Non abbiamo più desideri nostri, non abbiamo più libertà.

Si accettino tutte le opinioni , preferibilmente dei più noti, di quelli del "grande fratello" o "dell’isola dei famosi " o dal cantante della moda del momento, e si pagano bene. Ma a patto che siano opinioni, a patto che siano opinione non rischiose, che siano opinioni relative, dove amore sia relativo. Che non si voglia dire che quel che si dice lo si racconta, come cosa propria, perchè ricevuta. Guai a racconta di un’esperienza propria nuova, di qualcosa di ricevuto, di gratitudine, di reale , di dato. Al di fuori dei propri progetti e pregiudizi, abitudine e manie. Allora è vietato parlare . E se ti va bene sei guardato con uno sguardo strano. Se ti va male in altre parti del mondo sei morto. Ci siamo dati una qualche organizzazione . Ma non sappiamo più chi siamo Società multietnica, di tutti e di nessuno, dove le minoranze parlano ed i più non hanno nulla da dire abbracciando tutto. Invece è arrivato il tempo che il silenzio trovi parola, si è riempito il tempo di inutilità e gli uomini di rumori assordanti ,di rumori a cui siamo ormai assuefatti . Non abbiamo più desideri nostri, non abbiamo più libertà , non si ricorda di un bene scritto nel nostro cuore e qui intorno nell’armonia . Regna l’estetismo il pacifismo e l’odio dentro, non c’è nulla che buone intenzioni dei buoni e dei poveri dei cattivi e dei ricchi . Nessuno ascolta chi dice chi siamo e perché siamo qui , perché soffriamo, e perché viviamo . I nuovi sacerdoti si sono appropriati delle piazze ed il potere sceglie per noi per noi che non sappiamo più scegliere . Generazioni di tatuati di omologati di trasgressivi il sabato sera ed il sabato notte ,trasgressivi per consumare emozioni ed usare altri cuori, in questo girotondo dove non c’è festa, girotondo dove tutto è uno scherzo, dove è bello ridere anche se non si è lieti. Siamo senza volto Siamo senza voglia di lottare, ma solo pieni di rivendicazioni e di diritti e di rassegnazioni. Tutti possono parlare , si accettano tutte le opinioni . Paese in cui a scuola è vietato parlare, al lavoro è vietato parlare, parla il potere l’unico che genera cultura, una nuova cultura, che prende a pretesto la cultura in cui gli uomini si ritrovavano, che rendeva capaci gli uomini di ritrovarsi e di fare festa.

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