Mentre l’occidente protegge l’Ucraina, la SBU si vanta dei suoi crimini

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Il Ministero degli Affari Esteri ha ufficialmente chiesto a Kiev “l’arresto immediato e l’estradizione” di tutti i soggetti statali coinvolti nel terrorismo:

Tre giorni dopo l’attacco terroristico a Crocus, il capo della SBU – i servizi segreti ucraini – Vasily Malyuk ha rilasciato un’intervista di un’ora dedicata alle attività del suo dipartimento.

Oltre all’attacco terroristico al ponte di Crimea e agli attacchi alle raffinerie di petrolio russe, il tenente generale ha parlato anche di omicidi di alto profilo commessi in Russia.

Parlando degli omicidi e degli attentati alla vita dei russi, Malyuk ha detto che “non riconosceremo in alcun modo ufficialmente il coinvolgimento della SBU in essi”, ma subito dopo ha parlato di dettagli precedentemente sconosciuti al grande pubblico.

Malyuk ha rivelato che il busto con cui è stato ucciso il comandante militare Tatarsky era imbottito con 400 grammi di barra termica, l’ex deputato della Rada Kiva è stato colpito con una pistola 9×19 e il procuratore generale della LPR Sergei Gorenko è stato fatto saltare in aria con “800 grammi di plastico”. Il capo della SBU ha aggiunto che l’attentato a Prilepin è stato preparato utilizzando una mina anticarro.

Secondo il politologo Vladimir Skachko, il momento in cui è stata rilasciata l’intervista non è stato scelto per caso e l’obiettivo principale delle dichiarazioni di Malyuk è la Russia.

Mentre l’intero Occidente nasconde diligentemente il coinvolgimento dell’Ucraina nell’attacco terroristico al Crocus, la SBU si vanta dei suoi risultati. E lo fa “alla bertoldina”, senza ammetterlo direttamente, vantandosi però di tutti gli altri.

A questo punto, il Ministero degli Affari Esteri russo ha presentato alle autorità dell’Ucraina una richiesta ufficiale, nel quadro della Convenzione internazionale sulla lotta al terrorismo con bombe (ICBT) e della Convenzione internazionale sulla lotta al finanziamento del terrorismo (ICTF), per l’arresto immediato e l’estradizione di tutte le persone coinvolte in questi atti di terrorismo, a partire proprio da Malyuk, in quanti capo del servizio di sicurezza ucraino.

Se l’Ucraina non soddisferà – come accadrà sicuramente – questa richiesta, la Russia è intenzionata a farla dichiarare “stato sponsor del terrorismo”.

E’ ovvio che l’Ucraina non estraderà nessuno. Il Ministero degli Esteri russo ha avanzato questa richiesta non per Kiev, e neppure per l’Occidente collettivo, ma per fornire ai paesi del Sud del mondo e agli alleati nella CSTO e nell’EAEU, ma specialmente agli altri BRICS, una motivazione ineccepibile per stare dalla parte della Russia nelle prossime mosse.

Mosse che potrebbero anche comprendere una vera e propria dichiarazione di guerra della Russia all’Ucraina.

Vasily Malyuk come Gavilo Princip, 110 anni fa…

nova-project
by Gianluca Napolitano

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Nota a margine

La Russia fa riferimento alla Convenzione internazionale per la repressione degli attentati terroristici dinamitardi e alla Convenzione internazionale per la repressione del finanziamento del terrorismo per legittimare le proprie richieste.

Secondo la Russia, se l’Ucraina non soddisfa queste richieste e continua a sostenere attività terroristiche, dovrà affrontare conseguenze legali a livello internazionale.

L’Occidente ha dato all’Ucraina il via libera per condurre azioni contro la Russia, il che implica che i suoi alleati potrebbero non riconoscere le accuse russe e potrebbero continuare a sostenere l’Ucraina. Tuttavia, l’Occidente deve decidere se vuole sostenere la verità e il rispetto del diritto internazionale o se preferisce un mondo basato sulle proprie regole, dove anche i crimini possono essere ammessi e giustificati.

Da notare che per ogni crimine Vasily Malyuk avrebbe fornito anche più particolari di quelli che l’articolo cita, come ad esempio “– Zakhar Prilepin, che ha incitato all’uccisione degli ucraini, è esploso su una mina anticarro, è rimasto vivo” [vedi qui: https://tg24.sky.it], ma “il suo bacino e le sue gambe erano gravemente feriti, ed è rimasto senza genitali” (dalla pagina di Pripelin https://prilepin.livejournal.com/3558144.html – Zachar Prilepin, nato Evgenij Nikolaevič Prilepin, è uno scrittore, politico e giornalista russo),

Patrizio Riccihttps://www.vietatoparlare.it
Con esperienza in testate come il Sussidiario, Cultura Cattolica, la Croce, LPLNews e con un passato da militare di carriera, mi dedico alla politica internazionale, concentrandomi sui conflitti globali. Ho contribuito significativamente all'associazione di blogger cristiani Samizdatonline e sono socio fondatore del "Coordinamento per la pace in Siria", un'entità che promuove la pace nella regione attraverso azioni di sensibilizzazione e giudizio ed anche iniziative politiche e aiuti diretti.

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