L’Endorsement di Sarkozy a Macron che chiede negoziati russo-ucraini

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L’ex presidente francese Sarkozy rompe il silenzio sulla guerra ucraina in una intervista su Le Journal du Dimanche, dove affronta anche altre questioni francesi.

Pprecedentemente N. Sarkozy si era espresso sulla guerra Russia – Ucraina il 25 febbraio in un video (vedi qui). E’ da notare che il presidente francese Emmanuel Macron – intervenendo dopo il Consiglio europeo di Bruxelles -, ha affermato che Parigi intende continuare a cercare di costruire un dialogo con Kiev e Mosca per avvicinare l’inizio dei negoziati tra le due parti in guerra, esprimendo fiducia che i negoziati saranno inevitabili “prima o poi”.

SARKOZY: “L’EUROPA STA BALLANDO SUL CIGLIO DI UN VULCANO”

Stralcio dell’intervista dell’ex presidente Francese, Nicholas Sarkozy, a Le Jornal du Dimanche.

– L’Europa è di nuovo in guerra. Il conflitto sembra trascinarsi e impantanarsi. Dovremmo preoccuparci?
– Sì, ahimè! Vorrei che un giorno qualcuno mi spiegasse cosa significa “fare la guerra senza farla”. Se c’è una nozione che dovrebbe richiedere chiarezza, è quella di guerra e pace. O facciamo la guerra o facciamo la pace. Combinare i due non ha molto senso. In ogni caso, adesso vengono utilizzati contemporaneamente.

– La Francia dovrebbe continuare a discutere con Vladimir Putin?
Il presidente Macron ha perfettamente ragione a voler mantenere i contatti con Vladimir Putin. Come fermare la guerra senza parlare con i belligeranti? Non solo vogliamo fare la guerra senza farla, ma vogliamo anche fermarla senza rivolgerci ai protagonisti. Finirà per diventare molto complicato! Le parole hanno un significato e bisogna stare attenti al loro uso. Quando diciamo che non parleremo con la Russia finché Putin sarà al potere, equivale a chiedere un cambio di regime a Mosca. Considero questo un pericoloso salto nell’ignoto, anche se è comprensibile che sia difficile per il presidente ucraino parlare con Putin.
[…]
Nel 2008, con Angela Merkel, abbiamo rifiutato l’ingresso dell’Ucraina nella NATO. Questa sarebbe stata vista come una provocazione dai russi. Ricordo che il dramma che si svolge in questa regione del mondo è una questione di cui la responsabilità primaria dovrebbe essere assunta dagli europei. Mi rammarico che l’Unione europea possa dare l’impressione di essere al seguito degli americani. Infine, piaccia o no, i Paesi non cambiano indirizzo, Europa e Russia sono condannate a mantenere rapporti di pace e di buon vicinato.  Se avremo raggiunto la riconciliazione franco-tedesca, saremo in grado di riconciliare Europa e Russia. Spetta alla Francia prendere l’iniziativa in questa crisi.

– Non pensa alle istituzioni europee?
– Credo nella politica e nella leadership politica. La Commissione Europea è principalmente un organo amministrativo. Inoltre, non ho ancora capito in base a quale articolo dei Trattati europei la signora von der Leyen possa giustificare la sua competenza in materia di acquisto di armi e politica estera. 

Stiamo assistendo a un conflitto “caldo” alle porte dell’Europa. L’unica cosa che gli europei sentono oggi è l’aggiunta di miliardi di euro spesi per l’acquisto di armi. Sempre più armi, sempre più morti, sempre più guerra! Siamo alla mercé di un errore di calcolo, di un’esaltazione, di nervosismo, di una reazione epidermica.

Stiamo ballando sul bordo di un vulcano. Era necessaria una forte condanna dell’iniziativa di Vladimir Putin. La reazione di solidarietà anche con l’Ucraina. Ma la freddezza di evitare l’escalation e di riportare la pace con i russi richiede da noi lo stesso volontarismo. È giunto il momento di prendere iniziative serie per parlare di futuro e di pace.

tutto l’articolo in lingua francese su Le Jornal du Dimanche

Patrizio Riccihttps://www.vietatoparlare.it
Con esperienza in testate come il Sussidiario, Cultura Cattolica, la Croce, LPLNews e con un passato da militare di carriera, mi dedico alla politica internazionale, concentrandomi sui conflitti globali. Ho contribuito significativamente all'associazione di blogger cristiani Samizdatonline e sono socio fondatore del "Coordinamento per la pace in Siria", un'entità che promuove la pace nella regione attraverso azioni di sensibilizzazione e giudizio ed anche iniziative politiche e aiuti diretti.

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