L’FMI esorta i governi a fare politiche fiscali espansive, la politica monetaria non basta

I responsabili delle politiche monetarie dovranno bilanciare una spinta a breve termine all'inflazione e alla produzione contro un accumulo di vulnerabilità macro-finanziarie

Kristalina Ivanova Georgieva-Kinova

Secondo Kristalina Gheorghieva direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale, le prospettive economiche mondiali sono davvero pessime. Con il procedere a tempo indeterminato con la sola stampa di danaro senza politiche adeguate, l’economia collasserà. E’ necessario accanto alle politiche monetarie sostenere la produzione ed il lavoro con politiche fiscali espansive.

Tuttavia, se guardiamo la nostra realtà siamo ben lontani da questo: il governo italiano non  solo non sta effettuando una sufficiente politica monetaria – immettendo stimolando liquidità nei settori produttivi e sostenendo la domanda e quindi i redditi delle famiglie – , ma non ha in mente di attuare politiche fiscali adeguate.  L’atteggiamento del governo è timido e la sua principale preoccupazione è quella di non far compiacere all’opposizione e di accontentare i paesi europei competitor che sono alla guida della UE (vedi approvazione MES riformato).

Ma ecco alcuni stralci del suo intervento del 24 novembre 2020 tratti dal sito dell’FMI rivolto a USA e UE:

[su_section border=”3px double #ffe01c” margin=”20px 0″](…) Le banche centrali hanno intrapreso azioni energiche e tempestive, fornendo ampia liquidità e allentando la politica monetaria. Queste azioni hanno contribuito a mantenere il flusso del credito e ad evitare la catastrofe finanziaria dall’assalto COVID-19.

Tuttavia, il lavoro è tutt’altro che concluso. Anche prima di COVID, le banche centrali stavano lottando per rilanciare l’attività economica e mantenere l’inflazione al livello desiderato. È stata implementata una serie di politiche, comprese le promesse di mantenere i tassi di politica molto bassi e gli acquisti di risorse su larga scala. (…)

Il brusco crollo dell’attività causato dal COVID-19 ha riportato la disoccupazione al centro dell’attenzione, aggiungendo ad essa il rischio di deterioramento delle competenze e un aumento della povertà. Ciò esercita pressioni sulle banche centrali affinché offrano ulteriori tagli dei tassi e ulteriori accomodamenti politici. (…)

Il problema è che oggi fare a lungo così non è più possibile e non sarà sufficiente . Le banche centrali hanno già tagliato drasticamente i tassi ufficiali dopo il 2008. Al giorno d’oggi, questi tassi sono già stati spinti al minimo, o sotto lo zero. Anche i rendimenti dei titoli di Stato a lunghissimo termine sono estremamente bassi o negativi, limitando le possibilità di acquisto del debito pubblico per rilanciare l’economia.

Tuttavia ancora oggi, molte banche centrali stanno tornando in laboratorio (…). Questo impegno pionieristico sarà utile in tutto il mondo.  (…)[/su_section]

[su_section border=”3px double #ffe01c” margin=”20px 0″] Nuovi rischi

Naturalmente, nuove strategie e strumenti potrebbero anche produrre nuovi effetti collaterali.

Sebbene nuovi quadri e strumenti possano accelerare la ripresa, uno stimolo monetario aggiuntivo può comportare rischi importanti per la stabilità finanziaria. (…)I responsabili delle politiche monetarie dovranno bilanciare una spinta a breve termine all’inflazione e alla produzione contro un accumulo di vulnerabilità macro-finanziarie.  (…)

In conclusione, le banche centrali devono essere innovative e coraggiose, come lo sono state prima, nel rinnovare i propri quadri e aggiornare i propri strumenti. Ciò fornirà loro nuove munizioni vitali per combattere la crisi e sostenere la ripresa. Ma la politica monetaria non dovrebbe e non può fare il lavoro da sola. La politica fiscale ha un ruolo significativo da svolgere: i responsabili politici hanno intensificato il sostegno fiscale durante la crisi e devono continuare a farlo per sostenere una ripresa sostenibile e inclusiva.

da “L’essenziale di economia – Stanley L. Brue. Campbell R. Mc Connel , Sean M. Flyn

L’ FMI è molto favorevole a questi sforzi. Trovare gli strumenti e gli approcci politici giusti per stimolare le nostre economie, gestendo al contempo i rischi, è uno sforzo fondamentale. (…) La posta in gioco non potrebbe essere più alta: proteggere milioni di persone dalla tragedia della perdita di posti di lavoro e da una recessione prolungata. (…)

 

fonte: FMI [/su_section]



NOTA A MARGINE

Rendiamoci conto comunque , parlando di UE che la dottrina ultra-liberistica europea che crea moneta a debito non è emendabile, non può migliorare, non è riformabile, perchè è nata per questo. Lo vedete nella foto. Non si tratta di una foto di famiglia ma della dimostrazione che se non sei di quell’idea non entri. Lo abbiamo visto con Ungheria e Polonia. Senza che si elevassero voci nella Chiesa. Quindi rimane la nostra responsabilità. Di chi è amato.
Come Chiesa abbiamo la responsabilità di fare di più per aiutare la Chiesa e il quotidiano.
Ovvero la libertà di riconoscere ed aderire.

patrizio ricci

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