L’operazione curda – statunitense anti-ISIS “Jazira Storm” è quasi completa

L’operazione curda – statunitense “Jazira Storm” è quasi completata, anche se continuano alcune schermaglie e bombardamenti perchè rimangono asserragliati poche decine di irriducibili che non vogliono arrendersi con alcuni civili usati come scudi umani. In proposito, le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per il destino di circa 200 famiglie rimaste intrappolate a Baghuz. Comunque i rappresentanti dell’alleanza arabo-curda “Forze Democratiche Siriane” (SDF sostenuta dagli Stati Uniti) hanno raggiunto un accordo con i resti dei militanti dell’Isis nell’area di Baghuz. In base a tale accordo, i comandanti sul campo e circa 200-300 militanti sono stati evacuati dalla zona.  E’ evidente che si cerca la soluzione meno cruenta possibile e che le trattative probabilmente continueranno fino all’ultimo.

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Come abbiamo già visto da filmati precedenti, le famiglie sono state separate dai terroristi e sono state condotte in appositi campi. Invece, i civili non affiliati all’ISIS sono già stati portati nei campi profughi situati nella provincia di Hasaka.

prigionieri dell’ISIS

donne e bambini sono stati condotti in altri campi –  gli ultimi civili di Getty Images sono stati evacuati dall’enclave dello Stato islamico in Siria Foto: K. McGrath

Secondo il Magg Gen britannico Christopher Ghika alcuni militanti dell’ISIS hanno fatto fuoco sulle loro famiglie mentre fuggivano.
Secondo Ghika, quelli “che arrivano a essere sottoposti a screening sono le mogli dei combattenti di Iside [Daesh], alcuni dei quali hanno subito ferite d’arma da fuoco mentre fuggivano dall’ISIS” (al Masdar News).

Intanto per decisione dello stato britannico, Shamima Begum una delle donne dell’ISIS  – che si è unita al gruppo dello Stato Islamico in Siria a 15 anni – sta per perdere la sua cittadinanza britannica. Allo stesso modo ad un’altra donna dell’ISIS. americana, sarà impedito espressamente per ordine del presidente Trump di tornare negli Stati Uniti.

L’agenzia Reuters riferisce che finora circa 2.000 persone potrebbero aver lasciato l’enclave.

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