Presa l’autostrada M5 Damasco/Aleppo, ora cosa succederà?

L’importante autostrada M5 che collega la capitale siriana Damasco con Aleppo è ormai libera. Sembra che gli ultimi due posti di blocco turchi siano stati rimossi spontaneamente. Sui canali social siriani, si apprende che la Russia ha posto una propria base a Marat al Numan e da che questa località presto condurrà pattuglie lungo la M5, fino ad Aleppo.

Fino ad oggi, l’autostrada M5 non è percorribile all’esercito siriano ed al traffico civile, in quando l’esercito turco ha due posti di blocco attraverso i quali fa passare solo forze russe.

Anche se questo abbisogna di ulteriori conferme, alcune fonti hanno comunque menzionato che lo sgombero da parte delle forze turco sia stato già effettuato.

E’ probabile che dopo il notevole recupero territoriale che l’esercito siriano ha conseguito con la Russia e con gli alleati, l’ipotesi minimale sarà quella di rendere come fatto ormai acquisito il recupero dell’autostrada M5 e, se ci saranno altre sorprese, ‘portare a casa’  anche l’autostrada M4, Latakia- Aleppo.
Naturalmente molto dipenderà degli accordi che saranno presi da Mosca con Ankara. In tal senso, dovrebbe essere decisivo il viaggio che  Erdogan farà a Mosca per parlare di Idlib con Putin, a breve.

Sono in molti che vorrebbero l’intera riconquista di Idlib, comprensibilmente volendo veder cessare una specie di incubo che si protrae da moltissimo tempo. Io personalmente spero che questo avvenga subito ma la ragione mi dice altro: non credo che la Turchia permetterà la perdita di Idlib. Almeno non rinuncerà completamente ad una zona cuscinetto a ridosso del confine per sistemare i militanti e le famiglie (che altrimenti non troverebbero altra collocazione).

E’ solo una mia opinione ma credo che se  Assad avesse seguito solo la voglia di liberare immediatamente Idlib –  e non i consigli degli alleati russi –  non si sarebbe mai arrivati a questo punto. E’ necessario andare avanti con l’esercito ma è altrettanta necessaria la diplomazia e il pragmatico riallaccio delle relazioni con i paesi confinanti, per quando possa essere ostico.

Nello stesso tempo la Russia, nella persona del suo ministro degli esteri Lavrov, oggi – dalla conferenza per la Sicurezza a Monaco – ha ribadito la propria posizione:

Non vi era alternativa alla vittoria militare contro le milizie terroristiche ancora in lotta in Siria.

In linea, sempre oggi, è accaduta una cosa importantissima: finalmente è stata messa in sicurezza Aleppo. L’esercito siriano ha liberato più di 23 sobborghi da cui dal 2016 i terroristi di al Qaeda ed allaeti bersagliavano i quartieri residenziali più esterni della città, mietendo centinaia di vittime civili.

Però la tensione tra le forze turche e siriane , permane. Minacce e scontri tra i turchi e i governativi, ci sono correntemente.

Questo filmato, girato oggi, mostra soldati dell’Esercito siriano che stazionano ed osservano vicino ad un campo di aviazione controllato dalla Turchia, vicino alla base aerea di Taftanaz, (sud di Taftana – provincia di Idlib). L’ufficiale siriano dice: “Questo è il punto più vicino all’aeroporto di Taftanaz, dove si trova il regime turco, perché si vedono veicoli, dispositivi di sorveglianza e di comunicazione, nonché artiglieria che ha sostenuto militanti contro di noi negli ultimi due giorni”.

Lunedì scorso, cinque soldati turchi sono stati uccisi dai bombardamenti di SAA effettuati sulla stessa base aerea.

“È il punto più vicino all’aeroporto di Taftanaz, dove si trova il regime turco, come si vede veicoli, dispositivi di monitoraggio e comunicazione, nonché artiglieria che sostiene i militanti contro di noi negli ultimi due giorni”, dice  uno degli ufficiali dell’esercito arabo (SAA) in uno dei posti di blocco nella città di Taoum, a meno di 5 chilometri (3,1 miglia) da Taftanaz.

Sempre nello stesso filmato, un altro ufficiale dell’SAA afferma che le forze turche li hanno recentemente attaccati senza che siano state riportate vittime dalla parte di SAA. “Siamo qui siamo nella nostra terra [e resteremo] contro qualsiasi attacco turco o di altri fino alla liberazione dell’ultima parte [occupata] della Repubblica araba siriana”, ha aggiunto.