Il Pentagono vuole i carabinieri in SIRIA “per addestrare le forze locali”

Il gen Mattis, capo del Pentagono, ha chiesto all’Italia che invii carabinieri in Siria. Lo ha fatto oggi a Roma nel corso del summit dei 15 ministri dell’alleanza anti-ISIS.

Lo riferisce il Corriere della Sera oggi nell’articolo  “Più carabinieri, anche in Siria: la prima richiesta del Pentagono” di Giuseppe Sarcina – 13 Febbraio 2018. L’articolo dice in sostanza che Mattis chiede carabinieri in Siria, anche per addestrare forze locali. Inoltre, sembra che il capo del Pentagono – da come è stata formulata la richiesta (o da come viene riportata) – “ne voglia di più”, come se già un certo numero fosse in loco.

Può essere uno ‘svarione’ ma certa è la richiesta di inviare carabinieri  per attività di addestramento e mentoring delle forze di sicurezza. Vale a dire che l’Italia dovrebbe venir a far parte di una forza che illegalmente è in Siria e che mina la stabilità della Siria e di tutto il Medio Oriente. Degno di nota che le forze che l’Italia sarebbe chiamata ad addestrare altro non sono – a loro volta  forze illegali in cui sono inseriti anche elementi jihadisti e dell’ISIS.

Eccone uno stralcio:

Le risorse destinate al finanziamento delle guerre e delle missioni internazionali guidate dagli Usa ammontano a 69 miliardi di dollari. L’agenda «europea» di Mattis parte da qui: sono tanti soldi, ma non ancora sufficienti per sostenere gli interessi occidentali, non solo americani, in Afghanistan, Iraq, Siria e altrove. Serve un maggior contributo dei partner, Italia compresa.

(…)

Certo, gli Stati Uniti riconoscono, come ha detto Pinotti, «il ruolo importante dell’Italia nei principali teatri di crisi». Mattis, però, guarda avanti, ai nuovi fronti di guerra. L’ex generale apprezza soprattutto l’opera e la duttilità dei carabinieri: al tempo stesso soldati, poliziotti e addestratori di forze locali. Ne vorrebbe ancora di più in Iraq e, se possibile, anche in Siria.

(neretto: Vietato Parlare)

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