papa Francesco chiede i ”corridoi umanitari” ma la situazione in Europa è al punto di non ritorno

Il Papa il 7 luglio ha auspicato l’apertura o l’incentivazione dei ‘corridoi umanitari’ alla stregua di quanto da tempo richiesto dalla Comunità di Sant’Egidio. Ora se mettere in atto una tale iniziativa può essere in alcuni casi doverosa e giusta, allo stesso modo, non si può non considerare la realtà dei fatti: allo stato attuale assistiamo ad una migrazione di massa di migranti economici musulmani desiderosi di migliorare il loro tenore di vita e di trasformare la cultura europea.

Quindi se da un lato esistono bisogni veri,  dall’altro si stanno strumentalizzando grandemente i sentimenti per fini terzi. Nello stesso tempo, alcuni centri di potere stanno mettendo in atto progetti terzi di trasformazione culturale ed etnica irreversibile che hanno come fine la cancellazione della storia cristiana.

Purtroppo papa Francesco non considera minimamente questi problemi giacché non li ha mai nemmeno nominati. Però sono quelli che la cristianità affronta ogni giorno.

È paradossale che mentre l’attenzione del Papa è tutta incentrata sui migranti, ogni giorno vengono uccisi circa 345 cristiani senza che nessuno se ne curi o che almeno levi una voce a riguardo o apra per loro – i veri perseguitati – un ‘corridoio umanitario’.

Non di poco conto è che tale persecuzione  – come dimostra  il World Watch List 2019, l’annuale rapporto sulla libertà  religiosa dei cristiani nel mondo – è islamica «L’oppressione islamica continua a essere la fonte principale delle persecuzione dei cristiani». Ora sappiamo che la maggior parte dei migranti che si sollecita di ospitare, sono migranti economici: a quanto allora corridoi umanitari veri per coloro che veramente sono perseguitati (e che si integrerebbero facilmente)?

A proposito dei ‘corridoi umanitari’  rilancio alcune considerazioni tratte dal blog ”chiesa e postconcilio” che ritengo condivisibili.

patrizio ricci by @vietatoparlare

Bergoglio e i migranti: un disco rotto. Ossessivo e non più tollerabile…

fonte: chiesa e postconcilio

(ANSA) – CITTÀ DEL VATICANO, 7 LUG – Il Papa all’Angelus ha chiesto di “pregare per le povere persone inermi uccise o ferite dall’attacco aereo che ha colpito un centro di detenzione di migranti in Libia. La comunità internazionale – ha detto il pontefice riferendosi a quanto accaduto alcuni giorni fa – non può tollerare fatti così gravi. Prego per le vittime: il Dio della pace accolga i defunti presso di sé e sostenga i feriti. Auspico che siano organizzati in modo esteso e concertato i corridoi umanitari per i migranti più bisognosi“.

Ricordiamo che nel mondo, vengono uccisi 345 cristiani al giorno. In Nigeria non si contano più le stragi nei confronti delle quale, né preghiere né interventi. Anche i media generalisti le ignorano. Ma nei pensieri e nelle preghiere di Bergoglio non c’è posto per i cristiani. Non ha mai proposto “corridoi umanitari” per loro.

In un precedente articolo, riproposto di seguito per tener desta l’attenzione, ricordavamo che è un crimine contro gli italiani e un tradimento del voto elettorale, se non si bloccano i ricongiungimenti familiari e i bizzarri ‘corridoi umanitari’. Il risultato è quello eloquentemente raffigurato dell’immagine a lato: nessuno sembra riflettere anche sul fatto che gli invasori afro-islamici travestiti da cosiddetti profughi sono tra l’altro poligami…  Di per sé il principio dei corridoi umanitari, che anche il Viminale oggi appoggia, appare condivisibile; ma a destare ragionevole allarme è l’uso strumentale e indiscriminato che se ne profila, soprattutto avuto riguardo ai promotori e gestori. (…)

Cito:
“La massiccia migrazione verso l’Europa, principalmente da parte di paesi musulmani, che sostiene, dimostra che perde di vista i gravi problemi sociali che si presenteranno: la non integrazione e assimilazione dei musulmani nei paesi ospitanti, le incompatibilità dell’Islam con i diritti umani, laicismo, libertà e uguaglianza – per non parlare delle contraddizioni nelle dichiarazioni del Papa.
I musulmani non si sono mai integrati nei paesi da loro invasi. Piuttosto, hanno costretto i paesi conquistati a perdere – spesso in modo permanente – le rispettive identità etniche e culturali, le loro religioni, le loro lingue e le loro tradizioni. Questo è un problema serio che si pone sempre più con l’Islam politico in Europa. Il Papa sembra ignorare la storia delle conquiste musulmane e dei problemi sociali che l’Islam politico pone all’Europa.
Questo mette in pericolo le identità europee, le loro tradizioni e le loro radici giudeo-cristiane [a partire da quelle greco-romane-ndr]”. (Henri Boulad, sacerdote gesuita ha compiuto gli studi di teologia in Libano, di filosofia in Francia, di psicologia negli Stati Uniti, Superiore dei gesuiti di Alessandria. Autore di libri pubblicati in quindici lingue).