MES ovvero ‘strumento per ricatti finanziari su base speculativa contro uno stato nazionale’

Fonte: Andrea Zhok

Così il ministro Gualtieri su La7, il tutto detto con faccia paciosa e irridente: “Guardate, vi do una notizia. Nessuno costringe uno Stato a ricorrere al MES, eh! E’ una scelta, mica un obbligo!”

Certo ministro.
Proprio come “La borsa o la vita!” è una scelta, mica un obbligo. Se le capita mi sappia dire quanto si sentiva libero di rifiutare.

Naturalmente, per quanto si possa avere un’opinione meschina della preparazione del ministro, è impensabile che non sappia che esiste una casistica storica infinita di ricatti finanziari su base speculativa cui uno stato nazionale (quantomeno uno stato privo di sovranità monetaria) non può in alcun modo resistere.
Ma i professionisti del galleggiamento politico si riconoscono qua: riuscire a mentirti in faccia col sorriso.

Di passaggio, nella stessa trasmissione il ministro tratta come fake news (sempre con tono sfottente) il fatto che l’operazione di intervento ‘salva-stati’ operato nei confronti della Grecia sia stata rivolta precisamente al salvataggio delle banche francesi e tedesche, esposte in titoli di stato greci.
Peccato che ci sia anche un report di quei bolscevichi del FMI, del 2013 (Greece: Ex Post Evaluation of Exceptional Access under the 2010 Stand-By Arrangement) che esplicita precisamente questo fatto, ovvero che si sia preferito operare con il ‘salvataggio’ piuttosto che con lo haircut (che avrebbe consentito una ripresa più rapida al paese), perché bisognava prima ripianare l’esposizione bancaria francese e tedesca.

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