L'italia fondata sul lavoro..: è la Costituzione e quindi non ci si chiede se è giusto.

« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »

(Articolo 1 della Costituzione Italiana)

Nei paesi comunisti la società è fondata sui lavoratori(almeno a parole): nella nostra  la  Repubblica è fondata sul lavoro (qui si potrebbe fare la battutaccia del Guardian , che si chiede quale ..).
Lo sancisce la nostra costituzione ed  è  di  chiara  provenienza socialista : la Repubblica italiana ha come fondamento ” il lavoro” e si sente evidentemente l’influenza del PCI nella stesura della nostra costituzione, Togliatti avrebbe fatto di peggio ma poi si scelse un compromesso, decisivo l’intervento del cattocomunista Fanfani, spinto dalle idee del momento e dal fatto che il lavoro non ce l’ aveva  nessuno, e quindi allora “lavoro” era parola magica.. . in fondo anche un Presidente americano aveva promesso “un pollo per ogni tavola” e detto che chi non aveva una certa cifra in dollari prima dei quarant’anni era un uomo mediocre. Ma nella Costituzione americana certamente c’è altro , c’è la centralità dell’uomo e non il lavoro, la costituzione americana dice che un uomo deve essere felice, dice “We people”, altri ideali, altro soggetto.   Noi,  ci teniamo questa anomalia, unica al mondo.
Ma cosa vuol dire che l’Italia è fondata sul lavoro? Forse che gli uomini si distinguono dagli animali per il lavoro e questo gli dà dignità? Forse che la piramide statale ha come base le nostre fatiche? Forse che la prosperità è alla base di tutto e prima di tutto?
Beh, in ogni caso, questo è tutto il contrario di uno stato liberale in cui la dignità della persona e il diritto di proprietà è cio’ che lo distingue.
Così ci teniamo, senza che nessuno dica nulla, l’italia fondata sul lavoro… come molti stati totalitari del passato, ad esempio  come lo stato nazista, ” Arbeiterpartei” si chiamava infatti il partito nazista , partito fondato sul lavoro , appunto. E quello sovietico che è sostanzialmente lo stesso regime ideologico e autoritario.

Il lavoro è una delle condizioni date all’uomo per realizzare l’umano ma non può essere il fine dell’esistenza umana.

Infatti,  non dovrebbe essere il valore più grande quello di esserci? Non dovrebbe essere il valore più grande il fatto di essere una persona? Non dovrebbe essere più importante questo e non la condizione sociale? La dignità non viene dal lavoro, viene  prima. Lo dice la ragione e lo dice la nostra tradizione cristiana.
Ma se lo dice la nostra Costituzione pensiamo che non abbia  peso? Ci si sbaglia di grosso, la Costituzione è la legge fondamentale della vita sociale del paese, e le altre leggi non possono entrare in contraddizione con essa. E chi vuole può prenderla come stendardo per difendere dagli attentatori di essa chi solo ipotizzasse un’altra scala di valori.
occorerebbe fare una riflessione del perchè non se ne parla,  veramente non è che non si parli solo di questo, è meglio tenere gli stadi pieni, e occuparsi dei mille problemi e non preoccuparsi della costituzione che viene brandita solo in funzione “contro” chi la attacca, ma mai in modo propositivo se non la difesa del passato, i valori della resistenza e dello stato socialista.