Perchè i paesi in conflitto di interessi con noi ci devono dare i diritti?

Perchè i paesi in conflitto di interessi con noi ci devono dare i diritti? 3

Il punto non è che gli altri facciano i propri interessi sotto la falsa coltre europea (falsa perché  accade che disattende nelle norme e nei principi costituitovi, proprio i principi dei padri fondatori)  ma che oltre a tutto ciò esista anche una perfetta malafede. Da parte nostra non solo stiamo portando avanti meccanismi finanziari e monetari che non funzionano ma stiamo abolendo anche l’interesse nazionale. Il tal senso è la tentata acquisizione dei cantieri navali francesi STX e della reazione francese che si oppose nazionalizzando i cantieri (con susseguente messa in stato di accusa dell’Italia).  Stefano Orsi ci illustra questa vicenda che pone gravi interrogativi.

Vietato Parlare

Vorrei discutere di un argomento legato all’Europa, a questa Europa, perché non ce n’è un’altra di cui discutere. L’Europa che piace tanto al PD, l’Europa che piace tanto alla Bonino, l’Europa per cui sbava Gentiloni e tanti altri.

Io sono fieramente euroscettico, e rivendico questa mia posizione di critica forte nei confronti di questa Europa che non mi piace, di una Europa nata bene ma cresciuta malissimo, che aspira a divenire un bullo tra i grandi del mondo e che fa la voce grossa solo con i deboli, un’Europa che finge di contrastare il nazismo e il fascismo, ma li nutre ed utilizza laddove le viene più comodo come in Ucraina, che ha contribuito a dilaniare, o in Grecia , paese dove l’unica preoccupazione dell’Europa sono e restano i bilanci e non la salute e la prosperità dei “suoi” cittadini, l’Europa che ha fomentato e organizzato la guerra in Libia, la guerra in Siria, L’Europa che combatte i nazionalismo a meno che non siano nell’interesse di due Paesi membri, L’Europa che sempre più agenzia al servizio di Francia e Germania, l’europa che combatte i diritti dei lavoratori e il welfare per i suoi cittadini, l’Europa che mette sotto accusa l’Italia, rinviata a giudizio alla Corte di Giustizia in Lussemburgo, in quanto nella “Legge navale”non avrebbe rispettato, a detta loro le direttive comunitarie racchiuse nella 2009/81, singolare che questa direttiva sia stata richiamata solo contro di noi , ma mai contro analoghe o identiche disposizioni da parte di Francia o Germania, in cosa consiste la “Legge navale”?

L’Italia ha varato un piano di rinnovo di molti mezzi navali ritenuti vecchi con nuove unità, e naturalmente , trattandosi di difesa e soldi nostri, sono stati incaricati della costruzione i settori di cantieristica militare presenti in Italia: è come hanno fatto anche Francia o Germania, chi ha mai sentito dire che la Charles de Gaulle R91 sia stata costruita da cantieri italiani? Credo nessuno. Mai la Francia avrebbe permesso che un paese straniero e per loro suddito, si occupasse e accaparrasse soldi francesi per forniture militari alla Francia, mai….. Eppure mettono sotto accusa noi.

Ricordo a tal proposito, come di recente –  in occasione della tentata acquisizione dei cantieri navali francesi STX –  della reazione francese che si oppose nazionalizzando i cantieri: alla fine di settembre l’accordo apparentemente vantaggioso per noi, ma con esigenza di forte mediazione. Ma un aspetto non è stato considerato. A margine si discuteva della situazione societaria tra Fincantieri e Naval-group, ovvero i comparti di cantieristica militare: perché se ne discute? Se dal lato della cantieristica civile i flussi previsti sono stimati in termini di decine di miliardi, il giro d’affari previsto da qui al 2025 nel settore militare sarà di 771 miliardi di euro. Ben si comprende come la partita del gruppo di lavoro che entro giugno di quest’anno dovrà pronunciarsi sul futuro assetto dei cantieri militari,sia in realtà il campo del vero scontro tra Francia ed Italia.

Credo quindi che la messa in accusa dell’Italia rientri nel piano francese per accaparrarsi il pieno controllo non solo del settore militare, ma , in prospettiva di ribaltare anche quello appena siglato per i settori civili.

Attraverso lo strumento del processo di infrazione si vuole mettere in difficoltà tutto il nostro comparto, al fine di favorire gli investimenti in Francia a scapito del futuro dei nostri cantieri italiani, già in difficoltà e che necessitano come non mai di commesse per i prossimi anni, inoltre la clausola dell’accordo sottoscritto prevede che l’uno% delle azioni che garantià il controllo effettivo all’Italia su STX verrà ceduto solamente al termine del pagamento del prestito che la Francia ha concesso alla Fincantieri, o salvo ripensamenti dovuti a cause eccezionali, ecco io dei Francesi in tema di accordi o strette di mano tendo a non fidarmi, di un banchiere della Rothschild ancora meno, non so voi.

Non male per coloro, (folli!!) che gridano a gran voce +Europa!

Solo dei folli o incapaci possono vedere prospettive di crescita per l’Italia in questa Europa un’Europa che è un tavolo di poker in cui il mazziere ci serve carte segnate e in cui l’Italia sembra domandarsi chi sia il pollo da spennare e non si avvede dei sorrisi che si scambiano tra loro gli altri giocatori al tavolo….

Stefano Orsi

(neretto: Vietato Parlare)

Exit mobile version