L’olanda vota e sceglie l’Europa delle élite e dell’Eutanasia

Pubblicità

Olanda: dove si guarda esprime quello che siamo

L’Olanda dopo 5 anni di ininterrotta campagna elettorale sceglie lo status quo,  ovvero sceglie l’Europa dei privilegi  per pochi e del rigore per tutti e di tenersi l’immigrazione incontrollata. A quanto pare la popolazione ha espresso che è questo ciò ”che conviene”. Naturalmente dipende dallo stato di coscienza che si ha di sé stessi, ma sembra che questo stato di consapevolezza di sé, sarà esteso a tutti i popoli europei come parametro di civiltà e progresso.

L’Olanda in Europa capofila del  ‘diritto di uccidersi’

Come sappiamo “civiltà e progresso” può voler dire molte cose, spesso contrastanti, opposte. L’Olanda infatti Europa rappresenta il paese  capofila dell’ Eutanasia (oggi un olandese su 4 muore per  eutanasia) . Quindi dei contenuti della sua agenda politica che promuoverà nel Parlamento Europeo cosa ci sarà da spettarsi? Le scelte in tema di “civiltà e progresso” saranno sempre in linea – ovvero in discesa – visto che l’Olanda è un paese in caduta libera.

Naturalmente la ” libertà di uccidersi” non sarebbe passata senza il voto del partito Partito del Lavoro” (PvdA) che Frans Timmermans – il vincitore di queste elezioni –  rappresenta: la commissione consultiva istituita per decidere sull’Eutanasia era costituita da una coalizione composta dai liberali del Vvd e dai laburisti del PvdA di Timmermans.

Da allora in Olanda questa è la situazione:

Pubblicità

infografica Tempi

Un piano inclinato evidente – come commentava Tempi – e su questo inevitabilmente  si misureranno tutte le proposte politiche a livello europeo.

Forse il vincitore delle elezioni europee olandesi prossimo presidente della Commissione Europea.

L’Olanda pro-eutnasia ha espresso preferenza per Timmermans, presidente del  “Partito del Lavoro” (PvdA).

Timmermans forse non si occuperà solo di casa sua: è uno dei due candidati alla carica presidente della Commissione Europea , la carica che oggi ricopre Junker.

Frans Timmermans dai giornali olandesi è descritto come “desideroso di succedere a Juncker” (l’altro candidato è il  tedesco Manfred Weber del PPE strenuo sostenitore “dell’Europa dei ponti e non dei muri”).

Pubblicità

Timmermans è quindi in lizza. È lo “Spitzenkandidat dei socialisti democratici europei. In altri termini, il presidente del PvdA olandese è uno dei due candidati che forse guiderà l’Europa e ci richiamerà ai valori europei.  Il magazine olandese “ED” dice in proposito che  la sua candidatura era stata presentata nel mese di ottobre dell’anno scorso.

La sua ambizione – è descritta da ED come “spietata”, che di lui dice:

” Ha fatto domanda come Spitzenkandidat senza consultazione, costringendo il partito a renderlo un leader nelle elezioni europee. E non sopporta le critiche. Per esempio, Timmermans si è rifiutato di rilasciare un’intervista a questo giornale per anni, in seguito a un articolo del 2016 su una dichiarazione sfacciata rilasciata sul movimento turco di Gülen.”

Non male come prospettiva per chi si propone come il prossimo commissario Europeo, mentre tutti si aspettano una rifondazione europea e un maggior ascolto delle istanze dei popoli. Lo tengano bene in mente i miei amici cattolici, almeno quelli che dicono di voler ”ripartire dall’umano” e soprattutto quelli credono che questa europa – con questi uomini,  con queste regole – lo consentirà.

Sono troppo pessimista? Non credo: questa è la sacrosanta verità ed il retroterra culturale di uno dei due candidati a commissario europeo, lo esprime chiaramente. Unità europea vuol dire anche questo ed i rapporti di forza sono chiaramente a favore dei paesi più solidi finanziariamente.

Solo in caso di una avanzata importante dei dei sovranisti, il PPE dovrà per forza farci i conti. altrimenti i Socialisti e i Liberali continueranno a fare squadra esattamente come accade adesso.

patrizio ricci by @vietatoparlare