Parlare di insorgenti, oggi: perchè?

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La discesa di Napoleone e della Rivoluzione francese in Italia diede ovunque vita a insurrezioni armate dei cattolici.
L’avanzare della scristianizzazione suscita sempre reazioni: non è improprio paragonare le insorgenze contro Napoleone al “Family day” suscitato dalle nozze gay.

Un romanzo storico può aiutare non ripetere gli errori del passato.
Oggi come allora, gli errori sono i medesimi:
– la mancanza di quadri direttivi formati nella dottrina sociale cattolica;
– l’assenza di un collegamento (cosa diversa da una direzione unitaria) tra le rivolte;
– l’insinuarsi di traditori, cioè di quadri subalterni alla modernità, nelle file dell’insorgenza;
– il tradimento di ecclesiastici e di Pastori.
Dunque, niente di nuovo sotto il sole.

Il secondo romanzo storico di Alberto Ferretti torna sul tema del sangue degli insorgenti.

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Nel 1799 l’Armée d’Italie, guidata dal giovane generale Napoleone Bonaparte, si era insediata stabilmente nel territorio italiano. Dopo aver sconfitto i piemontesi a Mondovì e l’esercito austriaco a Milano, i francesi arrivarono a Ferrara.

La municipalità decise di accogliere l’armata francese aprendo le porte della città, onde evitare spargimenti di sangue e ritorsioni sulla popolazione.
E’ l’equivalente delle recenti aperture dei cattolici verso il progressismo e il Partito Democratico.
Ma questo atteggiamento benevolo non salvò né i governanti, né tantomeno gli abitanti della città estense, dal pagare ingentissimi tributi alle truppe napoleoniche.

Per quanto riguarda la risposta del clero, tra i numerosissimi cedimenti spicca la figura dell’arcivescovo di Ravenna, Mons. Antonio Codronchi (1748-1826), che consigliò al clero e ai funzionari di prestare il prescritto giuramento di fedeltà alla Repubblica Cisalpina.
Sempre prono ai voleri di Napoleone, arrivò a sconfessare i martiri della grande rivolta di Lugo pur di leccare i piedi al potente di turno.

Secondo Francesco Mario Agnoli, il suo tradimento del popolo cattolico è all’origine dell’anticlericalismo della Romagna, prima di lui assente.

Nell’ultimo romanzo storico del Ferretti vengono descritte le vicissitudini e le rocambolesche avventure che avvennero nel dipartimento del Basso Po, ovverosia la vasta area geografica che comprende l’odierna provincia di Ferrara, quella di Rovigo, parte del veronese, del bolognese e della Romagna.
Di fronte alla furia dei francesi e dei giacobini locali, le popolazioni, e quelli che tra loro si ribellarono e che vennero chiamati “insorgenti”, si trovarono a dover combattere per la loro libertà.

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