L’Iran bombarda base USA di Ayn al Asad, in Iraq

Attaccata base USA in Iraq. Al-Mayadin, citando il suo corrispondente, riferisce che anche attacchi missilistici furono lanciati in una base militare americana vicino all’aeroporto di Erbil, la bese di Ayn al Asad.
La rivendicazione arriva direttamente dall’iran dalla pubblicazione statale Press TV. E’ da notare che il lancio di missili sembra 30, è avvenuto esattamente alle ore 1.20, l’ora in cui è stato assassinato Suleimani:

La Rivoluzione islamica iraniana Guards Corps (IRGC) ha preso di mira la base aerea americana di Ain al-Assad nella provincia di Anbar nell’Iraq occidentale dopo aver giurato di ritorsioni per l’assassinio americano del comandante antiterrorismo iraniano, il tenente generale Qassem Soleimani.

“Decine di missili terra-superficie” sono stati lanciati contro la base aerea strategica e l’attacco è stato successivamente confermato dai funzionari statunitensi.

L’IRGC ha chiesto un completo ritiro delle truppe statunitensi dal paese arabo, affermando che non si sarebbe differenziato tra gli Stati Uniti e Israele nella rappresaglia contro l’assassinio dell’eroe nazionale iraniano.

L’IRGC ha aggiunto che avrebbe rilasciato ulteriori dettagli sull’attacco.

L’attacco non sorprende poiché l’Iran ha promesso di prendere una “dura vendetta” sulla scia dell’attacco terroristico statunitense.

Secondo quanto riferito, le sirene sono state ascoltate e gli elicotteri americani hanno sorvolato la base aerea e l’allarme totale è stato attivato.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato informato in merito agli attacchi di rappresaglia.

“Siamo a conoscenza delle notizie di attacchi alle strutture statunitensi in Iraq. Il presidente è stato informato e sta monitorando attentamente la situazione e consultandosi con il suo team di sicurezza nazionale”, ha detto la portavoce della Casa Bianca Stephanie Grisham in una nota.

Prima che l’attacco iraniano avvenisse il ministro della difesa israeliano Naftali Bennett, nominato di recente, circa un mese fa aveva evidenziato come vi fosse una reale opportunità per un “attacco aggressivo” contro obiettivi e unità iraniani in Siria. Ron Ben-Ishai , l’osservatore militare del portale israeliano Ynet, aveva presentato i suoi calcoli analitici in tal proposito .

Per eliminare la minaccia crescente del rafforzamento della presenza iraniana in Siria, Bennett veva affermato che Israele avrebbe cambiato la sua politica . Ovvero che “alla prossima riunione del gabinetto politico-militare (una riunione ristretta del governo), avrebbe presentato un piano operativo per “attacchi intensivi contro le unità iraniane in Siria”.

Conseguentemente sulla stessa linea si sono mossi gli USA. Gli attacchi agli interessi iraniani non sarebbero cessati.

Sono ore tristi. La risposta iraniana non poteva non avvenire. Dubito che la risposta statunitense si faccia attendere. Ma forse era solo il pretesto legale per farlo che si cercava. Trump ha violato tutti gli standard internazionali e ha ucciso uno dei leader di un forte stato straniero in missione diplomatica che gli era stata preannunciata.  Ora la situazione è incontrollabile. Qundo in Libano morirono 200 soldati USA, l’allora presidente decise di ritirarsi ma ora sono altri tempi. Tempi in cui non c’è nessuno alla guida del vascello.

Trump è andato troppo lontano. Arriva la risposta iraniana che apre a scenari ancor più terrificanti. Ma ora cominciamo a percepire il pericolo la tragica atmosfera di quando il capitano del vascello è ubriaco ed il cuoco di bordo non sa fare altro che avvisare con il megafono del menù della cena.

@vietatoparlare

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