Negoziati di Ginevra in corso? Fuoco di fila per disinformare.

In questi giorni riscontro il ‘fuoco di fila’ dei media per far naufragare ancora i tentativi di pace dei nuovi negoziati in corso a Ginevra  e forse per preparare un intervento turco-saudita in Siria che faciliterebbe le forze jadiste  che queste potenze finanziano.

A supportare questo gioco (in modo più o meno consapevole), in particolare, ci sono alcuni quotidiani nazionali (ad esempio: rapporto di Amnesty http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/11/aleppo-vivere-sottoterra-tra-barili-bomba-cannoni-del-diavolo-e-torture/1649219/   EDITORIALE DEL CORRIERE ‘I MASSACRI DI ASSAD Il cattivo silenzio sulla Siria’ – http://www.corriere.it/editoriali/15_maggio_11/cattivo-silenzio-siria-fb403302-f79c-11e4-821b-143ba0c0ef75.shtml  – – LE DONNE SIRIANE SU AVVENIRE  «Aleppo è una città senza futuro» http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/aleppo-e-una-citta-senza-futuro.aspx)

Addirittura Avvenire lascia dire un allucinato sconosciuto ‘attivista’ (, senza contraddittorio) che in Siria, prima della rivolta siriana, le donne non potevano uscire di casa da sole, senza gli uomini. Naturalmente è falso…  Eppure il quotidiano ha a disposizione centinaia di religiosi siriani ben più attendibili ma li interpella solo per vedere se i cristiani soffrono…

Sono inscusabili perchè  non solo si affidano solo a fonti di parte ma contravvengono anche alle regole basilari del giornalismo.

Sorvolando che ovviamente i mass media non si sono dimenticati la regola delle ‘5W’, più facilmente il modo di comunicare (consapevolemte o inconsapevolmente) segue altre strategie di imbonimento della pubblica opinione, in proposito ricordo alcune regole adottate dai media maistream per raggiungere tale obiettivo :

Creare problemi e poi offrire le soluzioni.

Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.

Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà.

O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

Rivolgersi al pubblico come ai bambini.

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile.

Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno”.

Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.

Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo.

Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti. (Noam Chomsky)

 

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