Per l’Onu l’Arabia Saudita promuove i diritti umani nel mondo

Dare all’Arabia Saudita  la presidenza della Commissione DIRITTI UMANI dell’ONU è come mettere Dracula a capo dell’Avis (associazione volontari donatori sangue).

Questo dimostra l’ipocrisia e la deriva delle più importanti istituzioni del pianeta le quali dovrebbero garantire la comunità umana anzichè, come accade , aggredirla.

Non solo: l’ Organizzazione Nazioni Unite è diventata essa stessa un pericolo con la diffusione delle nuove ideologie ‘gender’ che vengono proposte insieme all’aborto a tutti i paesi ‘democratici’ del mondo, e specialmente imposte con il ricatto ai più poveri.

Da notare che nessuna associazione internazionale a difesa dei ‘diritti umani ha obiettato ‘ (come HRW o Amnesty I.) ha sollevato alcuna obiezione per questa nomina (tutte fanno capo comunque al Dipartimento degli Stati Uniti e legati in qualche modo a vari magnati o alle loro associazioni ‘benefiche’)…

Basterebbe questo episodio per negare la presidenza all’Arabia Saudita: “Pochi giorni fa, il 17 settembre per la precisione, nel Regno è stato condannato alla crocifissione Ali Mohammed Al-Nimr, figlio di un critico della monarchia islamica, arrestato nel 2012 quando aveva appena 17 anni. È stato accusato di aver protestato in modo illegale e di essere in possesso di armi da fuoco. Secondo molti giornali arabi, il ragazzo avrebbe confessato tutto sotto tortura” (Tempi).

Inoltre la monarchia assolutistica saudita, l’unico membro dell’ONU che non ha firmato la dichiarazione universale dei diritti umani, nega ogni diritto politico, di religione e di opinione ai propri sudditi ed è al 3° posto al mondo per numero di esecuzioni capitali (dopo Cina ed Iran).

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