può essere educato al bene , diceva S. Agostino. Il problema è tu chi sei, il male accade come qualunque accade nella storia perché tu possa riscoprirti come uomo, le tue radici, le tua umanità. (…)

Intervista a Diego Picano, docente di italiano nella scuola secondaria. Se vuoi vederne una sintesi vai sulla nostra pagina Facebook: https://www.facebook.com/ListaApertaSapienza/