l'Iran entra all'ONU nella Commissione per i diritti delle donne.

dall’Occidentale di oggi, la notizia che l’Iran si fà garante di difendere le donne all’ONU entra infatti nella Commissione per i diritti delle donne.

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mbe’ che c’è?! Si saranno detti all’ONU: “Siamo noi che non capiamo le donne, tutto puo’ essere , no? “…. mi viene da piangere!!! Sopratutto del concetto di tolleranza di certe mostruosità che genera la nostra “democrazia”!

E’ di qualche giorno fa l’ennesima beffa dell’Onu. L’Iran è stato eletto per acclamazione, e non con regolare votazione, nella Commissione on Status of Women, deputata alla difesa e alla tutela delle donne di tutto il mondo. Un seggio quadriennale, a partire dal 2011, giustificato come “vacante in organismi sussidiari”, per un Paese che punisce l’adulterio con la lapidazione dopo il seppellimento dalla vita in giù e che per le donne immodeste riserva la frusta. E’ difficile immaginare l’Iran che, insieme agli altri 44 membri della Commissione, discute di parità di genere, di avanzamento delle donne e sopra tutto di diritti umani. Chissà cosa dirà la Commissione a proposito della prigione di Gohar Dasht, nella città di Karaj, nel nord del Paese, dove dal 2005 decine di giovani donne sono state violentate e uccise. Ragazze dai 22 ai 30 anni, arrestate dalla polizia iraniana perché colpevoli di abbigliamento immorale o di uso di sostanze stupefacenti, e di cui da più di quattro anni si sono perse le tracce. Come saranno giustificate le vessazioni che le donne iraniane continuano a subire? A Teheran le giovani non possono sporgere denuncia per violenza se non con la testimonianza di quattro uomini, mentre un marito che uccide la moglie in flagranza di adulterio non viene condannato. E le ragazzine sono costrette a sposarsi con uomini che non conoscono e molto più grandi di loro, come se fossero oggetti nelle mani del padre e del futuro marito violentatore.

tutto l’articolo di Gaia Gandolfi  sull’Occidentale

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