Lucca: tanta risonanza mediatica e scandalo sollevati per i vestiti da nazisti ma è successo di molto peggio…

Indignazione sui media per alcuni vestiti da nazisti in festival di Cartoon, ma nulla per il cantante che mima lo stupro di una suora che si lancia in atteggiamenti che a dir poco blasfemi che offendono la dignità umana, i cristiani ed i dotati di buon senso e il rispetto di sè stessi e degli altri.

La dignità a cottimo: quando lo stupro è uno strumento democratico e rieducativo – di Leo Sevis

Nello scorso finesettimana (1, 2 e 3 Novembre), la città di Lucca è improvvisamente balzata agli onori della cronaca nostrana. Forse qualcuno dirà che in quegli stessi giorni si è tenuto il Lucca Comics & Games, forse la fiera del videogioco e del fumetto più importante d’Europa, e che quindi il fatto che si sia parlato di Lucca sia più che normale; e quel qualcuno avrà sicuramente ragione. Ma la vera causa del successo da stampa di Lucca non è questo, anche se vi è legato.

Nel tardo pomeriggio di sabato 2 Novembre, infatti, ha iniziato a circolare in rete (partendo, pare, dalla pagina facebook di “Welcome to Favelas”, per poi venire rimbalzato come un ossessivo tam-tam da migliaia di utenti) un breve video, girato con uno smartphone, in cui si mostrava un gruppetto di ragazzi (molto probabilmente tutti minorenni) posare sulle mura di Lucca mascherati da membri delle SS e della Kriegsmarine del Reich Nazionalsocialista, il tutto nel contesto generale di diffuso cosplay ingenerato dalla manifestazione di Lucca Comics & Games, in cui i cosplayer sono forse l’anima dell’evento.

Inutile dire che, contro questi forse un po’ troppo avventati giovanotti, nel video si scagliava con tutte le sue forze un signore di mezza età, tentando di inculcar loro in zucca una bella dose di sale democratico, senza badare troppo all’educazione e al fatto che, probabilmente, si trovava di fronte dei ragazzi minorenni che inscenavano un cosplay o una rievocazione storica. Il tutto veniva poi condito dal richiamo alla dignità della persone e della vita di ogni singolo essere umano, accusandoli di prendere come un gioco un fenomeno storico che si è macchiato di aver spento moltissime vite. Infine, la luculenta orazione veniva chiusa con una recisa accusa al Comune, che, stando alle parole dell’uomo, avrebbe patrocinato l’apologia di Fascismo e le bandiere naziste (ossia la bandiera della Kriegsmarine, che pareva dar molto fastidio al signore toscano), nell’atto di permettere a dei ragazzi mascherati da SS di passeggiare sul suolo pubblico.

Ora, l’accaduto non è di certo originale: fenomeni del genere si sono verificati ben più di una volta, portati alla ribalta del web e della stampa nazionale dagli strumenti social e dalla velocità del web, e la dinamica è più o meno sempre la stessa. Infiammano il web e l’opinione pubblica per qualche giorno, per poi svanire lentamente dalle menti di chiunque.

Ma oggi vogliamo fare un esperimento. Non vogliamo metterci a tentare di ribattere le affermazioni dell’uomo, le quali tra l’altro, stando alla legge, avrebbero forse poco da poter esser ribattute,forse poco da poter esser ribattute, a parte la confusione (che quasi tutti i web-custodi della rete sembrano avere) tra apologia di Fascismo (che qui non c’entra nulla) e legge Mancino, che invece andrebbe chiamata in causa, in quanto va a sanzionare l’esposizione di simboli d’odio, tra i quali la stessa legge fa risultare la svastica nazionalsocialista.

Ma, come già detto, non è questo il nostro intento. Vogliamo evitare futili e faziose baruffe, ma, per una volta, uniformarci (per vero o per finta, ma comunque per il bene dell’esperimento) al giudizio del signore in questione e sostenere anche noi che no, le svastiche naziste in una manifestazione di videogiochi e fumetti non vanno bene, sorvolando sul fatto che poi, nei padiglioni della stessa, vengano venduti manga e anime, in cui proprio i nazisti sono i protagonisti, come Hellsing o il lavoro di Tezuka I tre Adolf, tra l’altro premiato con un Animeclick Award nel contesto dello stesso Lucca Comics. Sorvoliamo su tutto questo e proviamo a dare ragione all’uomo: i ragazzi stanno violando la legge (Mancino, non quella sull’apologia di Fascismo) e, soprattutto, stanno calpestando la dignità della persona umana, nell’atto stesso di compiere una goliardata su un fenomeno storico che si è reso responsabile della morte di molti (ci toccherà ovviamente sorvolare anche su tutta quella variegata congerie di cosplayer vestiti da Stalin, da gangster, da assassini, ma tant’è). Ha “ragione” il signore, se non per il fatto che, a nostro avviso, nessuna responsabilità ha Lucca Crea, la società che gestisce la manifestazione; forse qualcuna possono averne le forze dell’ordine. Forse. Ma per ora va bene così.

Fast forward. Andiamo avanti. O meglio: andiamo indietro, in realtà. Siamo sempre a Lucca, data giovedì 31 Ottobre. E’ la sera di Halloween e Lucca Comics & Games, con il patrocinio del Comune, manda in scena il concerto di una band horror-metal italiana: i Death SS (SS che sta per Steve Sylvester, nome d’arte dello storico e umile frontman della band e sul quale non vogliamo interrogarci, riguardo a eventuali riferimenti storici di scomoda natura). La band ha un background “gothic” e dai contenuti blasfemi, di natura apertamente anticristiana e con influenze (se non altro estetiche) sataniche. Ma sorvoliamo: l’art pour l’art… Il concerto è aperto a tutti i possessori di un biglietto giornaliero per il Lucca Comics & Games e non è soggetto a restrizioni d’età.

Fatta questa breve presentazione, spostiamoci al giorno successivo, in cui alcune testate giornalistiche locali fanno notare che, nel corso del concerto, una donna vestita da suora, facente parte dei figuranti, ha mimato l’atto di masturbarsi con una croce. Facciamo finta che non ci interessi questo dettaglio, perché, in realtà, ce ne interessa un altro. Premettiamo inoltre che tutto quello che stiamo per descrivere può essere visionato direttamente su youtube, al video del concerto in questione (“Death SS – Full live concert at Lucca Comics and Games 2019”, https://www.youtube.com/watch?v=jm5KOFIe31k).

Passiamo ai fatti. Qualche minuto prima dell’atto masturbatorio, la donna vestita da suora entra sul palco. Questa non è solo vestita da suora, ma, nelle intenzioni del gruppo, rappresenta una vera e propria suora: essa fa l’ingresso sulla scena completamente vestita dell’abito sacro e tiene in mano una croce, che punta con fare esorcistico contro il nostro Steve Sylvester (forse un più modesto Stefano Silvestri?) e i membri della sua band, rei di essersi macchiati di comportamenti blasfemi e anticristiani. La figurante, insomma, incarna il tentativo scenico di redimere il gruppo, che, sia chiaro, ricopre la parte dei buoni: è la suora ad esser cattiva, perché cristiana e perché, forse, nella mente del buon Steve sta esercitando una limitazione alle libertà individuali del Silvestri stesso.

Il quale, dunque, che cosa fa? Si difende a suon di musica, strillando le sue argomentazioni in faccia alla suorina? Ma neanche per sogno! Si fa prima in altro modo. D’altronde, davanti a lui, c’è un corpo umano femminile, che non aspetta altro che di essere “scoperto” in tutto il suo splendore! E allora ecco fatto: al minuto 1:11:19 del video, il nostro Steve aggredisce la suora. Le salta addosso. Le strappa prima la croce di mano e poi i vestiti di dosso,etteralmente. Dopodiché la sbatte a terra sul palco e le cala addosso come un avvoltoio. E, verosimilmente, la stupra: comunque le fa violenza. Sì, esatto. La violenta. Simula l’atto di una violenza, con tanto di suora che divarica le gambe e le leva in aria. E, dopo il delizioso gesto, la suora rinsavisce. Abiura la religione cristiana e si vota alla blasfemia.
Ed è soltanto in seguito che si dedica alla pregevole masturbazione con la croce
.

E qui termina la nostra graziosa descrizione. Ora, qual è l’esperimento cui accennavamo? E’ semplice ed si tratta in fondo di una domanda. Se i ragazzi mascherati da nazisti hanno meritato di finire sulla stampa nazionale, perché hanno leso la dignità umana e incitato, secondo la legge Mancino, all’odio razziale, perché mai nessuno ha prestato un po’ di sana attenzione a questi Death SS, al di là del loro perlomeno opinabile talento musicale?

Se mascherarsi da nazista in una manifestazione, in cui tutti si mascherano e dove vengono venduti prodotti che presentano svastiche e nazisti, è un’offesa alla dignità della vita umana, simulare uno stupro che cos’è? Perché forse peccheremo di superbia, ma a noi sembra esattamente la stessa e identica cosa: si è preso il corpo di una attrice e lo si è utilizzato per mimare forse l’atto più doloroso e vergognoso che si puiò infliggere alla dignità di una donna. A una donna in quanto tale, per altro! Lo stupro, infatti, nel caso in questione non offende l’essere umano nella sua generalità, ma solo e soltanto nella sua femminilità, reificandone e strumentalizzandone il corpo, per piegarlo a fini personali ed egoistici.Non si colpisce la donna con un generico pugno o con uno schiaffo, che è identico per ogni persona, al di là del genere; ma la si lede in un aspetto che è specifico della sua sessualità e che quindi la colpisce nel suo esser donna, ancor prima che persona. Ed è proprio questo uno dei motivi – e assolutamente sacrosanto – per cui il mondo occidentale e femminista si scaglia contro la pratica e il delitto dello stupro, arrivando anche a delirare e a parlare, nei casi più estremi, di una pervasiva cultura patriarcale dello stupro, che sottometterebbe la donna a una pratica violentatoria continua, sia fisica che mentale, per impedirle di sviluppare la sua personalità di donna.

E allora perché nessuno ha dedicato nemmeno un trafiletto al nostro buon Steve Sylvester? Perché nessuno si è sentito offeso? Anzi, il sottoscritto ha avuto il piacere di leggere commenti di persone (donne) che definivano la trovata “una ficata! Troppo bello!. Nessuno ha alzato un dito. Il silenzio è stato assordante. Col patrocinio del Comune…
Ebbene, noi la risposta crediamo di averla. Ed è una risposta che accusa di strumentalismo e di utilitarismo tutto lo sconfinato mondo della cultura liberal-progressista, che si batte il petto, quando a pagarne le conseguenze è la società patriarcale e/o tradizionale; ma che tace, quando ad essere stuprata è la rappresentazione di una suora, ossia di un esponente di quella società tradizionale. L’intento, a nostro avviso, è chiaro. Ai signori progressiti e alle amiche femministe in realtà non importa un fico secco dello stupro come atto lesivo e strumentalizzante della dignità della donna. A loro interessi solo il fine, che giustifica i mezzi: anche la simulazione di uno stupro nel corso di una manifestazione pubblica, se a farne le spese è una figura, che appartiene all’odiata “società patriarcale” e quindi, di riflesso, il modello sociale e culturale contestato.

Come dicevamo all’inizio, infatti, la suora, nel concerto dei Death SS, è il cattivo: è la rappresentante di una cultura spirituale (quella cristiana) che, per la band e per l’establishment politicamente corretto, è retrograda e oscurantista, autoritaria e patriarcale e che, tra l’altro, tenta di impedire la libertà dei membri della band di elogiare Satana o comunque di dedicarsi a comportamenti del tutto blasfemi e irrispettosi di una tradizione spirituale europea, che vanta ben 2000 di storia. Loro sono la democrazia, il futuro, l’apertura mentale; la suora è la tirannia, il passato, l’arretratezza culturale. I Death SS sono gli amici ed eroi dell’agenda socio-politica contemporanea, mentre la nostra povera suora è la sconfitta dalla storia e la nemica della società aperta. E allora, che si fa? Semplice. La si colpisce nell’intimo, non solo nella sua dignità di persona ed essere umano, ma proprio nel suo esser donna, nella sua specificità, dove fa più male, usando gli stessi strumenti di quel supposto mondo patriarcale, contro cui si scagliano ogni giorno attivisti del mondo progressista e femminista. La soluzione è violentarla. Su un palco. Distruggerla nella sua dignità di donna ed essere umano. Davanti a tutti. Mentre tutti urlano a squarciagola e si dimenano di gioia. Rieducarla attraverso la violenza.

E allora sì – ci sembra dicano le nostre amiche e i nostri amici liberal-femministi – la donna ha una dignità umana. Ha una dignità di genere. Ma occhio, che c’è un contratto: va bene la persona, va bene la donna e la sua dignità, ma solo se brava, democratica, atea e progressista, altrimenti… Beh, si sa: la dignità è a cottimo.

Leo Sevis

P.S. Ci pare superfluo segnalarlo, ma è chiaro che Lucca Comics & Games ha immediatamente preso le distanze da quel gruppo di privati cittadini mascherati da SS, i quali, nel bene come nel male, oggettivamente si stavano facendo i fatti loro. Eppure, non ha ritenuto necessario prendere le distanze dagli atti di violenza inscenati da un cantante invitato, con il patrocinio del Comune, dai gestori dell’evento. Noi non aggiungiamo nulla e lasciamo al lettore la possibilità di trarre da sè le sue personali conclusioni.

fonte:http://www.azionetradizionale.com/

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