L’Egitto conduce nel Sinai una lotta senza sosta contro l’ISIS

La rivista israeliana Cursor.info Circle riferisce che L’esercito egiziano ha nella notte del 28 settembre ha eliminato 118 terroristi dello Stato islamico  in diverse operazioni militari nel Sinai.

È stato anche riferito che l’aeronautica egiziana ha attaccato almeno 30 basi terroristiche situate nel Sinai.

Nello stesso tempo, l’ISIS riferisce l’uccisione di 19 soldati egiziani a seguito di atti terroristici nel Sinai nella regione di El Arish.

Anche oggi al Jazeera  – citando ha detto il ministero degli interni egiziano – riferisce che le forze di sicurezza egiziane hanno ucciso 15 combattenti in una sparatoria in una fattoria nel nord del Sinai.

In Italia si parla solo della sfortunata e complessa tragedia di Regeni  e della Libia ma mai si parla di questa guerra in corso nel Sinai che l’Egitto sostiene da solo anche a favore dei nostri paesi.

Continuano intanto le manifestazioni antigovernative nella città portuale egiziana di Suez. Centinaia di persone chiedono alle dimissioni il presidente al-Fattah al-Sisi. La polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti.Veicoli corazzati sono stati portati nella sede della manifestazione.

Il giorno prima, la polizia ha arrestato 74 manifestanti dell’opposizione. Le organizzazioni per i diritti umani hanno richiesto il loro rilascio immediato. Il governo non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito.

Le manifestazioni sono state in risposta alle accuse di corruzione fatte contro il presidente da un imprenditore e un personaggio pubblico che ha lasciato l’Egitto, Muhammad Ali. Afferma che il capo dello stato sta costruendo palazzi presidenziali con fondi che potrebbero alleviare la situazione economica.

In realtà ciò che appare è che le proteste siano condotte dai Fratelli Musulmani che mai hanno digerito la defenestrazione dell’ex-presidente Morsi e la loro messa al bando in Egitto. Inoltre, la partecipazione dell’Egitto nella guerra libica affianco al gen. Haftar è anche un altro fattore con effetti destabilizzanti all’interno dello stesso Egitto. Per questo,  le potenze regionali schierate in Libia con Seraj e Haftar potrebbero trovar giovamento di questi disordini per indebolire al Sisi se esse dovessero tramutarsi in conflitti intestini più importanti , che troverebbero facile alimento dalle difficoltà di origine economica e dai settarismi religiosi.

@vietatoparlare