L’Olanda, la Russia, la Gran Bretagna e gli Usa possono ispirare la futura difesa della città lagunare attraverso modelli virtuosi e funzionanti

L’articolo che segue, pubblicato su AGI, è di grande attualità. Ci si rende conto che le soluzioni per evitare l’acqua alta a Venezia sono tante e tutte più economiche e funzionali. Oltre agli esempi elencati realizzate in varie città nel mondo , aggiungo che c’è anche una struttura simile al Mose a Bad Ems in Germania che per profondità e la larghezza della bocca è paragonabile al Mose di Venezia. La differenza è solo che la barriera, non viene nascosta sottacqua ma si vede sempre. Inoltre – dato non irrilevante – il Mose è costato finora oltre 5 miliardi di euro, mentre l’opera di Basd Ems è costata molto di meno,  esattamente 200 milioni di euro.

@vietatoparlare

14 novembre 2019 di Veronique Viriglio – AGI

Dighe, polder, dune, sbarramenti: sono tanti gli impianti in servizio nel mondo per proteggere città e intere regioni da un eventuale innalzamento del livello delle acque, che in questi giorni infligge danni incalcolabili a Venezia: dall’Olanda, modello in questo settore, alla Gran Bretagna passando per Russia e Stati Uniti.

Olanda

Con un territorio per il 40% sotto il livello del mare, senza i suoi 18 mila chilometri di dighe, dune e sbarramenti l’Olanda sarebbe solo una grande palude e non la quinta economia dell’Eurozona. Da decenni non solo si sta proteggendo da un potenziale innalzamento del livello delle acque del Mare del Nord ma sta anche esportando le sue soluzioni in tutto il mondo, con 7 miliardi di fatturato annuo.

Nei Paesi Bassi, dopo la grande inondazione della Zelanda nel 1953, è stato realizzato il mega progetto del Piano Delta, andato avanti tra il 1954 e il 1997. Si tratta del più grande sistema al mondo di protezione dal mare a tutela della zona densamente popolata della foce del Reno, della Mosa e della Schelda. Il Piano Delta è costituito da 13 opere idrauliche diverse e innovative: 3 chiuse, 6 dighe e 4 barriere anti mareggiata. Sono tutt’ora una grande attrattiva e caratteristica dell’Olanda, oltre a collegare tra loro in maniera innovativa le isole.

Uno degli impianti più noti è la grande diga di sbarramento Oosterscheldekering, la barriera della Schelda orientale, situata nella provincia occidentale dello Zeeland, costruita tra il 1976 e il 1986, che protegge Amsterdam. Il progetto costò l’equivalente di 2,5 miliardi di euro, vale a dire circa due terzi del costo dell’intero Piano Delta.

La diga anti mareggiata, lunga 9 chilometri – la più estesa nel Paese – è formata da 65 piloni e 62 paratie scorrevoli alte dai 6 ai 12 metri, che si alzano verso l’alto e il basso, azionate dalla J.W. Topshuis, che si trova sull’isola di Neeltje Jans. Le paratie vengono chiuse in media una volta all’anno quando si prevede un innalzamento del livello dell’acqua di tre metri rispetto al NAP, ovvero il “Livello Normale di Amsterdam”, utilizzato da secoli in Olanda come punto di riferimento per tutte le misurazioni del livello del suolo.

In 75 minuti le paratie vengono chiuse completamente, proteggendo quindi il paese da eventuali inondazioni dal Mare del Nord. Il progetto iniziale prevedeva la costruzione di una diga chiusa ma poi, grazie alla collaborazione di ambientalisti, pescatori e ostricoltori, e’ stato modificato in una diga semi aperta per evitare la scomparsa della flora e fauna marina.

I marinai possono ancora raggiungere il mare aperto attraverso la barriera passando per la chiusa Roompotsluis, quindi andare a pescare le aragoste della Schelda orientale oltre a pesce prelibato mentre vengono sempre coltivate le ostriche della Zelanda. Inoltre la barriera collega anche le isole di Schouwen-Duiveland e Noord-Beveland nella provincia dello Zeeland. L’intera area, importante attrazione turistica, è stata dichiarata parco nazionale con il nome di “Parco nazionale della Schelda orientale”.

A proteggere dalle inondazioni costiere Rotterdam e il suo porto è la barriera della Meslant (Maeslantkering) nella provincia Zuid-Holland, localizzata all’imboccatura del Nieuwe Waterweg nel Mare del Nord, realizzata tra il 1991 e il 1997, opera conclusiva del Piano Delta. E’ costituita da due paratoie rotanti in acciaio alte 22 metri e lunghe ciascuna 210 metri, azionate da un sistema automatico che si attiva all’innalzamento del livello delle acque. Vengono chiuse annualmente per verificarne il funzionamento e l’intero processo necessita di circa quattro ore, due per la chiusura e due per l’apertura.

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