Ora la Germania considera addirittura l’esproprio delle filiali tedesche di Gazprom e Robnef 

Fine dello stato diritto: ora si passa dalle sanzioni al furto diretto

Ora Habeck considera addirittura l’esproprio delle filiali tedesche di Gazprom e Robnef

La guerra in Ucraina ha consentito al Ministero Federale dell’Economia di sviluppare piani impensabili solo poche settimane fa. Mercoledì, il ministro dell’Economia Robert Habeck (Verdi) ha annunciato la prima fase del piano di emergenza del gas sulla scia della preoccupazione per l’interruzione della fornitura di energia dalla Russia. Secondo le informazioni di Handelsblatt provenienti dai circoli governativi, i suoi alti funzionari stanno considerando misure significativamente più ampie. Si parla, ad esempio, di una possibile espropriazione e nazionalizzazione delle filiali tedesche delle società energetiche russe Gazprom e Rosneft.

Sullo sfondo di tali considerazioni vi sarebbe la preoccupazione per la sicurezza dell’approvvigionamento in Germania. Il governo federale vuole prevenire un massiccio deterioramento dell’approvvigionamento energetico in caso di difficoltà per aziende che sono di importanza sistemica per la Germania.

(Fonte: Handelsblatt (https://www.handelsblatt.com/politik/deutschland/ukraine-krieg-energieversorgung-bedroht-habeck-spielt-rettung-russischer-tochterunternehmen-durch/28217476.html))

Solo i nostri amici tedeschi sono capaci di essere così autolesionisti e, allo stesso tempo, così fondamentalisti. La verità è che la Germania ha sbagliato tutto nel dopo Merkel. Non ha capito l’importanza di ergersi a mediatore nello scontro tra Washington e Mosca, se necessario anche ponendosi in conflitto con l’esplicito atlantismo di Bruxelles, incarnato da figure con la Vestager e la von der Leyen.

La Germania non ha capito che sarebbe stata il paese che avrebbe sofferto maggiormente da una guerra in Ucraina e da un eventuale chiusura dei flussi energetici russi. Quando Scholz se ne è reso conto (si veda il suo ultimo viaggio a Mosca), ormai era tardi per rimediare. La Germania non ha capito che cedere sul Nordstream 2 avrebbe significato solo l’inizio di una resa incondizionata a Washington.

Oggi, con le spalle al muro e di fronte allo spettro di una chiusura dei flussi di gas che metterebbe in ginocchio le sue industrie, il governo Scholz arriva a ipotizzare addirittura l’esproprio. Si cerca di rimediare a un errore con un errore ancora più marchiano, che avrebbe come unica, inevitabile conseguenza inasprire ulteriormente i già tesissismi rapporti con Mosca. Come disse qualcuno
(https://goofynomics.blogspot.com/2018/05/ottinger.html), “qualsiasi altro popolo combatte fino alla vittoria, loro combattono fino alla sconfitta”.

 

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