Neumann: “Se la Chiesa tace sulla distruzione della vita, allora siamo negligenti”

Riporto qui di seguito il posti di Sabino Paciolla, tratto da Facebook):

“SE LA CHIESA TACE SULLA DISTRUZIONE DELLA VITA, ALLORA SIAMO NEGLIGENTI”
(Arciv. Joseph Naumann)

In un post di alcuni giorni fa (link sotto) ho parlato dell’arcivescovo Neumann. Egli, dai vescovi statunitensi, è stato preferito al card. Blase Cupich alla presidenza della Commissione per la vita della Conferenza Episcopale degli USA. È stata una scelta che ha fatto molto rumore perché Naumann, da sempre un bastione pubblico contro l’aborto, è “solo” un arcivescovo, ed i vescovi americani, da circa 40 anni, hanno scelto per quella Commissione sempre un cardinale. Ma il card. Cupich, “promosso” a cardinale da Papa Francesco l’anno scorso, ama parlare più di temi sociali che di difesa della vita. Naumann, invece, ha un parlar chiaro, direi chiarissimo, tanto che una volta disse al Governatore del Kansas che non avrebbe dovuto presentarsi a ricevere la Comunione a motivo della sua posizione manifesta a favore dell’aborto. Naumann è un assiduo partecipante alla marcia per la vita che si tiene a gennaio di ogni anno negli States. Significativo il fatto che concluda dicendo che promuovere la vita sia una opportunità per evangelizzare.

Riporto solo alcuni stralci di una interessante intervista rilasciata qualche giorno fa da Naumann al Catholic World Report (CWR).

Eccoli nella mia traduzione.

CWR: Quando predica sulla questione pro-life [cioè contro l’aborto, ndr], come presenta l’argomento?

Arcivescovo Naumann: Se sto predicando un’omelia focalizzata in questo argomento, comincio con il riconoscere che ci sono probabilmente persone tra i banchi della chiesa che hanno avuto un’esperienza diretta con l’aborto. Dico a queste persone che sanno meglio di chiunque altro quanto sia tragico un aborto, e chiedo loro di pregare per me nel mio ministero affinché io possa aiutare gli altri a conoscere il dolore che stanno sperimentando.

Mi riferisco al ministero del Progetto Rachele, che aiuta le donne a guarire dall’aborto. Dico loro che questo aiuto esiste, se necessario. Parlo poi del perché la questione sia così importante e che la retorica della “scelta” [cioè di essere favorevoli all’aborto, ndr] sia ingannevole. La gente non parla di “scelta” in altre aree quando si tratta di una vita umana.

E, mi piace sottolineare che ciò che rende l’aborto così particolarmente distruttivo è che non solo distrugge la vita di un bambino, ma sfregia la famiglia, perché l’aborto si verifica nel grembo materno, l’unico luogo dove la vita dovrebbe essere più protetta.

Sfido le persone a essere coinvolte, a pregare, a diventare più consapevoli e ad avere conversazioni con gli altri. E possiamo votare e condividere le nostre opinioni con i nostri legislatori.

CWR: Come rispondono le persone a queste omelie?

Arcivescovo Naumann: Mi è capitato che alcune persone siano uscite dalla chiesa, ma queste persone sono poche e lontane. Prego per coloro che se ne vanno, perché ovviamente ho toccato una loro corda delicata. Ma la maggior parte delle persone che mi sentono mi sono di sostegno.

Vorrei anche dire ai nostri sacerdoti: non possiamo fare a meno di parlare alla nostra gente proprio di questi peccati che riguardano la vita della nostra gente. Se parliamo di peccati che non commettono, quale bene facciamo?

Sicuramente vogliamo predicare della questione in modo delicato, ed essere di sostegno per coloro che nella loro vita hanno scelto l’aborto, ma che ora lo deplorano. Ma se la Chiesa tace sulla distruzione della vita, siamo negligenti e lasciamo i nostri giovani vulnerabili dinanzi a questa tragica decisione.

CWR: Quando un funzionario eletto si identifica come cattolico pur sostenendo l’aborto legalizzato, come pensa che i vescovi della Chiesa debbano rispondere?

Arcivescovo Naumann: Abbiamo l’obbligo di dialogare il più possibile con quella persona. Vogliamo presumere la sua buona volontà e che sia male informato, e fargli riflettere con maggiore attenzione e onestà sulla questione.

Dove è particolarmente problematico è quando abbiamo politici cattolici che ostentare la loro cattolicità, ma prendono posizioni che sono in contrato con il nostro insegnamento cattolico. Questo è stato il caso di Kathleen Sebelius, che in precedenza era il nostro governatore del Kansas. Lei parlerebbe di come sia cattolica, ma agisce in totale contrasto con l’insegnamento della Chiesa. Si crea un problema per noi vescovi quando i politici cattolici si comportano in questo modo. Questi politici insegnano al nostro popolo che va bene essere cattolici e allo stesso tempo sostenere l’aborto legalizzato.

Tim Kaine, senatore degli Stati Uniti e ex vice candidato alla presidenza, è un altro esempio di un politico che ha ostentato il suo essere cattolico, ma ha sfoggiato un sacco di retorica “pro-choise” [cioè a favore dell’aborto, ndr]. Quando questi politici si comportano in questo modo stanno assumendo un ruolo didattico e portando fuori strada la nostra gente.

Quando si ha un politico cattolico che è a favore dell’aborto ma non dice che questa sua scelta è conforme alla sua fede cattolica, la questione è meno problematica. Abbiamo ancora bisogno di dialogare, ma lui non dice: “Io sono cattolico e a favore dell’aborto, ed anche tu puoi essere cattolico e a favore dell’aborto”.

CWR: Come possono i laici aiutare al meglio nella lotta contro l’aborto?

Arcivescovo Naumann: L’educazione più efficace è quella individuale. Incoraggerei le persone a essere informate sulla questione e a condividere le loro opinioni pro-vita all’interno delle loro famiglie, sul posto di lavoro e con i vicini. Ci sono molte opportunità di evangelizzare.

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