Medio Oriente. Si va verso la guerra totale? Sarebbe terribile ma tutti guardano l’impeachment di Trump

Gli eventi che accadono in medioriente – che cerco continuamente di riportare nel mio blog – sembrano complessivamente non contemplare una exit strategy . Ciò si vede anche dal fallimento del comitato costituzionale siriano a Ginevra. Tutti gli attori – eccetto l’Iran, la Russia e la Siria – non stanno facendo altro che continuare ad alimentare la via di una guerra distruttiva totale. Il bombardiere B52 USA che partito da Sigonella, si dirigeva direttamente sulla la base russa in Siria e respinto dal sistema di sicurezza missilistico S400 (con l’intimazione dell’abbattimento da parte russa), avvenuto solo qualche giorno fa, non preannuncia niente di buono e prova in maniera eloquente si scherza continuamente con il fuoco. Alla fine, il quadro è che le singole azioni violente non abbiano una visione complessiva e che la via intrapresa non porterà beneficio a nessuno. Spero che l’articolo che segue di Herald Tribune, non sia profetico…

patrizio ricci @vietatoparlare

Siamo sulla via della guerra? – Il Medio Oriente si riscalda mentre gli spettatori guardano l’impeachment

27 novembre 2019, di PHILIP GIRALDI . Ahtribune

Gli americani e anche gran parte del resto del mondo hanno seguito le procedure di impeachment a Washington e non forse non hanno prestato molta attenzione agli sviluppi in Medio Oriente che potrebbero gettare le basi per una nuova guerra.

Non dovrebbe sorprendere nessuno apprendere che Washington non ha una vera politica per realizzare ciò che sta intende fare ed uscire dal medioriente, quindi si sta lasciando guidare dai cosiddetti alleati nella regione. Infatti, come abbiamo visto c’è stata un’inversione quasi completa della decisione del presidente Donald Trump, presa a inizio ottobre,  di uscire  dalla regione tirando fuori le truppe statunitensi dalla Siria settentrionale.

Ma dopo aver occupato i giacimenti petroliferi siriani – nell’immediata scia di quella decisione e aver dichiarato che i soldati americani avrebbero sparato per uccidere i soldati russi e siriani (se quest’ultimi  avessero cercato  di riconquistare quel pezzo di territorio sovrano siriano) – ora si scopre che le truppe statunitensi stanno nuovamente operando  mano nella mano con le milizie curde per attaccare quelli che sono stati dichiarati resti dell’ISIS.

I difensori di Donald Trump continuano a insistere sul fatto che lui non vuole una guerra e si preoccupa seriamente di sganciarsi dai conflitti “insensati”, ma sarebbe difficile giungere a quel giudizio sulla base di ciò che effettivamente fanno il presidente e il suo staff , comportandosi in maniera ‘patologica’. In effetti, si potrebbe ragionevolmente sostenere che l’amministrazione sta pianificando una guerra su più fronti.

La Russia è stata a lungo oggetto di una ignorante politica estera neocon che anche l’amministrazione Trump ha adottato, incluso il rifiuto di rinnovare numerosi ammirevoli trattati che hanno limitato la diffusione di alcuni [micidiali] tipi di armi. Inoltre, gli aiuti militari letali alla piccola e galante Ucraina – sebbene relegata tra le ultime notizie – costituiscono un passo falso pericoloso da parte di Washington poiché la Russia considera il suo confine con quel paese un interesse vitale mentre difendere Kiev non è di alcun interesse di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti.

E c’è di più in cantiere. Sono in corso discussioni con il nuovo alleato della NATO,la  Bulgaria, per creare un centro di coordinamento del Mar Nero a Varna. Gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione una tabella di marcia decennale per la cooperazione nel settore della difesa con la Bulgaria e sono ansiosi di fornire a Sofia un accesso più ampio alle sue tecnologie militari di fascia alta. Le tecnologie avanzate includeranno capacità di sorveglianza specifiche per la Russia.

C’è anche un secondo livello fondamentale di stupidità nel basare in Bulgaria uno sforzo con i turchi – anch’essi spesso in contrasto con Washington – che controllano la porta del Mar Nero attraverso il Bosforo e i Dardanelli. Se le relazioni andassero davvero male e se le richieste di espellere la Turchia dalla NATO cadessero nel vuoto, Ankara potrebbe rendere la vita molto difficile alle navi da guerra NATO che transitano nel Mar Nero.

Come sempre, tuttavia, la regione straniera più travagliata e più disturbata da Washington continua ad essere il Medio Oriente e più precisamente il Golfo Persico dove ci sono stati una serie di sviluppi relativamente minori che, una volta riuniti, costituiscono una grave minaccia. Perciò una nuova guerra potrebbe scoppiare deliberatamente o per caso.

Potremmo rappresentare quello che sta succedendo nella regione del Golfo Persico con qualcosa del genere: Israele, i sauditi e la maggior parte degli Stati del Golfo sono entusiasti di attaccare l’Iran, che, da parte sua, si è schierato come amico e alleato dell’Iraq , della Siria e del Libano. Coloro che cercano la guerra con l’Iran, vorrebbero vedere gli Stati Uniti schierarsi attivamente in quanto solo gli USA possono usare i propri bombardieri strategici per abbattere obiettivi militari nel sottosuolo pesantemente protetti. L’amministrazione Trump ha finora evitato la guerra contro gli iraniani, sebbene abbia fatto tutto il possibile per punirli, compreso il ritiro miope dal Piano d’azione congiunto globale (JCPOA) che limitava il programma di sviluppo nucleare di Teheran. La Casa Bianca ha anche avviato una forte dose di sanzioni che sono esplicitamente destinate a causare sofferenza tra la gente comune e stanno chiaramente creando notevoli disagi nel Paese. L’intenzione degli Stati Uniti è di far morire di fame il popolo iraniano in ribellione contro il proprio governo , ma secondo quanto riferito i disordini sono anche alimentati da provocatori di agenti pagati dai sauditi , nonché da un’ondata di propaganda da parte dei media e social network che è anche supportata e organizzata da Riyadh.

Un recente incidente che ha avuto poca copertura da parte dei media è un attacco israeliano alla Siria che ha avuto luogo il 19 novembre °. Secondo quanto riferito, ha distrutto due quartier generali della Guardia rivoluzionaria iraniana, uno dei quali era all’aeroporto internazionale di Damasco, probabilmente uccidendo ventitré militari, sedici dei quali sono probabilmente iraniani. Da parte israeliana la motivazione data per l’attacco è prima di fondamento: l’attacco sarebbe stato effettuato perché quattro missili erano stati lanciati da un sito controllato dall’Iran all’interno della Siria, ma tutti i missili sono stati intercettati da Iron Dome e non hanno causato danni. La travolgente e sproporzionata risposta di Israele suggerisce che Tel Aviv aveva intenzione di provocare a sua volta una risposta commisurata da parte degli iraniani per produrre una successiva escalation ancora più grande, ma in questo caso Teheran ha deciso di non contrattaccare, forse perché ha capito il fine ultimo che gli israeliani preparavano.

Ci sono stati anche numerosi incontri chiave nella regione che suggeriscono che sta per arrivare qualcosa di grosso. Con una strana mossa, gli Stati Uniti e la Francia hanno concordato di prendere provvedimenti per aumentare la sicurezza nella regione del Golfo potenziando i sistemi difensivi negli Stati del Golfo e in Arabia Saudita. La mossa è apparentemente una risposta al devastante attacco di droni alla raffineria di petrolio saudita avvenuta a settembre. Di quell’attacco sono stati incolpati gli iraniani, anche se gli Stati Uniti non hanno fornito alcuna prova. In passato, l’aumento della sicurezza è stato spesso un preludio agli attacchi delle potenze occidentali nella regione del Golfo.

A tutto questo aggiungiamo molte visite di esponenti dell’amministrazione statunitense, incluso il direttore della CIA Gina Haspel che il 7 novembre ha  incontrato  il re saudita Salman   per discutere “temi di interesse”. Mentre  il segretario di Stato Mike Pompeo ha visitato  gli Emirati Arabi Uniti per parlare di Iran e altre questioni regionali, e il Vice Presidente Mike Pence ha organizzato una visita a sorpresa ai curdi in Siria. Pence ha assicurato ai curdi che non erano stati dimenticati e che sarebbero stati protetti dagli Stati Uniti

Il generale Kenneth A. McKenzie, che dirige il comando centrale americano, che ha la responsabilità del Medio Oriente, ha anche avvertito la scorsa settimana che  Trump ha inviato nella regione dall’inizio di quest’anno  14.000 addetti militari aggiuntivi, perchè le forze disponibili non sarebbero sufficienti per scoraggiare un attacco iraniano contro l’Arabia Saudita o uno degli Stati del Golfo. McKenzie stava parlando a una conferenza in Bahrain, sede della quinta flotta americana. Il rilievo comico alla conferenza è stato fornito dal segretario alla difesa americano John C. Rood, quando  ha affermato che  “l’Iran ha chiarito la sua intenzione di perseguire un modello di comportamento aggressivo che è destabilizzante”, dimenticando convenientemente che è Washington che ha completamente destabilizzato l’ intera regione da quando ha invaso l’Iraq nel 2003.

L’Iran da parte sua è stato colpito dalle recenti violente proteste e si è dichiarato pronto a trattare sia con i sauditi che con rappresentanti della CIA e del Mossad israeliano, che hanno incentivato il vento delle proteste. La rivolta è stata grave con numerose morti segnalate e l’Iran è pienamente in grado di utilizzare il proprio arsenale missilistico per colpire obiettivi sia in Arabia Saudita che in Israele.

Quindi, la la considerazione più diffusa  secondo la quale una guerra seria sarebbe troppo pericolosa da immaginare negli spazi ristretti del Medio Oriente potrebbe essere ingenua in quando i rappresentanti di un certo numero di nazioni hanno studiato in modo meticoloso il modo di combattere l’un l’altro e come vincere. Un passo falso, o anche una provocazione di false flag, è tutto ciò che serve per inghiottire la regione in fiamme. Sarebbe un conflitto in cui molti morirebbero e nessuno potrebbe davvero uscire vincitore, e la vera tragedia è che è evitabile in quanto nessuno ha un vero interesse vitale in gioco che potrebbe effettivamente essere risolto dalla guerra con i propri vicini.

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