Molti non hanno visto l'ora che Gheddafi se ne andasse…

Attenzione che quello che è accaduto  non è una parentesi, la stravaganza di un pazzo (una rivista ha ingaggiato un psichiatra per farne un ritratto psicologico..quando siamo smarriti per un fatto è piu’ facile dire : “è pazzo”), ma è invece un fatto importante, per aiutarci a capire che la Libia non è un paese qualsiasi e quello che accade non è nulla di surreale. Siamo legati alla Libia e quello del suo Leader non è stato purtroppo un approccio di relazione di pace .

Ma bisogna inquadrare il problema partendo dalla sua origine: l’avventura coloniale italiana in Libia.

Fino agli anni 60′ non si sapeva dei crimini commessi degli italiani in Libia, o meglio il potere aveva rimosso deliberatamente dai libri di storia quei fatti. Oggi si è fatto luce solo un po’. Di ottocentomila libici che erano ne furono uccisi 100.000  in parte con i gas ed in parte in tredici campi di concentramento. (Fonte : Del Boca , Eric Salerno “Genocidio in Libia”, archivi di Stato ).

Ancora oggi penso non tutti sanno di quei fatti. L’accordo del 1999 sottoscritto da Berlusconi e Gheddafi è stato fatto per uscire da quella stagione.

Forse non prestare eccessiva attenzione a questo, non fà capire l’apparente contraddizione delle visite in Italia di Gheddafi e dell’apparente passività delle nostre istituzioni. Cambiamenti in Libia ci sono stati, certamente non del genere che noi misuriamo con il nostro metro occidentale di giudizio.

Per esempio dal 2004 il giorno della “vendetta” è stato trasformato da Gheddafi in “giorno dell’amicizia” e gli USA hanno tolto la Libia dalla lista degli stati “canaglia”.

Ci sono ovviamente i motivi economici, ogni dieci rifornimenti di benzina dobbiamo ricordarci per forza della Libia, che ci fornisce il 10% del Petrolio…

Per quanto riguarda le sue esternazioni , che l’Europa diventerà islamica, non diventerà islamica per opera della scimitarra ma per la demografia e perchè il nostro modo di protestare non è quell’implorare ricordatomi da una cara amica “credo sia doveroso ricordare che chi salva gli uomini e la storia non sono i nostri lamenti, le nostre proteste, il nostro grido, ma Uno solo che va implorato soprattutto per capire cosa possiamo fare, cosa posso fare per contribuire a costruire un mondo meno brutto.” Me lo sto chiedendo… e penso di aver capito per il momento che il mio compito è di informare nel modo più veritiero possibile e di proporre la positività e la bellezza per le quali occorre lavorare davvero, ognuno come sa e può.

e scorgere l’urgenza di un tempo di penitenza, di maggiore responsabilità, maggiore carità (e quindi missione), solo dalla quale puo’ accadere vera amicizia e la pace . Molti semplicemente saranno contenti che Gheddafi se ne è andato e non parliamone piu’. Purtroppo non è così….

Di errori ne sono stati fatti molti naturalmente in questa visita, ma l’antipatia per il personaggio Gheddafi non ci porti nè a fare di tutta l’erba un fascio, nè a dire che il problema non c’è, ma ad avere una posizione rispettosa del popolo libico ma fare gli opportuni distinguo quando si devono fare e noi dire apertamente a cosa si tiene (ma 365 giorni l’anno). Non si puo’ reagire al “folklore” perchè ne parlano i giornali e c’è visibilità mediatica e quando invece non ce n’ è si eludono i mille problemi seri.

Quello che mi preoccupa non è Gheddafi ma la nostra reazione scomposta e quindi la nostra debolezza:

“Corano spazzatura”, “Imbracciare la spada”, “La Chiesa dov’è?”: questo (e altro anche peggio..) dovunque su blog e forum

Affidiamoci invece noi e tutto il nostro popolo alla Vergine Maria ed al Padre , che sia questo occasione di conversione reale.