per la Preside l'educazione artistica non c'entra con la religione e con la Chiesa.

AI professore di ed. artistica di mio figlio (vedere post del 17.10.2006 https://www.vietatoparlare.it/?p=185 ) aveva dato come elaborazione di disegno di rappresentare pittoricamente dei fantasmi in una chiesa ed io avevo scritto una lettera alla Preside di rimostranza per la confusione che si ingenera nei ragazzi con iniziative del genere e inserendo a forza nella nostra cultura feste come Halloween)
A seguito di una ulteriore mia richiesta di avere una qualche risposta (indirizzata anche al Provveditorato agli Studi), mi è pervenuta finalmente la replica della Preside, nella breve lettera mi esprime il suo disappunto per il mio intervento giudicato inopportuno, inoltre mi informa di quanto la mia reazione è stata esagerata (stigmatizzando tra l’altro l’espressione con un bel maiuscolo per maggior chiarezza) e che l’ educazione artistica nella scuola italiana non c’entra mai con la Chiesa né con la religione.

nella stessa  ho  trovato anche due fogli scritti del sig. Proff. di Ed .Artistica che ho apprezzato, se non per l’opportunità in merito alla sua scelta, per le sue precisazioni, e soprattutto per l’assicurazione di usare in futuro maggior attenzione nel “trattare tali temi”.

Nel suo breve scritto la Preside sostiene che non riteneva nemmeno di rispondermi giacchè la mia reazione è stata giudicata esagerata e quindi non meritevole di replica  Giudica il  mio intervento una reazione  esagerata e che l’ educazione artistica nella scuola italiana non c’entra con la Chiesa né con la religione. A sostegno di queste personali argomentazioni non trovo però ,  alcuna dimostrazione logica , la Preside lascia che l’ argomentazione sia sorretta solo dalla sua funzione, dalla posizione di forza che la sostiene, (essere a capo di un’ istituzione pubblica ).

In poche parole la Preside ha giudicato il mio intervento in primo luogo inopportuno e in secondo luogo un’ingerenza, negando così, ogni vingolo e ogni subordinazione dell’ed. artistica in merito a questioni morali o etico – religiose, negando nello stesso tempo ogni corresponsabilità di un genitore alle scelte pedagogiche della scuola nei confronti dei propri figli.

E’ conseguenziale nella risposta datami , il carattere dato all’istituzione scolastica.
Si è difeso infatti, il carattere asettico ed equidistante di questa scuola che siccome non “c’entra con la chiesa e la religione” e evidentemente la può trattare come vuole perché non assoggettata ad essa.

E’ proprio quello che temevo, ed è proprio questo il motivo della mia “reazione esagerata” come lei l’ha definita (ma che non provocherà in me nessuna crisi di identità).
L’affermare semplicemente ciò che mi costituisce è stato interpretato come “reazione” ed “esagerata” negando che nella vita si possa affermare e tenere realmente a qualcosa,  a partire da quello che è la propria esperienza, non concepito come reazione, come contro.

Anche una scuola che pretende non avere alcuna relazione con la Chiesa e la religione non può ignorare che il compito educativo  è aprire i giovani alla verità e alla bellezza, infatti questi sono i sentimenti originari dell’uomo, e questo è il compito dell’educazione, altrimenti la SCUOLA HA PERSO  tutta la sua funzione  originaria.

photo by: www.supercoolstuff.com