Ombre sinistre sull’abbattimento del Su-24

Lavrov ha parlato ieri con Kerry sulla violazione memorandum russo-americano che impegna a garantire la sicurezza dei voli aerei da combattimento in Siria, in cui gli Stati Uniti hanno assunto la responsabilità per il rispetto delle norme vigenti da parte di tutti i partecipanti della coalizione; insomma i russi stanno cercando di dimostrare che l’attacco turco sia stato premeditato se non addirittura ordinato dalla Nato.

Mosca sembra sospettare che l’ordine sia partito direttamente da Bruxelles: se fosse dimostrato la Turchia non potrebbe invocare la protezione della Nato. La testimonianza del pilota russo sopravissuto dimostra che gli F16 turchi hanno lanciano il missile senza alcun preavviso e la dinamica sembrerebbe indicare che l’azione sia stata premeditata.

Questa affermazione contrasta però con la versione del pilota civile libanese che ha affermato di aver sentito gli avvertimenti e in effetti  ha diffuso una registrazione.

Però accanto a questa rivelazione che bisognerà verificare, un intervento di Erdogan avvenuto oggi ad un forum economico a Istanbul mette in dubbio questa versione e fa permanere il sospetto che la Turchia stava solo aspettando l’occasione buona. Così infatti ha detto Erdogan: “le nostre forze armate sono intervenute solo per difendere i confini nazionali, oltre al diritto dei nostri fratelli in Siria”. Quel ‘‘…oltre al diritto dei nostri fratelli in Siria’‘ si riferisce alle fazioni jadiste turcomanne addestrate dall’esercito rurco (ed alleate con al Nusra) gettando così un’ombra ancora più sinistra sull’accaduto.