Per sconfiggere il terrorismo non basta l’intelligence…

A Deir Ezzor (Siria) a gennaio i jadisti dell’ISIS hanno fatto una strage nei quartieri di Ayash and Begayliya e poi hanno gettato i loro corpi nel fiume Eufrate. Ne hanno prelevato casa per casa 300 e 150 di loro li sono stati decapitati, inclusi donne e bambini.
In Siria ed in Iraq crimini così efferati sono la prassi. Ma i leader europei continuano a dire che l’orrore finirà quando Assad se ne andrà. Il maggior ostacolo al benessere, alla democrazia sarebbe l’uomo che sta combattendo contro torme di assassini salafiti. Invece, i nostri leader dicono che tutto si risolve eliminando le diseguaglianze e combattendo il terrore.

manifestazione pacifica in Belgio (ed in Italia 'le sentinelle in piedi' non riescono a manifestare)...

manifestazione pacifica in Belgio (ed in Italia ‘le sentinelle in piedi’ non riescono a manifestare)…

Ma il fervore patriottico si è diradato presto e come sempre la vecchia Europa ha pensato bene di scorgere l’utilità di quella lotta lanciata dopo l’ 11 settembre. Perciò, per scalzare i regimi scomodi e poco obbedienti si è scatenato il caos alimentando il settarismo ed il radicalismo religioso salafita.
Oggi che anche da noi le nostre città cominciano a bruciare, ci chiederemo se qualcosa abbiamo sbagliato?

Nella nostra vecchia Europa abbiamo la democrazia, allora perché anche qui prospera e attecchisce l’ideologia salafita? Se il problema è la dittatura, se il fattore scatenante della violenza è la mancata tutela dei diritti e delle libertà democratiche, Perché anche da noi avvengono attentati che hanno come fine solo il maggior numero di morti?

Evidentemente qualcosa non quadra. Quello che vediamo oggi ha dell’incredibile: mentre i leader politici disquisiscono su come integrare la comunità mussulmana belga , circa 600 predicatori incaricati a fare proseliti dall’ Arabia Saudita sono stati autorizzati dalle autorità belghe a gestire il 95% dei corsi tenuti ad islamici. Tutti sanno che lo scopo è diffondere la visione dell’Islam più radicale, quello wahabita.

Per anni si è allontanato il problema anziché raffrontarlo per come si presentava chiaramente. Mi domando quando ci vuole a capire che la scelta è tra l’accettare una deriva inesorabile a casa nostra e il tagliare difinitivamente con ‘i benefattori’ di Riyad.

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