Le torri sono sempre lì, come sentinelle dimenticate vigilano guardando l’orizzonte

Sono tornato oggi da un tour nella Puglia. Tra le tante cose che ho visto, mi hanno molto  impressionato le torri di avvistamento sulle coste. Da Ortona, poi giù verso Bari, è un continuo susseguirsi di torri. Molti paesi si chiamano  ‘Torri’, in ogni paese c’è una fortificazione: sono le torri  di avvistamento per i mori, turchi, qualcosa di molto reale per i nostri progenitori dell’epoca.

Si avvistano dall’alto a intervalli regolari e sembrano come tanti grani di rosario. Imponenti, affacciate sul mare, alcune diroccate che sembrano emergere dagli scogli, altre solitarie come nobili in esilio. Sono le torri costiere, eredità di un piano di fortificazione voluto da Carlo V nel XVI secolo per difendere le coste del Mezzogiorno dalle sanguinarie invasioni dei predoni turchi che arrivavano dal mare.

Queste torri sono oggi ancora lì ad avvisarci, mentre oggi non difendiamo più nulla e non affermiamo più nulla, neanche la Bellezza, pensando che sia discriminatorio. Mi rendo conto allora – per qualche ragione per me completamente incomprensibile – che alcuni pensano solo che questa estate è davvero calda.

Ph. © Michele Natale

Sentinelle dimenticate

La maggior parte delle torri di avvistamento costiere in Puglia, così come nel resto del Regno di Napoli, risale infatti al periodo in cui la potenza ottomana costituiva un reale pericolo per l’Occidente e per le coste italiane in particolare: agli inizi del ‘600 le torri esistenti in tutto il regno erano circa 360, di cui ben oltre 150 si trovavano lungo le coste pugliesi. 

E ancora oggi, come sentinelle, scandiscono il viaggio di chi decida di cimentarsi nel giro del Tacco d’Italia costeggiando il mare, a cominciare dal Gargano fino alla punta del Capo di Leuca risalendo poi fino a Taranto.(cit. Rosalia Chiarappa)

E’ molto triste. Queste torri sono ben visibili, danno il nome alla maggior parte dei paesi in Puglia, ma sono sentinelle che non riescono a svegliare la memoria di nessuno

E’ come se il cuore dell’uomo, il bene ed ed il male non esistessero più.  Al loro posto parole vuote come ‘ponti’ e ‘dialogo’, vuote  in un’epoca in cui il profitto è al centro e la menzogna di stato è ormai istituzionalizzata. Ci sono poi le leggi contro l’odio, come se l’odio si potesse fermare con una legge, come se una legge potesse risvegliare la sete e lo stupore.

Ovviamente, l’odio si ferma quando un popolo sa bene dove andare e le canzoni cominciano a raccontare. L’odio si vince quando un popolo pacifico è disposto a difendersi, a vigilare, ad innalzare  torri. Un popolo è  un popolo quando reagisce attivamente a chi vuol depredare ciò per cui vale la pena di vivere.

Evidentemente, siano lontani da queste semplici considerazioni, le nostre istituzione si preoccupano di educare il popolo , di rimarcare che lo stato è laico e che le leggi vanno fatte di conseguenza. Quindi lo stato è preoccupato ad essere laico, a gloriarsi di esserlo, a gloriarsi di questa ‘conquista’ più che agire per il bene . Mentre l’urgenza è agire per il bene più che agire laicamente.

Quando lo stato abbia effettivamente la nozione di bene , lo vediamo costantemente. Rimangono torri vuote , incapaci di avvisare alcunché.

Finché qualcuno non capirà da dove ripartire rimarremo indifesi, in preda ad uno sgretolamento dell’umano continuo. Proprio quando il maggior sforzo sembra che sia “preservare i nostri valori”.

Il nuovo mondo coraggioso di capitalismo inclusivo che ci attende

La rotta è un percorso di inganno e degradazione. Bisognerebbe ogni mattina leggere il giornale con attenzione quasi di preghiera, si capirebbe che le notizie che arrivano dalle distese della degenerata civiltà occidentale sono ancora una volta convincenti,  il pensare è degenerato in qualcosa di completamente brutto.

La verità è che non abbiamo più i mezzi per preservare nulla, perchè odiamo il nostro passato e le istituzioni sono impegnate affinché questo sia sempre fatto in maniera efficiente.

Questo lo vediamo in maniera plastica nell’inginocchiatoio collettivo alle partite di calcio e Letta, un uomo stimato a livello europeo, incalza affinché sia fatto. E’ solo un segno, ma vuol dire che questo è istituzionalizzato.

Le istituzioni non sono altro che la lista dei desideri dell’élite, che cercano freneticamente di attirare quanto più mondo possibile dentro di sé. Ciò che è completamente comprensibile è che hanno bisogno della più grande base di foraggio possibile.

Perciò, in questa epoca, i mezzi di persuasione di massa sono molto efficaci e lasciano ogni cosa intatta, ma deviando la comprensione di ogni cosa: sono conformi alla lista dei desideri.

Ma a proposito dei desideri. Oggi ricorre l’anniversario della nascita  di Oriana Fallaci, Termino con le sue parole:

L’Eurabia ha costruito la panzana del pacifismo multiculturalista, ha sostituito il termine «migliore» col termine «diverso-differente», s’è messa a blaterare che non esistono civiltà migliori. Non esistono principii e valori migliori, esistono soltanto diversità e differenze di comportamento. Questo ha criminalizzato anzi criminalizza chi esprime giudizi, chi indica meriti e demeriti, chi distingue il Bene dal Male e chiama il Male col proprio nome. (O. Fallaci)

La Fallaci era profetica. Oggi neanche la chiesa riesce a d essere profetica, ricalcando preoccupazioni e giudizi proprio di quello stato laico contro cui timidamente ha appena obiettato.

Ma credo che il futuro non sia ancora stato determinato e quello che diventerà dipende, tra l’altro, da noi e della nostra fede nell’Essere che si è posto come imprevisto nella storia dell’uomo.

Naturalmente, l’uomo cercherà di assimilare ai suoi pensieri anche l’imprevisto ed è questo il rischio più elevato.

patrizioricci by @vietatoparlare

 

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