Perché le sanzioni contro la Siria proseguono!?

La posizione dell’Unione europea sulla Siria è sorprendente: da una parte fornisce aiuti umanitari mentre dall’altra continua le sue illegittime sanzioni economiche contro la Siria, che prima di tutto colpiscono i civili siriani.

Contro le sanzioni negli anni scorsi si sono levati appelli anche da ambiti religiosi (ricordiamo l’appello delle monache trappiste in Siria) e ci sono state anche iniziative politiche (interrogazioni parlamentari, risoluzioni)  ma tutte regolarmente hanno avuto risposte di prammatica o non ne hanno avuto affatto: anzi, addirittura è invalsa l’abitudine che le sanzioni vengano regolarmente rinnovate senza neanche la discussione parlamentare.

L’embargo è particolarmente iniquo. Contrariamente a quello che si può pensare non è indirizzato solo contro il governo (che comunque, come abbiamo visto, non è alle prese con ‘i manifestanti’ ma con i terroristi) ma colpisce sopratutto i comuni cittadini siriani, comprese le rimesse dall’estero verso i famigliari in patria. Non accade per una ‘disattenzione’: lo scopo è quello di suscitare e sostenere la ribellione compresa quella dei jadista. Ovviamente tutto questo non lo si ammette pubblicamente e perciò la manipolazione mediatica affinche i cittadini siano mantenuti all’oscuro, è fortissima.

Anche una lista bipartisan di politici e di personalità della società civile tedesca ha lanciato nel 2015 un appello rivolto ai deputati ed alle frazioni parlamentari di Berlino e di Bruxelles.

Eppure, le sanzioni continuano e si fanno sempre dure con delle nuove. Mentre nessuna questione viene sollevata in sede Parlamento Europeo sulla provincia siriana di Idlib in mano ad al Qaeda che forma nuove generazioni di jihadisti ed applica la legge della Sharia senza nessuna Costituzione, o nessuna possibilità di scelta da parte della popolazione.

In vista delle prossime votazione europee, bisognerà decidere se far prevalere davvero le radici da cui è nata l’Europa; oppure, pena la nostra dissoluzione, continuare a privilegiare le implicazioni politiche, le manipolazioni internazionali, gli interessi che hanno provocato e mantengono vivo il conflitto siriano e che affliggono il nostro paese imponendoci teorie economiche inesatte ma che ci si dice essere universali ed imprescindibili dal nostro vivere ‘civilizzato’.