pilota superstite del SU-24 russo: “Nessun avviso dai jet turchi prima dell’attacco

Il 2° pilota navigatore del SU-24 che è stato recuperato è stato intervistato dai media russi :

non c’è modo che il mio aereo possa aver violato lo spazio aereo turco. No. Non è possibile, neppure per un secondo.

Soprattutto perché volevamo a circa 6.000 metri, il tempo era chiaro, come si dice nel nostro gergo un caso di un giorno su un milione, tutto il nostro volo fino al momento in cui il razzo ci ha colpito era completamente sotto il mio controllo. Ho visto il confine e la nostra posizione esatta  sia sulla mappa  che visivamente seguendo la morfologia del terreno.

Il capitano Murakhtin conosceva perfettamente la zona:

Abbiamo svolto missioni di combattimento molte volte,conosciamo la zona, noi dobbiamo fare missioni di combattimento e ritorniamo sul percorso inverso alla base aerea. Come navigatore, conosco praticamente ogni elevazione del terreno laggiù. Posso anche navigare senza strumenti .

Quella degli aerei turchi è stata un atto premeditato.

Bisogna capire la differenza di velocità tra un bombardiere tattico come il Su-24 e quella di un F16: se avessero voluto avvertirci avrebbero potuto sedersi sulle nostre ali.

Tutto è avvenuto senza alcun preavviso:

il missile turco ha improvvisamente colpito l’aereo – continua – e non è stato possibile evitarlo. Non c’è stato alcun avviso da parte turca. In realtà non ci sono stati avvertimenti di nessun tipo – non c’è stato avvertimento via radio e neppure visivamente, non c’è stato proprio nessun contatto.

Per questo motivo eravamo impegnati nel combattimento a terra come era previsto. (…) Se avessero voluto metterci in guardia , avrebbero potuto farsi vedere tenendo una rotta parallela, ma non hanno fatto niente di simile. Invece – ha concluso – il missile ha colpito la poppa del nostro aereo dal nulla, non abbiamo nemmeno avuto il tempo di compiere una manovra evasiva anti-missile

Ora dice di stare abbastanza bene  e che aspetta con impazienza gli adempimenti medici per tornare in servizio immediatamente. Chiederà al Comando di lasciarlo in quella base aerea perchè si sente di avere un debito con il comandante (ucciso dai ‘terroristi  moderati ‘).

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